Punti di vista

Bambini non vaccinati, la protesta: “Discriminazione sociale, calpestati i loro diritti”

Arriva dall'associazione di promozione sociale "Finale Diritti Umani"

Generica

Arriva da Finale Ligure una protesta per gli over 12 anni non vaccinati che non possono usufruire dei diritti primari come l’utilizzo dello scuolabus o la possibilità di frequentare palestre o luoghi di attività ricreative come la ludoteca comunale.

A seguito delle numerose lettere di protesta, l’associazione di promozione sociale “Finale Diritti Umani”, in nome e per conto dei suoi 350 soci e di circa 1.000 simpatizzanti, desidera dar voce a un dissenso comune in merito ai provvedimenti riguardanti i giovanissimi non ancora vaccinati.

“Tali provvedimenti vanno a colpire i bambini, le loro famiglie e l’intero tessuto sociale del paese, in quanto scompaiono, per loro, attività che non solo erano garantite ma indispensabili per il corretto sviluppo psicofisico e la creazione di relazioni sociali” afferma l’associazione.

“Sono compromesse le attività lavorative delle famiglie che affidavano il trasporto dei bambini allo scuolabus, luogo che fra gli altri contribuiva all’apprendimento delle regole di civile convivenza al di fuori dell’edificio scolastico”.

“Viene compromesso il diritto allo studio, viene compromessa la socializzazione, viene compromessa la salute psicofisica che arriva ai bambini dalle attività sportive insieme al rispetto dell’avversario, alla sana e leale competizione, allo spirito di squadra”.

“Viene compromessa l’equità, l’uguaglianza, la libertà di scelta, l’inclusione, vengono compromesse le pari opportunità. Viene compromesso il diritto allo studio, al gioco e alla creatività in un luogo come la ludoteca comunale che da decenni dimostra attenzione ad inclusione e aggregazione e che da Statuto recita: “…Crediamo in una comunità accogliente in cui ogni persona cresca e viva con gli stessi diritti e opportunità. Insieme è futuro…”.

“La nostra associazione accoglie le proteste delle famiglie con la coscienza che questi provvedimenti siano altamente discriminanti e favoriscano comportamenti malati e universalmente condannati come l’esclusione e il bullismo.

“Non vogliamo e mai vorremo accondiscendere all’imposizione sui nostri bambini di un trattamento sanitario che a tutti gli effetti si dimostra vessatorio e obbligatorio, senza peraltro l’assunzione di alcuna responsabilità penale, civile o morale da parte dell’autorità: deprechiamo quindi la pedestre obbedienza a norme inique e mai assumeremo su di noi, nel silenzio, tale responsabilità”.

“Certi dell’equità e dell’inviolabilità del Regolamento Europeo 953/2021 art.36 che raccomanda di “evitare ogni discriminazione diretta o indiretta delle persone che non possono o non vogliono essere vaccinate” crediamo fermamente che alcune posizioni intransigenti si possano ancora modificare, soprattutto in nome della futura società e dei nostri figli”.

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