Calcio

Calcio, un libro utile: “L’allenatore di settore giovanile”

Lo speciale del Ct Vaniglia

Andrissi

Una vita all’Inter, un sogno diventato realtà. Crescita a Lecco, poi la chiamata, forse, della vita. Una grande emozione, il “massimo per me”. Profondo conoscitore di calcio, un totem al livello di settore giovanile in una carriera che lo ha visto crescere atleti, ma ancor prima uomini. Gianluca Andrissi (docente di calcio alla Facoltà di Scienze Motorie dell’Università Statale di Milano ed in passato ricoprente per la Lega Pro, il ruolo di consulente tecnico dei settori giovanili), è un grande ex tecnico della cantera interista dove ha insegnato calcio per ben 18 anni, per poi passare alla Pro Sesto prima e al Monza poi, dove ha ricoperto fi il compito di direttore tecnico e di allenatore delle giovanili ed infine il delicato ruolo di direttore sportivo biancorosso, senza dimenticare l’esperienza tra i Pro alla guida del Pavia. Sa tutto del mondo Inter, grazie anche al grandissimo rapporto che lo legava a Giacinto Facchetti (“Un esempio di vita”), e al dialogo con l’amico Piero Ausilio.

Mister Andrissi, ci racconta il suo arrivo all’Inter?
“Arrivai all’Inter nel 1988 grazie all’intervento di Mario Mereghetti (ex attaccante, tra le altre, di Inter, Lazio e Atalanta,), il quale in allora ricopriva il ruolo di responsabile dei Pulcini e degli Allievi Regionali di FC Internazionale insieme a Giampiero Marini. Mario mi chiamò e per me fu una grandissima sorpresa e ricordo con emozione la prima volta che entrai nella vecchia sede dell’Inter. Ci incontrammo e fu subito feeling tra di noi, arrivavo dal Lecco. Dopo un colloquio insieme a Marini mi comunicarono che sarei diventato un nuovo allenatore dell’Inter. Abbandonai Lecco a malincuore, ma l’Inter era il massimo per me e da quel momento iniziò un grandissimo percorso lungo 18 anni”.

Nei suoi 18 anni col Biscione quali categorie ha allenato?
“Un anno i Pulcini, poi gli Esordienti B, gli Esordienti A e successivamente presi gli Allievi Nazionali e quelli Regionali, che poi ho tenuto per sette anni consecutivi, gli ultimi della mia gestione. C’è da dire che, rispetto ad oggi, c’era una cultura della crescita e del lavoro incredibile. C’era un grandissimo rispetto, era più difficile lavorare, ma tutto era più formativo, senza dubbio. C’erano allenatori che prima erano stati grandi campioni, ebbi grandissimi colleghi quali Benito Lorenzi e Carlo Tagnin che mi hanno dato tantissimo, sia dal punto di vista professionale che umano. Ho anche avuto la fortuna di conoscere la Grande Inter con Sandro Mazzola.

Può spiegarci quali argomenti tratta il libro: “L’allenatore di settore giovanile”
“E’ un libro che ho pensato e scritto per chi allena i giovani, in collaborazione con Luca Bignami, anch’egli allenatore e giornalista. Contiene più di 200 esercitazioni proposte a chi lavora con Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Juniores. Un testo da “campo” insomma che spiega la metodologia e la didattica per l’allenatore di giovani calciatori, dalla gestione del gruppo sul terreno di gioco, all’organizzazione delle diverse proposte, con un’attenzione particolare agli aspetti educativi e formativi anche fuori dal campo. Concede molto spazio inoltre all’analisi dei “sette gesti tecnici”, ai principi di tattica individuale e collettiva, alla pianificazione della seduta e della settimana tipo”.

La prefazione del libro è stata scritta dal grandissimo capitano dell’Inter Javier Zanetti.
“L’ex capitano nerazzurro era intervenuto all’inizio della presentazione del libro con queste parole : “Sono onorato di aver potuto scrivere la prefazione del libro di Gianluca. Sono stato anche io giovane e da giovanissimo sono venuto qui in Italia dell’Argentina e sono stato accolto come un figlio. Questo libro insegna i valori di questo sport che sono importantissimi. Il calcio è la mia vita e lo sarà per sempre”. Dovessi spiegare la motivazione della scelta di Javier per la prefazione direi così : “Perché rappresenta la voglia di lavorare, di soffrire di non mollare mai. Chi ha fame e voglia può raggiungere qualsiasi risultato.”

Quali sono, secondo Lei, alcune delle qualità che deve possedere l’allenatore dei giovani?
” L’allenatore deve sapere osservare , comprendere gli errori, capire e aiutare i ragazzi a correggersi, perche’ i giovani ascoltano e osservano ogni cosa e per chi li allena e’ determinante essere attento alle loro reazioni”.

Recentemente l’ex direttore sportivo del Feralpisalò, dello Spezia, del Como, del Renate e del Monza, Gianluca Andrissi (che ricordiamo ha scoperto il nazionale Pessina in serie C) è tornato all’Inter. Piero Ausilio e Dario Baccin gli hanno assegnato l’importante compito di seguire il rendimento tutti i giocatori nerazzurri in prestito nelle squadre di Serie A e Serie B. Un prestigioso incarico che attesta le sue indubbie capacità tecniche.

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