Alternativa concreta

Fotovoltaico, Castellazzi (Verdi): “Con il Recovery Fund bonus del 110% per le bonifiche delle coperture in eternit”

"Privati e Comuni devono attivarsi. Se non ora, quando? "

fotovoltaico

Liguria. “Il sistema di incentivi per la sostituzione dell’ eternit con fotovoltaico, grazie ai finanziamenti europei del Ricovery Fund, è veramente di grande importanza perchè consentirà di ottenere un triplice risultato: rimuovere dall’ambiente il pericoloso amianto, produrre energia pulita della quale avremo un estremo bisogno nel prossimo futuro (mobilità sostenibile, ecc.) e dare nuove opportunità di lavoro ai nostri giovani”. Lo afferma Gabriello Castellazzi, portavoce di Europa Verde-Verdi del ponente savonese.

“La precedente normativa riguardante gli incentivi per la sostituzione dell’eternit con pannelli fotovoltaici ha finora permesso la rimozione di 20 milioni di metri quadri del pericoloso materiale presente su tetti e coperture varie, favorendo la produzione di 2.159 megawatt di energia elettrica da fonti rinnovabili, ma purtroppo sono ancora 108.000 i siti sui quali è necessario intervenire (Banca Dati Amianto). La Regione Liguria ha in programma di sostenere le attività generali di bonifica da amianto, in particolare per gli interventi a carico di amministrazioni pubbliche (DR 5/8/2020 n. 803). La novità di oggi è che grazie al Recovery Fund tutti possono fruire, fino al 31 dicembre 2022, del Superbonus 110% per l’ installazione di pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica, sostituendo contemporaneamente le micidiali lastre di amianto. A questo punto sarebbe importante la definizione di un ‘prezziaro ufficiale’ per i lavori di rimozione e bonifica, in modo da garantire omogeneità di intervento su tutto il territorio nazionale e impedire speculazioni. La Regione Liguria dovrebbe raddoppiare gli sforzi organizzativi per sostenere le attività di bonifica partendo da quelle che sono di proprietà dei Comuni”.

“L’Inail (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) mette a disposizione ogni anno contributi per le aziende che intendano eseguire la bonifica da amianto nei prorpi stabilimenti (rimozione e smaltimento) con il 65% della spesa a fondo perduto, garantendo l’assistenza burocratica a partire dall’analisi dei costi fino alla progettazione, all’invio telematico della pratica allo smaltimento e al rifacimento della copertura, curando quindi la rendicontazione finale. Questo abbinamento di possibilità (bonificare il patrimonio edilizio e produrre nel contempo energia elettrica) rientra a pieno titolo nel generale impegno per giungere ad una transizione ecologica rispettando gli Accordi di Parigi, nel più breve tempo possibile, migliorando nell’immediato le condizioni di vita dei cittadini”.

“Quanti sono gli edifici pubblici che hanno ancora coperture in eternit? Quanti sono i tetti delle strutture di proprietà pubblica che potrebbero ospitare pannelli fotovoltaici? – si chiede Castellazzi – Se non intervengono in questo delicato settore i nostri sindaci e i nostri consigli comunali per dare un buon esempio a tutti i cittadini, chi potrà mai farlo? E se non ora, quando? L’ultimo censimento (del 31 dicembre 2020) relativo alle vittime dell’amianto ha fatto registrare in Italia un picco drammatico di 7000 decessi ogni anno. Nel passato la media era di circa 3000 ogni anno (dati ONA- Osservatorio Nazionale Amianto). Questa situazione si è creata perchè gli esposti all’amianto, con patologie correlate, sono risultati molto più fragili se colpiti da Covid 19. Gli ultimi dati ONA per l’Italia evidenziano il perdurare di una presenza di 58 milioni di mq. di coperture e di 40 milioni di tonellate di materiali contenenti amianto. In vent’anni, dall’entrata in vigore della legge 257/1992, è stato bonificato solo il 2% dell’amianto presente sul territorio nazionale. L’amianto è presente in 2400 scuole e in 300.000 chilometri. di tubature della rete idrica. In Italia dal 1945 al 1992 (quando l’eternit è stato messo al bando ed è stata vietata l’estrazione del minerale incriminato) si sono prodotte 3.748.550 ton. di amianto grezzo e importate altre 1.900.885 ton., tutte utilizzate in 3000 diverse applicazioni per una quantità complessiva di circa 34 milioni di tonnellate.Una quantità enorme, pur sapendo dal 1981 che le fibre di amianto sono mortali (venne vinta in quell’anno una causa intentata da 80 operai contro la fabbrica Eternit). Sempre secondo i dati ONA dal 1992 sono stati bonificati soltanto 500.000 tonnellate di materiali che lo contenevano (eternit, ecc.). In provincia di Savona dal 2013 al 2017 sono state registrate 63 vittime e in provincia di Genova, nello stesso periodo, altre 392 (dati INAIL)”.

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