Crescita

Calcio, bottega Cairese: parola ai tre maestri del settore giovanile

I pensieri di tre personaggi molto influenti per il calcio giovanile

Cairese Varazze Eccellenza

Da anni, ormai, l’A.S.D Cairese 1919 si occupa della crescita dei propri giovani calciatori, offrendo gli strumenti, le basi, le fondamenta su cui potersi costruire, un giorno, come atleti adatti a diventare parte integrante della prima squadra e tanti sono gli esempi di ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile che ora ne sono elementi imprescindibili e fondamentali.

Sergio Soldano, Responsabile tecnico del Settore giovanile, ex giocatore, in possesso del patentino Uefa A, che ha disputato circa 80 partite internazionali come allenatore delle nazionali under 16 e under 17 di Malta, ci spiega così quanto viene realizzato: “Il fatto che molti ragazzi del settore giovanile vengano impiegati nella prima squadra non è casuale, ma è frutto del lavoro che viene svolto. Sono tornato qui da tre anni, dopo l’esperienza a Malta, e in questo periodo di tempo altri ragazzi delle giovanili hanno raggiunto l’obiettivo più alto. Il nostro progetto si sviluppa su una linea che vede il lavoro di Giorgio Caviglia incentrato sulla Scuola Calcio e su tutto ciò che possa essere coordinativo, improntato però già al senso del gioco, mentre il mio lavoro si realizza nell’attività di base e in quella agonistica. Questa idea si sviluppa, in questo momento, prevalentemente sulle leve che vanno dal 2005 al 2008 e, in particolare, c’è stata l’applicazione del concetto del quarto allenamento per quel che riguarda la leva 2006, che prevede esercizi per il tronco con l’utilizzo di attrezzi e una successiva parte agonistica. Inoltre, abbiamo deciso di tenere un resoconto relativo agli allenamenti effettuati dalle varie leve, con il piano della seduta che ci viene consegnato da ogni allenatore e di cui mi occupo in prima persona. Ritengo che sia fondamentale anche la realizzazione dell’impianto sintetico del Cesare Brin, poiché permetterà di svolgere ulteriori allenamenti e di avere maggiori spazi da utilizzare per il gioco. Abbiamo il miglior settore giovanile in zona che, con ulteriori piccoli accorgimenti, potrà alzarsi ulteriormente di livello per puntare ad assimilare una mentalità da professionisti. Per questo è importante una continua formazione sia dei ragazzi, sia dei nostri allenatori, che si svolge, all’interno del nostro ambiente, con un consulto continuo tra questi ultimi, ma anche con interventi di figure esterne in varie occasioni. La principale è sicuramente il Laboratorio Tecnico, che si svolge una volta al mese a Cairo Montenotte, che vede la presenza di docenti di squadre professionistiche, a cui sono invitati tutti gli allenatori del savonese.
Ciò che predichiamo è, quindi, si una mentalità vincente, ma soprattutto la costruzione dell’atleta e dell’uomo, che poi ci porterà a vedere quanti potranno arrivare in prima squadra. Niente va lasciato al caso, tutto va approfondito; i giovani capiscono subito se sei preparato o no, per questo è importante sapere di calcio, ma lo è ancora di più saper far fare calcio e possedere entrambe le caratteristiche ti porta ad essere completo. Bisogna entrare in empatia con loro e spiegare ogni lavoro che viene fatto e il perché viene fatto, cercando di dare sempre maggior spazio al gioco. Infine, penso che sia importante anche l’utilizzo di un vocabolario di campo, grazie al quale il passaggio dei ragazzi da una categoria ad un’altra possa essere meno traumatico e snellire il lavoro del mister.”

Altra figura di riferimento fondamentale della società è quella di Giorgio Caviglia, preparatore atletico e Responsabile della Scuola Calcio, ci parla così di quanto viene fatto: “Il concetto base è che la filosofia del Settore giovanile della Cairese è quella di costruire e formare l’atleta, obbiettivo a lungo-medio termine. La vittoria nelle giovanili non è e non deve essere indice di un buon lavoro, cosa che invece deve essere il miglioramento a livello individuale. Altro aspetto che è, inoltre, fondamentale a livello dilettantistico è quello di insegnare ai ragazzi una “cultura sportiva” che permetterà loro di gestirsi e di potersi trovare nelle condizioni ottimali per gli allenamenti, abbassando il rischio di infortuni. L’esempio di applicazione migliore di questa formazione che vogliamo attuare lo si riscontra in quanto fatto con la leva 2006: svolgiamo con i ragazzi un lavoro di prevenzione sui distretti muscolari che durante il ciclo di allenamento sono meno utilizzati, ma che sono importanti ai fini posturali per prevenire infortuni. Applichiamo anche una parte a carico naturale o che prevede l’utilizzo, ad esempio, di elastici per sviluppare la parte superiore del corpo, in modo che non vi siano scompensi con la parte inferiore. È importante svolgere questo lavoro a questa età, perché i ragazzi si trovano nella fase dell’allungamento, che però non è compensata dallo sviluppo muscolare, che arriverà successivamente e quindi questo lavoro può impedire l’insorgenza di paramorfismi, patologie tendinee o muscolari.”

Vediamo anche come si svolge il lavoro dei portieri del settore giovanile, insieme al preparatore Federico Marini: “Da alcuni anni abbiamo avviato questo progetto portieri, di cui sono il responsabile, che dà la possibilità ai nostri ragazzi di crescere sotto il profilo tecnico e atletico specifico nel ruolo e che si avvale della collaborazione di quattro tecnici: Ivan Zappa, Alberto Moraglio, portiere della prima squadra, Fabio Castiglia e Francesco Castellano. Questi ultimi due si occupano della preparazione di Pulcini, Piccoli Amici e Primi Calci, con un allenamento di approccio didattico al ruolo del portiere. Zappa e Moraglio si occupano, invece, della parte agonistica: i ragazzi sono divisi in due gruppi e si allenano il lunedì e il mercoledì in due fasce orarie distinte e alcuni di essi hanno già avuto approcci con i più grandi. Due ragazzi del 2004, Avolio e Casanova, e due ragazzi del 2005, Baiocco e Rizzo, si allenano, invece, insieme a me con la prima squadra e lo stimolo che hanno nell’ allenarsi con loro è molto importante, perché oltre ad un miglioramento nella parte tecnica, ci si allena anche ad un’intensità maggiore, a ritmi diversi e questo è fondamentale per la crescita. Ritengo che questo percorso stia dando i suoi frutti perché, anche se in questo momento i campionati sono sospesi, sono stati raggiunti ottimi risultati e i nostri portieri si sono comportati molto bene. Con il tempo vedremo quali saranno i risultati, l’importante, per ora, è consentire ai ragazzi di avere i mezzi e i metodi, cosa che non tutte le società possono permettersi. Speriamo di poter continuare ancora e di riprendere al più presto, tornando così alla normalità.”

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