E ora?

Caos Confcommercio: per i giudici Bertino ineleggibile alla presidenza, in bilico anche l’ente camerale

Tutti i suoi atti sarebbero infatti nulli. Ma c’è il rischio che grazie a un ricorso non cambi nulla

Vincenzo Bertino Fabrizio fasciolo

Savona. Il presidente di Confcommercio Vincenzo Bertino non poteva essere rieletto per la quinta volta (lo Statuto ne prevede solo due). Sono quindi nulli tutti gli atti che nel frattempo ha assunto, comprese le nomine di sua competenza alla Camera di Commercio, e questo potrebbe di conseguenza portare all’annullamento della stessa elezione di Enrico Lupi alla presidenza dell’ente camerale.

Il collegio arbitrale cui si sono rivolte dieci categorie, composto dai giudici Vittorio Frascherelli (presidente), Giovanni Zerilli e Maurizio Picozzi, ha stabilito che l’elezione di Bertino, “neppure candidabile, è invalidata e deve essere annullata”.

Le dieci categorie che hanno attivato l’arbitrato, e che avevano candidato Fabrizio Fasciolo, presidente del Silb, alla presidenza di Confcommercio, sono Federalberghi, Fipe (pubblici esercizi), Sib (bagni Marini), Ascom di Savona e Finale, Silb (locali da ballo), Fimaa (agenti immobiliari), Fida (dettaglianti alimentari), Faita (campeggi) e Fiavet (agenzie di viaggio): come si vede una parte importante del tessuto economico savonese.

L’affaire Confcommercio, che inquina da tempo la nostra economia, potrebbe però essere ben lungi dalla sua conclusione.

Ci troviamo infatti di fronte a due scenari: Confcommercio nazionale invia un commissario a Savona in attesa di nuove elezioni oppure Bertino presenta ricorso alla Corte d’Appello di Savona (più improbabile al Tar del Lazio, come aveva forse pensato in un primo momento), ritenendo con ciò – nel suo ragionamento – di “sospendere” l’effetto pratico dell’arbitrato e di continuare quindi a ritenersi il legittimo presidente dell’associazione.

Dalla parte di Bertino sta il fatto che quello di Savona non è certo l’unico esempio in Italia di un presidente con più di due mandati, e che il presidente nazionale Carlo Sangalli tutto vuole fuorché mettere in discussione il suo stesso potere. Bertino, in sintesi, potrebbe sentirsi tutelato dagli organi nazionali, senza contare che ha ampiamente messo in conto i rilievi che gli sono stati addebitati, senza per nulla curarsene. Tra questi ci sono un’indebita (secondo la cordata di Fasciolo) attribuzione di voti alle diverse categorie, un’approvazione non regolare del bilancio e modalità di elezione, il 27 novembre del 2020, ovviamente non conformi allo Statuto dell’associazione.

Persino più gravi potrebbero essere le conseguenze sul futuro della Camera di Commercio, i cui organi statutari, e in ultima analisi lo stesso presidente Lupi, sono stati eletti grazie a rappresentanti che Bertino non avrebbe potuto nominare, fatto che ha provocato feroci polemiche.

Il presidente Lupi, dal canto suo, pare ritenga perfettamente lecita l’elezione sua e dei suoi consiglieri, arrivata dopo mesi di stallo e rinvii sul rinnovo degli organi camerali.

Per ora bocche cucite dai diretti interessati, in attesa di capire le carte e l’evoluzione giuridica dell’intera vicenda.

Da registrare anche la curiosità delle ingenti spese legali affrontare da Confcommercio per l’arbitrato, che Fasciolo vorrebbe fossero pagate da Bertino e non dall’associazione.

Non abbiamo la sfera di cristallo, ma se dovessimo scommettere un centesimo lo faremmo sul fatto che lunedì nulla cambierà nell’imponente palazzo di vetro di corso Ricci.

Sullo sfondo si aprirà poi la corsa a nuove candidature per la presidenza di Confcommercio (prima o poi succederà), compreso il fatto se sia proprio Fabrizio Fasciolo l’uomo giusto per aprire una nuova era in una delle più importanti associazioni economiche della provincia.

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