Fulmine a ciel sereno

Savona, indagato per peculato il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri

E’ accusato di aver usato l’auto blu per fini personali. Ma lui si dice fiducioso: “Sono certo di poter spiegare, tutto lecito”

Savona. Utilizzo della cosiddetta “auto blu” a fini personali. È questa l’accusa per la quale il presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, ha ricevuto lo scorso venerdì 3 dicembre un avviso di garanzia.

Il reato per il quale è indagato dalla Procura di Savona è quello di peculato. Gli uomini della Guardia di Finanza avrebbero pedinato il politico e documentato alcuni viaggi nei quali la vettura di rappresentanza, con tanto di autista, sarebbe stata utilizzata per trasferimenti non strettamente legati alla propria attività di presidente della Provincia. Tra le tratte contestate, ad esempio, quella che vedeva Olivieri recarsi dal Comune di Calizzano (paese in cui vive e di cui è sindaco) a Savona oppure viaggi a Genova, dove ha sede il suo studio da avvocato. Nel mirino dei militari ci sarebbero poi alcune occasioni in cui il politico avrebbe trattenuto l’auto per utilizzarla in prima persona.

La lente, insomma, è puntata su quegli utilizzi che, secondo gli inquirenti, non rientrano tra quelli consentiti dopo il Dpcm del 25 settembre 2014 (l’art. 3 comma 1 esclude ad esempio dagli utilizzi leciti “lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario di ufficio”).

Lo scorso venerdì le Fiamme Gialle si sono recate in Provincia per notificare a Olivieri un avviso di garanzia. L’interrogatorio era fissato per giovedì 9 dicembre: Olivieri però, vista la  natura delle contestazioni, ha preferito far depositare al suo legale una memoria difensiva nella quale fornisce la propria versione dell’accaduto tentando di smantellare le accuse a suo carico.

“Nel massimo rispetto degli organi inquirenti e delle forze dell’ordine delegate alle indagini e del loro lavoro – spiega a IVG – mi sono immediatamente attivato personalmente e con il patrocinio del mio legale di fiducia, presentando un’analitica memoria difensiva con riferimento a ciascun episodio contestato”.

Poco meno di una decina, in totale, i viaggi finiti sotto la lente dei finanzieri. Tutte trasferte lecite, secondo Olivieri, dovute in alcuni casi a esigenze di servizio come incontri con altri rappresentanti delle istituzioni oppure presenze a eventi e manifestazioni, in altri casi alla possibilità di ridurre la quantità di chilometri necessari a svolgere tutte le incombenze (e di conseguenza ridurre i rimborsi, con minori spese per l’ente provinciale). Mentre gli utilizzi in prima persona sarebbero dovuti alla volontà di evitare agli autisti orari serali o particolarmente faticosi.

“Con tutta la delicatezza che la vicenda assume e rappresenta – aggiunge Olivieri – sono certo di poter spiegare, nel costante dialogo e confronto con l’autorità giudiziaria, la chiara liceità dei fatti e dei comportamenti tenuti”.

Indubbiamente l’indagine sul presidente rappresenta un fulmine a ciel sereno per l’ente, e non è escluso che possa avere anche strascichi di natura politica: sabato, infatti, è previsto proprio il rinnovo del consiglio provinciale. Anche per questo Olivieri ha scelto la linea della trasparenza, “continuando con il massimo impegno mio proprio nell’espletamento dei miei compiti istituzionali”.

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