Emendamento

Liguria, Sansa: “Azzerate le rette degli asili nido alle famiglie con redditi bassi”

Candia: "Gli asili nido sono fondamentali per aiutare le donne a non dover scegliere tra lavoro e famiglia"

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Liguria. È passato l’emendamento presentato dalla Lista Sansa per azzerare le rette degli asili nido (24-36 mesi) alle famiglie con redditi bassi. “Si tratta di un modo concreto per aiutare i genitori, i figli, e per combattere lo spopolamento della Liguria”, esulta il consigliere Ferruccio Sansa.

“L’idea è semplice: in Liguria le rette dei nidi sono tra le più alte in Italia, 338 euro al mese (contro 303 del resto d’Italia) – spiega Sansa -. Con un costo del genere non è semplice permettersi di mandare i bambini all’asilo, ma forse nemmeno decidersi a farli. Il consigliere Sansa si è così ispirato all’esperimento modello varato in Emilia Romagna dalla vicepresidente della Regione Elly Schlein, facendo una proposta simile all’interno di un emendamento comune tra le opposizioni per stabilire alcuni obiettivi su cui indirizzare i fondi europei”.

Il testo è stato votato all’unanimità: la Regione Liguria quindi darà la priorità nell’utilizzo delle risorse comunitarie “alle politiche della famiglia e al sostegno della natalità anche tramite misure di ampliamento della platea dei beneficiari dei voucher nido fino a totale copertura della retta”.

L’obiettivo è azzerare le rette per chi ha redditi inferiori a 20mila euro: “Gli asili nido sono fondamentali per aiutare le donne a non dover scegliere tra lavoro e famiglia”, aggiunge la consigliera Selena Candia. Spesso infatti per i bassi salari e l’alto costo delle rette molte donne scelgono di restare a casa. Resta però anche il problema dei posti disponibili. In Liguria ci sono infatti 322 nidi, di cui 197 privati e 125 pubblici. I posti totali sono 8.725 (4.461 nei pubblici, 4.264 nei privati). Numeri che, in Liguria così come in Italia, valgono una dotazione complessiva inferiore al parametro del 33% fissato dall’Unione europea: i posti disponibili corrispondono al 27,9% dei bambini”.

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