Iniziativa

“Ally”, l’innovativo rivestimento per allungare fino a tre volte la vita degli ortaggi

L'idea per ridurre lo spreco alimentare è di tre giovani tra i quali l'albenganese Arianna Sica

frutta e verdura

Albenga. “Ally“: un liquido nebulizzato che si trasforma in rivestimento di origine vegetale, non tossico ed edibile, per allungare fino a tre volte la vita della frutta e della verdura. E’ questa l’innovativa idea dell’albenganese Arianna Sica, studentessa del corso di Economia ambientale dell’Università di Torino, e di altri due ricercatori Gustavo Gonzalez e Irene Masante pre ridurre lo spreco alimentare.

Sono diverse le fasi in cui si verifica lo spreco, l’obiettivo dei tre giovani è intervenire nella fase della distribuzione, nel passaggio dai coltivatori ai supermercati o ai negozi. “I tempi tra una fase e l’altra possono essere lunghi e questa attesa porta al deterioramento degli ortaggi“, ha spiegato Arianna Sica.

Secondo la Fao (Food and Agriculture Organization) “fino al 50% della frutta e della verdura prodotte nei paesi in via di sviluppo va perso lungo la catena di approvvigionamento, ossia tra il momento della raccolta e il consumo”.

In queste fasi viene perso “il 14% circa del cibo prodotto in tutto il mondo – riporta sul sito la Fao -. Il che equivale a una perdita di 400 miliardi di dollari all’anno in valore alimentare, mentre va sprecato un 17 percento stimato della produzione alimentare globale (11% negli ambienti domestici, 5% nel servizio alimentare e 2% nei punti di vendita al dettaglio)”.

La protezione, una “seconda buccia“, è inodore, insapore e non è nociva per l’uomo. “L’aspetto innovativo – spiega Sica – è il riutilizzo dei sottoprodotti della filiera alimentare che diventano materie prime. Così produciamo un’economia circolare evitando altri sprechi”.

Con questo progetto chiamato “Agree” i tre ragazzi stanno partecipando a un concorso europeo “Green Alley Award” e hanno già superato la prima selezione insieme ad altri 19 gruppi su 177 iniziali. L’esito positivo del concorso oltre che a comportare un premio in denaro potrebbe essere una rampa di lancio e una vetrina per il progetto ma a prescindere dai risultati che verranno raggiunti Sica, Gonzalez e Masante guardano oltre: “Nella metà del 2022 vogliamo brevettarlo e far conoscere queste tematiche e aumentare la consapevolezza dei rischi legati alla crisi climatica e alla necessità di processi produttivi sostenibili dal punto di vista ambientale”.

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