Giovani promesse emergono

Calcio, Finale. Gianni Vierci, dal freddo inverno del Giappone all’Eccellenza Ligure: “Qui mi trovo benissimo”

Contro il Varazze trova il primo gol anche il classe 2004: "Volevo segnare, mi mancava solo quello per essere ancora più felice"

Generico gennaio 2022

Ogni anno nasce un nuovo talento o, quantomeno, si scopre di averlo a disposizione. Il campionato di Eccellenza Ligure, grazie alla sua evoluzione nel corso degli anni, sta diventando un palcoscenico interessante per la crescita di giovani calciatori.

Una squadra che da tempo sta puntando molto su di essi è il Finale, guidato da un mister di esperienza indiscutibile come Pietro Buttu che, nel corso della sua carriera, non si è mai tirato indietro a buttare nella mischia i ragazzi più meritevoli.

Un esempio recente è Alessandro Debenedetti, classe 2003 e ormai uno dei trascinatori dell’organico: ad un gol dalla doppia cifra, Debenedetti sembra aver trovato una continuità impressionante per un attaccante così giovane.

E poi c’è la leva 2004, allenata da Sgambato e Spadoni, che sta producendo delle ottime promesse per il calcio locale, tra cui un altro elemento divenuto parte integrante della Prima Squadra: Gianni Vierci, a segno per la prima volta nella gara contro il Varazze.

Nato e vissuto in Giappone fino a tre anni fa, Vierci è stato notato da Buttu nello scorso finale di stagione e, convinto di ciò che ha visto, lo ha chiamato per svolgere la preparazione estiva.

I primi scampoli del giovane attaccante sono stati buoni, ma mancava qualcosa in particolare per trovare ancor più convinzione. Quel qualcosa è arrivato ieri contro il Varazze e l’emozione è stata tanta: “Volevo segnare, mi mancava solo quello per essere ancora più felice di questa grande opportunità che la società mi sta dando. Tutti i miei compagni sono stati bravissimi con me, aiutandomi sempre e dandomi i buoni consigli; sin dal primo giorno mi sono sentito parte di questo gruppo e ogni allenamento imparo sempre qualcosa di nuovo da ognuno di loro. Una dedica particolare la vorrei fare a Daniele Galli, ormai un amico che mi è sempre stato vicino e ha creduto in me; ma quando si ha la fortuna di giocare in una squadra con giocatori di esperienza come Scarrone e De Benedetti, allenandosi contro di loro nelle partitelle, dopo un po’ tempo uno impara a farsi le ossa”.

Per Vierci è in corso un periodo di apprendimento“Con mister Buttu sto migliorando tanto per l’aspetto dei movimenti in campo e, facendoli nel modo giusto, mi consente di poter dire la mia in un campionato tosto come l’Eccellenza. Appunto per questo, ho avuto anche la sensazione di essere cresciuto molto anche fisicamente grazie agli allenamenti con la Prima Squadra: prima facevo fatica a reggere un contrasto, ora me la sto cavando abbastanza”.

Le sensazioni del ragazzo sono ancora più positive: “Sono contento di giocare a Finale, con una società che da sempre dà fiducia ai giovani. Sinceramente non mi sarei aspettato di restare così a lungo in Prima Squadra, ma dopo un po’ di tempo ho visto che anche i dirigenti cominciavano a vedere qualcosa di buono in me. Spero di poter contribuire sempre di più per aiutare la squadra a raggiungere i nostri obiettivi”.

Una nota di merito è stata data anche a mister Vincenzo Sgambato, allenatore della Juniores e da 2 anni alla guida della produttiva leva 2004: “Da quando ho iniziato ad allenarmi con lui ho capito molte cose riguardo alla tattica: è un mister che pretende tanto sul gioco e penso di essere migliorato tanto anche grazie a lui, aiutandomi a trovare la fiducia in me stesso che non avevo mai avuto”.

Ora un argomento molto interessante, che fa capire come ogni parte del mondo sia diversa l’una dall’altra. Una diversità che, tuttavia, rende ancora più completi: “In Giappone, quando ero piccolo, visto che in inverno nevicava molto, facevo ogni anno metà stagione calcio a 5 e metà calcio. Fare quest’esperienza mi è servita molto per avere un’altra visione di questo gioco: il calcio a 5 è uno sport molto bello e, quando lo giocavo, avevo un allenatore molto bravo che mi ha iniziato a trasmettere i primi concetti. Era una bella persona e ricordo che, quando stavo partendo per venire in Italia, è venuto in aereo porto a salutarmi e le ultime sue parole sono stato <In bocca al lupo, prenderai tanti calci però ce la puoi fare>. Non aveva tutti i torti…”.

Infine, una dedica ben precisa: “A mio papà e mia mamma che mi seguono sempre e a tutti quelli che stanno credendo in me. Spero di poter migliorare sempre di più: questa è la mia passione”.

 

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