La decisione

Liguria, vaccino Covid ai bambini solo in hub riservati: al via le prenotazioni il 13 dicembre

Il testimonial della campagna per i più piccoli sarà Capitan Vaccino. Liguria verso la zona gialla? Ansaldi: "Ora ci aspettiamo una flessione nell'aumento dei ricoveri"

Liguria. Le prenotazioni saranno aperte dal 13 dicembre, ma le vaccinazioni anti-Covid per i bambini nella fascia 5-11 anni avverranno solo in hub dedicati allo scopo e non in quelli attualmente usati per tutta la popolazione. Ad annunciarlo il presidente ligure Giovanni Toti durante il punto stampa sulla pandemia.

“Ci saranno hub separati che individueremo non appena sarà finita la ricognizione da parte delle aziende e sarà obbligatoria la prenotazione – spiega il governatore Toti -. I medici e i pediatri di libera scelta saranno presenti in tutti i centri vaccinali e saranno anche a disposizione delle famiglie per rispondere a eventuali dubbi”.

Non mancherà l’aspetto creativo: testimonial della campagna per i più piccoli sarà Capitan Vaccino, personaggio da fumetto elaborato dalla fantasia dei creativi della Regione sul modello di Capitan America, un supereroe con borsone, camice bianco e la V stampata sul petto. Questa figura sarà presente negli hub dedicati ai bambini.

capitan vaccino
Capitan Vaccino

I bambini continuano a rappresentare uno dei maggiori vettori del contagio in Liguria, ma non solo loro. “Il quadro sta cambiando – spiega Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa -. Ormai a novembre abbiamo imparato che il driver della circolazione era la classe 6-12 anni, ma negli ultimi giorni abbiamo osservato un netto aumento dei teenager, con un’incidenza più che doppia rispetto altre fasce età. Emerge ancora una volta necessità di vaccinare questa popolazione”.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aggiunge: “Dobbiamo vaccinare i piccoli perché anche loro siano protetti dal Covid, non per proteggere i grandi. Sono convinto che il senso di responsabilità degli italiani prevarrà e questo ci aiuterà ad avere un quadro ancora migliore di quello che viviamo oggi”. Dal sottosegretario Costa l’invito ai cittadini a “rispettare le regole, senza abbassare la guardia. Non dobbiamo alimentare la paura ma la fiducia nei vaccini e questo è il compito principale della politica. Voglio anche ringraziare tutto il personale sanitario nazionale e ligure in particolare che, con un’organizzazione capillare, ci ha consentito di raggiungere grandi risultati sul fronte delle vaccinazioni: in Liguria è accaduto e per questo la Liguria resta in zona bianca anche la prossima settimana e ci auguriamo anche nelle settimane successive”.

Per il resto, i numeri della Liguria confermati nel report ministero della Salute-Iss sono gli stessi emersi nelle ultime ore: l’indice Rt si attesta a 1,34, i posti letto occupati da pazienti Covid sono il 9% in terapia intensiva (soglia critica per la zona bianca 10%) e 9% in area medica (soglia critica 15%). Secondo Ansaldi non è scontato che la Liguria sia destinata a raggiungere la zona gialla: “L’accelerazione nell’ospedalizzazione degli accessi è inferiore rispetto a quella dei contagi. Abbiamo fatto diversi modelli e francamente ci auguriamo, se non una flessione nel numero assoluto, almeno una flessione dell’accelerazione. L’aumento vaccinati dovrebbe avere un effetto”.

In ogni caso le cifre sono radicalmente diverse rispetto a un anno fa. Continua Ansaldi: “Oggi c’è la stessa incidenza per quanto riguarda il numero di casi ma l’impatto in termini di pressione ospedaliera è completamente diverso. Per ogni letto in terapia intensiva ce ne sono 80 nei reparti di media intensità, oggi siamo a meno di 160 malati, nel 2020 ne avevamo 9 volte tanto“.

Chi guida i reparti ospedalieri continua a porre l’accento sulla presenza quasi esclusiva di non vaccinati. “I pazienti ricoverati in terapia intensiva oggi sono 22 in tutta la Liguria e 21 di questi non hanno mai ricevuto nemmeno una dose di vaccino – commenta Angelo Gratarola, direttore del dipartimento di emergenza-urgenza di Alisa e del pronto soccorso del San Martino -. Occupare posti letto in maniera evitabile ne sottrae altri a quello che non è prevedibile, come i traumi e il decorso post-operatorio complesso. C’è un consumo di risorse che potrebbero essere ripose in altri settori”.

“Registriamo un aumento di positivi, che non vuol dire un aumento dei casi di Covid-19 – aggiunge l’infettivologo Matteo Bassetti -. Oggi su 10 ricoverati in malattie infettive 2 hanno problemi da Covid ed entrambi non sono vaccinati. La situazione è abbastanza chiara: la malattia colpisce in forma grave i non vaccinati”.

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