Peggioramento

Covid, Liguria sempre più al confine tra zona bianca e gialla: vicine le soglie critiche negli ospedali

Il margine è di 3 posti letto in terapia intensiva e un centinaio in media intensità, ma a questi ritmi potrebbe essere eroso in meno di un mese

coronavirus

Liguria. La nostra Regione si avvicina alle soglie critiche negli ospedali. Mancano 3 pazienti per superare la soglia critica di occupazione delle terapie intensive, mentre in area medica il margine è di un centinaio di posti letto. Ma, se verranno mantenuti i ritmi attuali di crescita dei contagi e delle ospedalizzazioni, potrebbero bastare 3-4 settimane per eroderlo, come sta avvenendo già adesso in molte altre regioni. La Liguria si avvicina sempre di più al confine tra la zona bianca e la zona gialla, come dimostrano i dati Agenas e quelli del report settimanale della fondazione Gimbe.

Con un Rt pari a 1.3, la Liguria si conferma in zona bianca anche la prossima settimana”, sottolinea comunque il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Il virus è tornato a correre, ma gli effetti sui cittadini sono molto minori rispetto a un anno fa, a partire dai ricoveri nei nostri ospedali, e questo grazie alla campagna vaccinale, che stiamo portando avanti senza sosta. Ora più che mai servono buonsenso e responsabilità se vogliamo vivere un Natale sereno con i nostri cari”.

Tornando allo studio Gimbe, la sinottica aggiornata ai dati del 30 novembre mostra la Liguria vicina al limite delle terapie intensive (occupate al 9% da pazienti Covid, soglia 10%) ma ancora lontana da quello dei posti letto in area medica (9% contro una soglia del 15%). Per abbandonare la zona gialla bisogna sforare entrambi i parametri: per ora gli unici territori in questa situazione sono il Friuli Venezia Giulia (14% terapie intensive, 23% area medica), con buone probabilità di finire in zona arancione a breve, e la provincia autonoma di Bolzano (11% terapie intensive, 20% area medica).

Ma anche in Liguria la situazione ospedaliera appare in continuo peggioramento. Ieri le terapie intensive risultavano occupate al 10% mentre due settimane prima erano ferme al 6%. Stesso andamento per l’area medica: ieri occupata al 9% da pazienti Covid, a metà novembre si viaggiava al 5-6%. Il “tesoretto” complessivo è di 1.711 posti letto in media intensità di cura (numero dichiarato al ministero della Salute e riportato da Agenas) che significa 256 ricoveri, ovvero 100 in più di quelli attuali, come numero massimo prima di abbandonare la zona bianca, sempre che lo sforamento sia confermato anche per le terapie intensive.

Per quanto riguarda i contagi, attualmente in Liguria si contano 287 positivi ogni 100mila abitanti con un aumento del 26,8% dei nuovi casi (lievemente superiore alla media nazionale). La maggiore incidenza dei contagi si registra in provincia di Imperia (233 casi ogni 100mila abitanti) mentre è pressoché uguale nel resto della regione (160 a Genova, 150 a Savona, 145 alla Spezia). Per offrire un termine di paragone, a Trieste si rilevano 635 casi. Quando l’incidenza regionale dei nuovi positivi supera i 150 casi ogni 100mila abitanti è possibile finire in zona arancione col 20% delle terapie intensive e il 30% dell’area medica occupate da pazienti Covid.

La Liguria si attesta poco sopra la media nazionale per popolazione vaccinata a ciclo completo (77,2% contro il 77,1%). Il tasso di copertura delle terze dosi è del 31,7% (media nazionale 31,8%).

La fondazione Gimbe interviene poi sulla variante Omicron: “Ad oggi i dati disponibili non permettono di sapere se, rispetto alla Delta, la variante Omicron è più trasmissibile, causa una malattia più severa, se è più probabile reinfettarsi e se può ridurre la risposta immunitaria ai vaccini. In questa fase d’incertezza – commenta il presidente Nino Cartabellotta – bisogna potenziare tutti gli interventi, seguendo il principio della massima precauzione. In particolare, incrementare le attività di sequenziamento condividendo i risultati nel database Gisaid, potenziare il tracciamento dei casi e monitorare attentamente le aree con rapido aumento di incidenza. Per la popolazione rimangono fondamentali i comportamenti già noti: vaccinarsi e sottoporsi alla terza dose quando indicata, con massima priorità per anziani e fragili, utilizzare la mascherina negli ambienti chiusi, possibilmente FFP2 se affollati, rispettare il distanziamento sociale e ventilare frequentemente i locali”.

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