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Raddoppio ferroviario, il Comitato territoriale: “Farà perdere stazioni e congestionerà autostrade e l’Aurelia”

"Le informazioni fornite ai cittadini, le fantastiche prospettive magnificate dai fautori di questo vecchio progetto a mezzo stampa, sono fuorvianti e colme di inesattezze"

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Albenga. Il “Comitato per la salvaguardia del territorio e la tutela della popolazione e delle attività produttive” che raggruppa “tutti i comitati che si interessano della salvaguardia del territorio, dei cittadini e delle attività produttive nel ponente savonese” esprime la propria “profonda preoccupazione per gli ultimi sviluppi del vituperato progetto di spostamento a monte della ferrovia, mai realmente dibattuto, spiegato e condiviso sul territorio”.

Secondo il comitato “le informazioni fornite ai cittadini, le fantastiche prospettive magnificate dai fautori di questo vecchio progetto a mezzo stampa, sono fuorvianti e colme di inesattezze”.

In particolare: “Quella in progetto non sarà una linea ad alta velocità: la riduzione minima dei tempi di percorrenza dei treni sarà risibile, in parte vanificata dai circa 3,5 chilometri in più di linea ferroviaria; si perderanno quattro stazioni e quindi si perderà per sempre la capillarità del servizio di trasporto pubblico e la possibilità di svolgere un servizio metropolitano alternativo al trasporto su gomma. Inoltre i 15 minuti risparmiati sulla tratta Albenga-Genova sono esattamente quelli che, orari ferroviari alla mano, impiegavano i treni trent’anni fa”.

Inoltre “le poche fermate che rimarranno saranno fortemente decentrate e depotenziate, perdendo appeal sui viaggiatori, siano essi studenti, che pendolari e turisti (Loano sfiorava un milione di passeggeri a fine anni ’90, secondo gli ultimi dati resi pubblici, idem Albenga, poco meno Alassio e Pietra Ligure). Quante centinaia di migliaia di passeggeri perderanno le ferrovie? Come faranno gli studenti a raggiungere gli istituti scolastici di Loano e Albenga (assisteremo ad un abbandono scolastico da record come in provincia di Imperia, 22,29 %, dati del 2019 )? Chi pagherà i costi dei collegamenti tramite autobus e navette con le nuove stazioni? A Noli stanno aspettando le navette per la stazione di Spotorno dal 1977”.

Per il comitato il progetto “si spaccia come l’opera che toglierà la Liguria dall’ isolamento; in realtà, spostando i viaggiatori su gomma (per la scomodità delle poche stazioni rimaste, come già successo nell’ imperiese), renderà le nostre autostrade e la statale Aurelia sempre più congestionate, e i nostri paesi sempre più caotici, inquinati e soffocati dal traffico veicolare. Quindi renderà il ponente ligure più isolato e difficile da raggiungere. Si pontifica di trasporto merci su rotaia, quando in realtà, il progetto non prevede le moderne forme di trasporto, ovvero l’intermodalità e il passaggio dei container High Cube, non prevede scali merci, quelli esistenti (vedi lo scandalo del parco merci Roja di Ventimiglia) sono stati dismessi”.

“Su tutto ciò grava pesantemente la responsabilità degli amministratori locali che si sono arrogati il diritto di decidere in nome dei cittadini senza informarli, coinvolgerli e consultarli in merito a questo progetto infrastrutturale così impattante per il nostro territorio. Ancor più grave, poiché viola l’articolo 118 della Costituzione Italiana, che stabilisce ‘l’ autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà’. Qual è il livello di conoscenza di questo progetto trentennale da parte della popolazione e degli stessi amministratori?”.

Secondo il comitato “questo modus operandi di un progetto calato dall’alto ha risvegliato la pubblica coscienza dei cittadini, la volontà democratica di partecipare alle scelte strategiche che riguardano il futuro dei loro figli, la passione civile che fortunatamente ancora alberga nel ponente savonese, per far valere presso gli organi competenti le proprie valide ragioni”.

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