Chissà

Calcio, Borgio. Esce allo scoperto anche Roascio: “Ci vuole chiarezza”

Le parole di Gabriele Roascio, calciatore del Borgio Verezzi

Generico gennaio 2022

Alle voci di Guallini della San Francesco Loano e del DS Tuninetti si aggiunge proprio quella di un giocatore voluto da quest’ultimo nell’organico del Borgio Verezzi: Gabriele Roascio, classe ’99 ma già uno dei leader della squadra.

Per Roascio l’inizio è stato decisamente positivo: “Questi primi mesi di Borgio per me sono stati molto positivi. In estate, quando sono stato contattato dai mister Cordiale e Ponte e dal direttore sportivo Tuninetti, mi avevano parlato di una società molto seria e ambiziosa, di un gruppo di ragazzi giovani e genuini. Questo mix di cose mi hanno convinto a sposare la causa ed effettivamente, sin dai primi momenti, mi sono sentito accettato e ben voluto dal gruppo e responsabilizzato da società e mister. Questa intesa immediata che si è creata all’interno dello spogliatoio, unite alle nostre qualità e voglia di lavorare, ci ha portato infatti a fare un ottimo girone d’andata, con un terzo posto dietro squadre molto più attrezzate
di noi e un quarto di Finale di Coppa Liguria da giocare. Siamo soddisfatti di tutto ma non vogliamo fermarci, abbiamo ancora 9 finali da giocare e alla fine di esse tireremo le somme”.

Aggiunge ancora: “A livello personale il Borgio mi sta dando tanto perché, oltre ad avermi accolto molto bene, mi sta dando anche la possibilità di giocare con continuità e di mostrare le mie qualità magari per eventuali salti di categoria, visto il mio anno in Promozione a Loano, o step personali ma questi sono discorsi che faremo più avanti”.

Tuttavia, come Guallini, anche Roascio sta sentendo la pesantezza di questo periodo: “Purtroppo per un ragazzo giovane e voglioso di mettersi in mostra continuare a vivere in questo clima di incertezza non aiuta, abbiamo già perso due anni e un ulteriore stop sarebbe deleterio per il calcio dilettantistico e per società che ogni anno si trovano davanti a spese di ogni genere per poi vedersi fermare tutto. Rinviare di un weekend la ripresa magari ci potrà aiutare ad uscire da questo periodo di crisi, ma non credo sia la soluzione definitiva: ci vogliono protocolli chiari e regole ben precise, con l’augurio di poter finire ciò che abbiamo iniziato”.

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