Presidio

Sciopero Sanac, i sindacati: “Mercato dell’acciaio in crescita, ma noi in cassa integrazione. Serve una visione industriale”

"Si sta alzando sempre di più la tensione tra i lavoratori, che vedono che dopo anni la situazione ancora non si risolve"

Vado Ligure. Lavoratori e rappresentanti sindacali del savonese hanno preso parte, ieri, allo sciopero e al presidio Sanac tenutosi davanti il ministero dello sviluppo economico.

Tra di loro c’era anche Alessandro Bonorino della Rsu Filctem Savona, che ha spiegato: “Siamo qui per protestare, per cercare di sensibilizzare le istituzioni rispetto al nostro problema. E’ da giugno che Sanac non riceve più ordini da Taranto. Il bando è andato a monte, visto che a settembre è saltato. Sì, c’è un nuovo bando, ma rischiamo di trovarci alla vendita con le ossa rotte. Il problema è che per i vari siti, da Grogasco a Vado Ligure, la cassa integrazione non è più un tabù. Si sta alzando sempre di più la tensione tra i lavoratori, che vedono che dopo anni la situazione ancora non si risolve”.

Insomma, lavoratori e sindacati sono preoccupati: “Ci sono state tante ingiunzioni di pagamento, perché negli anni scorsi Arcelor Mittal non pagava. Ora da quel che l’amministrazione straordinaria ci ha riferito pare che si sia arrivati alle vie legali e quindi la situazione si è ulteriormente incancrenita. Questo è assai poco rassicurante, perché loro sono il maggior acquirente con il 70 per cento delle produzioni. E’ un fatto molto grave. Un gruppo come Sanac non può continuare a restare in amministrazione straordinaria, deve avere una visione più industriale in un mercato difficile da gestire come quello dell’acciaio. Che sta tirando, eppure noi ci troviamo in cassa integrazione. Questo è inaccettabile. Soprattutto da una parte Arcelor Mittal, quindi Acciaierie Italia, partecipata dallo Stato; noi che siamo amministrati dallo Stato in amministrazione straordinaria, non riusciamo a trovare una quadra. Questo, ripeto, è inaccettabile”.

Sciopero Sanac a Roma

Come spiegato giorni fa dai sindacati, la mobilitazione si è resa necessaria “a seguito delle mancate risposte da parte del MiSE in merito alle istanze poste durante l’ultimo incontro del 23 novembre scorso e la mancanza di risposte da parte del ministro Giorgetti. Il perdurare della mancanza degli ordinativi da parte di Acciaierie d’Italia determinerà nelle prossime settimane un forte incremento di lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria, ma soprattutto metterà a rischio sopravvivenza l’intera struttura odierna di Sanac, con i suoi 335 lavoratori dei 4 stabilimenti di Massa, di Vado Ligure, di Assemini Grogastu e di Gattinara”.

Sciopero Sanac a Roma

“Per questo è necessario che le istituzioni, Ministero e Governo come più volte sollecitato anche da parte di regione Liguria, prefettura di Savona e amministrazione comunale di Vado Ligure – spiegavano il segretario provinciale Andrea Pasa e il segretario Filtcem Sabato Amatiello – facciano la loro parte, e si assumano la responsabilità di questa realtà industriale necessaria alla stessa operatività degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia. Contrariamente il rischio concreto è che venga meno un altro pezzo di tessuto industriale direttamente connesso alla siderurgia italiana, farne a meno sarebbe un segnale negativo, l’ennesimo, sugli interessi che questo Governo ha verso un tipo di industria che ha scritto la storia dell’economia produttiva italiana. La nostra provincia non di può più permette di perdere un solo posto di lavoro. Servono risposte. Il ministro Giorgetti lo scorso 12 settembre si era impegnato direttamente con i lavoratori dello stabilimento Sanac di Vado Ligure incontrandoli a Savona. Impegni – concludono – disattesi dal ministro e dal governo”.

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