Duello

Debiti fuori bilancio a Pietra, Carrara verso l’esposto. De Vincenzi: “Solo insinuazioni e inesattezze”

Continuare la querelle tra il capogruppo del Polo di Centrodestra per Pietra-Lista Civica dei Pietresi Mario Carrara ed il sindaco

Pietra Ligure Comune Municipio

Pietra Ligure. Continuare la querelle tra il capogruppo del Polo di Centrodestra per Pietra-Lista Civica dei Pietresi Mario Carrara ed il sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi rispetto ai debiti fuori bilancio oggetto di discussione in consiglio comunale.

Carrara, che ha già annunciato la propria intenzione di presentare un esposto, afferma: “L’approvazione da parte della maggioranza di debiti fuori bilancio, cioè di debiti per lavori o forniture di servizi disposti, a voce, senza atti amministrativi di copertura finanziaria, per 199.731,30 euro a fronte degli 748.421,76 euro richiesti ha lasciato uno strascico inquietante di dubbi ed interrogativi. La discussione molto tesa, che avrebbe, dovuto dissipare i dubbi in merito, li ha invece aumentati perché, di fronte a circostanziate contestazioni, il sindaco non ha saputo o voluto dare nessuna risposta. Non ha risposto al motivo per cui la somma in pendenza, richiesta fino allo scorso luglio 2021 (assestamento del bilancio di previsione e altro) di 578.320,10 euro sia diventata a novembre di 748.421,76 euro. Non ha risposto al fatto perché abbia scritto e detto che il “solo” riconoscimento di quei 199.731,30 euro eviti eventuali contenziosi o cause future: c’è già un accordo segreto con le ditte? Non ha risposto alla domanda sul motivo del perché non vengano riconosciuti anche gli interessi legali e le spese per quei lavori che sono stati riconosciuti come effettivamente fatti. Cosa che, se non c’è già un accordo transattivo (segreto) al riguardo, esporrà il Comune a cause civili che sicuramente perderà perché gli interessi legali in quel caso vanno pagati”.

“Ma, soprattutto, non ha risposto, ed è questo il vero punto debole della questione, perché i debiti siano stati riconosciuti senza che ci sia stato un atto del Comune, di ‘qualcuno’ che si sia preso la responsabilità di attestare che i lavori sono stati fatti davvero od i servizi sono stati erogati. Ciò tenuto conto che nelle pezze giustificative delle cifre richieste in pagamento, vengono molte volte proprio indicati dalle stesse ditte i nominativi dei funzionari ancora in servizio che hanno dato le disposizioni. Perché questi ultimi non hanno attestato l’effettiva esecuzione dei lavori da loro comandati? Chi meglio di loro può saperlo?”.

Carrara specifica: “Non siamo pregiudizialmente contro al pagamento di debiti fuori bilancio, ma basta che ci sia un atto che certifichi formalmente che il Comune ha beneficiato di quei lavori e servizi. Non è importante la cifra, perché avrebbe potuto anche essere maggiore, il punto è che ci sia la dimostrazione che quanto viene chiesto in pagamento sia effettivamente dovuto perché il Comune ne ha beneficiato. Dimostrazione che non c’è mai. È per questo che è incomprensibile il motivo per cui sindaco e maggioranza abbiano voluto sforzare la situazione ed, anziché ricercare una soluzione condivisa perché dimostrata e capita da tutti, si sono arroccati ad imporre la votazione a maggioranza senza spiegare niente ma attribuendo, invece, all’opposizione solo la volontà di fare polemica politica quando, in un caso come questo, di politica non c’è proprio niente ma solo amministrazione e aritmetica. È chiaro che dovremo cercare altrove le risposte che il sindaco non ha saputo o voluto dare”.

E una parte di risposta è contenuta in una nota diramata oggi dal sindaco De Vincenzi proprio in risposta alle affermazioni di Carrara: “Ebbene, pur a fronte dei plurimi chiarimenti già resi nel corso della seduta di consiglio in argomento, si continua a voler far confusione, se non di peggio, insinuando che non si comprende come sia ‘arrivati a questa somma riconosciuta da pagare’ – afferma il primo cittadino – La risposta, come già detto, risiede nell’articolo 194 del decreto legislativo 267/2000, al comma 1 lettera E) ove si definiscono le condizioni ed i presupposti per effettuare legittimamente il riconoscimento di debiti, mediante il richiamo ai fondamentali criteri dell’utilità e dell’arricchimento riscontrabili in concreto; ovvero, dove l’utilità è funzionale al beneficio conseguito dall’Ente (e conseguentemente dalla collettività) mentre l’arricchimento è legato all’onere sopportato dal terzo che ha eseguito la prestazione/fornitura nei confronti della pubblica amministrazione, il tutto da valutarsi attraverso un puntuale, analitico e documentato percorso istruttorio, finalizzato ad accertare in modo rigoroso la perdurante sussistenza dei suddetti presupposti (di diritto e di fatto)”.

“All’esito di questo percorso di accertamento e verifica (puntualmente ed attentamente compiuto dal Comune di Pietra Ligure) è dunque scaturito l’ammontare delle somme da corrispondere, che pertanto nulla ha a che vedere con un procedimento ‘induttivo’ (come sostenuto dal consigliere Carrara), ma semmai analitico e particolare, e che pertanto neppure si fonda su favoleggiati ‘accordi’ con i fornitori ma unicamente (e ben diversamente) su documentati e riscontrati elementi oggettivi (si aggiunga altresì che, nell’ambito della procedura messa in campo, neppure è possibile riconoscere l’utile di impresa, gli interessi sulle somme eventualmente dovute e/o le spese legali al riguardo sostenute)”.

Aggiunge De Vincenzi: “Da qui, dunque, ed in tutta evidenza, le ragioni del perché non vi sia coincidenza tra le pretese avanzate dai fornitori e quanto poi in concreto riconosciuto a valle del suddetto procedimento, che come noto traguarda anche la prospettiva del migliore e più efficace presidio degli equilibri di bilancio. Quanto poi alle presunte risposte non ricevute da parte della maggioranza, e che per il consigliere Carrara ‘dovranno essere ricercate in altra sede’, non deve sfuggire a nessuno che sulla pratica in argomento il Revisore dei Conti del Comune, non solo si è espresso favorevolmente, ma ha più volte sollecitato l’adozione della deliberazione di riconoscimento (proprio per mettere in sicurezza il bilancio dell’ente) e che proprio questa deliberazione (ex legge 289/2002) dovrà essere obbligatoriamente trasmessa alla Procura Regionale della Corte dei conti che espleterà tutti gli accertamenti ritenuti utili ed opportuni per verificare la piena conformità della dispiegata azione amministrativa”.

“Pertanto ‘altre sedi’ hanno già condiviso l’azione dell’amministrazione che mi onoro di rappresentare, ed altre ancora verranno sicuramente interessate per dovere di legge, per cui se ancora altre ne vorrà individuare il consigliere Carrara non saremo certo noi ad impedirglielo”, conclude il sindaco.

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