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Albenga pronta a scendere in piazza per l’ospedale, Tomatis: “Con risorse Pnnr subito il pronto soccorso, poi tutti i servizi e il raddoppio”

Il sindaco Tomatis chiama a raccolta i rappresentati delle associazioni di volontariato

Albenga corteo pro-ospedale - occupy

Albenga compatta e pronta anche a scendere in piazza (quando la situazione pandemica lo renderà possibile) a tutela dell’ospedale Santa Maria di Misericordia. Questo l’esito del primo degli incontri che l’amministrazione comunale di Albenga ha avviato con i rappresentanti delle associazioni di volontariato (nelle prossime settimane seguiranno ulteriori incontri con altre associazioni presenti sul territorio e i rappresentanti delle categorie economiche e commerciali di Albenga).

Nella giornata di ieri, giovedì 20 gennaio, in modalità mista (in presenza e in videoconferenza) hanno partecipato alla riunione convocata dal sindaco Riccardo Tomatis, dal vicesindaco Alberto Passino e dall’assessore alle politiche sociali Marta Gaia le seguenti associazioni: Aism, Adso, Associazione Insieme Amici del Sabato, Anffas, Addha, Uildm, Angsa, Viceversa, Prendiamoci per mano, Guardami negli Occhi, Croce Bianca Albenga, Croce Rossa, Avo, Avis, Basta Poco Onlus, Ant, Centro Artemisia, Anteas, Fieui di Caruggi, Cittadini Stanchi, Vecchia Albenga.

Il sindaco Riccardo Tomatis ha fortemente voluto tale incontro per avere un confronto diretto con la comunità sul delicato tema del futuro a breve, medio e lungo termine dell’ospedale di Albenga: “Ho ritenuto importante avere un confronto diretto con i rappresentanti di alcune delle associazioni più attive sul tema ospedale o che hanno a che fare – più o meno direttamente – con la sanità. Mi ha fatto molto piacere riscontrare una grande partecipazione da parte di tutti coloro che sono stati convocati a questo primo incontro e posso già anticipare che ne seguiranno altri con le altre associazioni e con i rappresentanti delle categorie economiche e commerciali del territorio. L’attenzione deve continuare a rimanere alta su questo tema troppe volte rimasto inascoltato. Ognuno di noi deve fare la sua parte, per questo chiedo a tutti di continuare a sensibilizzare i propri contatti augurandomi, inoltre, che i miei colleghi sindaci, alcuni dei quali non hanno partecipato agli ultimi incontri della commissione sanità allargata, si impegnino a fare lo stesso”.

“Nel merito – continua il sindaco Tomatis – credo che oggi non si debba perdere una grande opportunità: quella data dai fondi PNRR. La Regione dovrebbe guardare al Santa Maria di Misericordia, ospedale nuovo, funzionale e all’avanguardia, come una risorsa sulla quale investire. Durante il Covid è emerso come solo la struttura ospedaliera di Albenga fosse in grado di garantire quegli standard di sicurezza necessari nell’emergenza sanitaria, questo dovrebbe far riflettere. Da non trascurare, inoltre, il fatto che Albenga è la seconda città della provincia per numero di abitanti e, anche logisticamente, avere un ospedale di emergenza qui non solo sarebbe logico e sensato, ma garantirebbe in maniera più efficace il diritto alla salute e alla vita di decine di migliaia di cittadini.”

Continua il sindaco: “Fino ad oggi non c’è stata programmazione, adesso noi non possiamo cadere nello stesso errore del passato. Dobbiamo lavorare nell’immediato per tutelare quello che abbiamo e per riavere subito un Punto di Primo Intervento o, ancor meglio, un Pronto Soccorso e, contestualmente, dobbiamo cercare di accedere a tutte quelle risorse che ci permetteranno, domani, di raddoppiare il nostro ospedale in modo da dotarlo di tutti quei reparti funzionali rispondenti alle caratteristiche delineate dal decreto Balduzzi sulla sanità e necessari per avere definitivamente il Pronto Soccorso ad Albenga senza dover lottare costantemente per mantenere un servizio che per il nostro territorio non solo è fondamentale, ma è imprescindibile.”

Tutti i partecipanti alla riunione, all’unanimità, hanno manifestato la loro piena disponibilità ad impegnarsi in prima persona per la tutela dell’ospedale di Albenga anche attraverso eventuali manifestazioni pubbliche da organizzare quando la situazione pandemica lo renderà possibile.

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