Lettera al direttore

Lettera

Un’amara constatazione

Il pensiero di Ivano Rozzi: "Non fiori ma opere di bene verrebbe da dire al Comune... "

Viale Repubblica Pietra generica

Non fiori ma opere di bene verrebbe da dire al Comune …

Siamo in molti ad essere forse abitudinari nel ritrovarci in estate ma soprattutto in inverno su quel lato destro del Viale più lungo di Pietra Ligure, dove l’aria del Carmo e del Melogno si incontrano sul Maremola. Quel luogo che da anni sta dando vita a quei fremiti di freddo e a quelle battute dei piedi di migliaia e migliaia di cittadini , movimenti fatti nel vano tentativo di resistere e scacciarle, dove però, quasi tutto è inutile!

In certe giornate l’unica consolazione è osservarsi l’un con l’altro, cercando di capire chi, nel gruppo, ha maggior titolo di essere primo o secondo alla chiamata del distinto e gentile Carabiniere Volontario al fine di entrare nel piccolo atrio, spesso già abitato da chi ha meno fortuna e attende di essere visitato. C’è anche chi scende dall’auto per fare la fila, risparmiando freddo al parente restato all’interno del veicolo. E c’è anche chi ha termini di sopportazione labili e troppo brevi per siffatta situazione e impreca o desiste.

Alcuni arrivano con una coperta sulle spalle e altri seduti su una carrozzina con la coperta sulle gambe , mentre i più fortunati spingono un girello saltellante sugli autobloccanti del marciapiede. E quasi tutti i giorni è così, a volte peggio. Meglio mai ! All’interno il personale medico e impiegato lavora incessantemente, in una efficace sorta di calma e serenità professionale probabilmente acquisita negli anni, cercando di dare a tutti la giusta priorità e la risposta alle richieste. Si respira una pazienza non comune , una interazione sociale dove l’orientamento reciproco , il proprio agire l’uno verso l’altro, meritevole e professionale, influenza lo svolgimento di tale agire e produce gli effetti benefici di un Punto Medico.

Nei tanti discorsi che si ascoltano, a tratti soffusi dalle mascherine, emergono i vecchi problemi strutturali , oggi ancor più rinforzati dal Covid. Alcuni , ormai rassegnati , ritengono che qualche sedia (pare donata dal Comune) sia la benvenuta , altri , più diretti e ancora in forza intellettuale , vivaci e liberi nel pensiero , forse veramente gli unici ad essere veramente obbiettivi, nei loro borbottii fanno capire come il grande assente sia il Comune.

Avere una vera eccellenza con una missione importantissima , ancor più in un paese di anziani e non solo e vedere che negli anni “poco o nulla” si è fatto per dare una ubicazione di prospettiva , mentre nel Paese nascevano qualcosa come 1300 nuove unità immobiliari , mentre si ricondizionavano proprietà desuete ……o , fatto ancor più grave, si spendevano milioni di euro per altre iniziative o lavori pubblici , importanti certamente ma non secondi al bisogno di salute dei propri cittadini. Una vera macchia di cui il Comune, purtroppo, ha soltanto più di provare a biasimarsi.

Ivano Rozzi 

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