Polemica

Albenga, il coordinamento ingauno di Cambiamo attacca: “Deriva autoritaria dell’amministrazione”

"Le perplessità del Comitato Territoriale sullo spostamento della ferrovia è stato percepito come peccato di lesa maestà"

comune albenga municipio

Albenga. “Negli ultimi mesi sindaco e vice sindaco hanno preso una deriva autoritaria, provando a serrare quel che rimane dei ranghi di una maggioranza, tale sulla carta, avendo perso il supporto di quello che fu ago della bilancia delle amministrative, il tuttora Presidente del Consiglio Comunale Diego Distilo”. E’ questo l’attacco degli esponenti ingauni di Cambiamo! rivolto all’amministrazione comunale.

“A stupire fu già l’attacco alla minoranza, che il sindaco invitó a dimettersi in blocco, scegliendo magari lui in prima persona chi dovesse rappresentare l’opposizione: non quindi il volere dei cittadini alle urne, ma come nei regimi totalitari voleva sindacare e scegliere chi ne può far parte”.

In merito al raddoppio ferroviario e lo spostamento a monte della ferrovia: “Si è proseguito con la delegittimazione pubblica del Comitato Territoriale che ha voluto esprimere alcune perplessità e chiedere chiarimenti sullo spostamento della ferrovia: è stato percepito come peccato di lesa maestà, chiedendo il Sindaco a mezzo stampa chi rappresentasse tale organizzazione, dimenticandosi però che durante il periodo delle elezioni proprio l’attuale primo cittadino “inseguiva” e “lodava” i vari comitati. Ad oggi almeno è gettata la maschera e sappiamo che era per mero scopo elettorale”, proseguono.

“Proprio grazie all’intervento del Comitato Territoriale e alla Delibera Regionale 1233/2021 abbiamo potuto osservare come il Comune di Albenga, dove impatta maggiormente lo spostamento a monte della ferrovia, non abbia fatto alcuna osservazione a differenza di molte amministrazioni vicine”.

“A conclusione – o almeno speriamo, fino alla prossima puntata di quello che sembra ‘Il Marchese del Grillo 2.0’- l’attacco personale al consigliere Tomatis da parte del Vice Sindaco che vorrebbe relegare il consigliere comunale di minoranza alle sole attività imprenditoriali poiché alla città ci pensa lui, sopravvalutandosi al punto da non rendersi conto proprio questo sia il problema.
Il sindaco ed il suo Vìvice stanno trattando la città come fosse loro feudo di cui disporre liberamente, dire e fare qualsiasi cosa, dimenticandosi del senso di comunità e di democrazia istituzionale.
Purtroppo per loro e provvidenzialmente per la cittadinanza, sono amministratori pro tempore ed il tempo fortunatamente sta finendo”.

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