Iniziativa

Violenza sulle donne, siglato a Savona il protocollo “Zeus” per la riabilitazione dei responsabili

Prevede incontri con specialisti, in modo da favorire il recupero dei responsabili e proteggere le vittime

Savona. Questa mattina il Questore di Savona, Giannina Roatta, e la dottoressa Elisabetta Corbucci, Presidente del CIPM Liguria APS – “Centro Italiano per la Promozione della Mediazione Liguria” – Sezione di Ponente con sede a Bastia d’Albenga –, centro specializzato che si occupa anche del recupero dei soggetti maltrattanti, hanno sottoscritto il protocollo denominato “Zeus” promosso dal Ministero dell’Interno – Direzione Centrale Anticrimine -, volto a diffondere sul territorio della provincia le buone prassi finalizzate ad implementare la capacità di contenimento e gestione delle violenze relazionali e dei rischi di vittimizzazione e promuovere lo sviluppo e l’attivazione di azioni di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva.

In Italia il protocollo è stato firmato in 27 province, in Liguria è già attivo a Genova e Savona e si sta lavorando anche per La Spezia.

“Mira – spiega il questore di Savona Giannina Roatta – alla diffusione delle buone prassi per la gestione e per il contenimento della violenza nella relazione. Le azioni sono volte al recupero del soggetto maltrattante per evitare ipotesi di recidiva. Si cambia la prospettiva”.

Nel corso dell’ammonimento (una sorta di “cartellino giallo”, una fase precedente alle denuncia quando ancora non sono stati compiuti reati) il maltrattante viene sollecitato a seguire un percorso di recupero (sono indicati i centri, ad esempio Cipm con psicologi, psicoterapeuti e medici).

L’attenzione rivolta al contrasto di tale complesso fenomeno criminale e alla tutela delle vittime ha portato ad una riflessione generale sulla necessità di “prendersi carico anche di chi agisce con violenza” integrando le disposizioni legislative con norme tese al suo recupero. Difatti l’art.3 comma 5 bis della Legge 15 ottobre 2013 n. 119 stabilisce che “quando il Questore procede all’ammonimento (…), informa senza indugio l’autore del fatto circa i servizi disponibili sul territorio inclusi i consultori familiari, i servizi di salute mentale e i servizi per le dipendenze (…), finalizzati ad intervenire nei confronti degli autori di violenza domestica o di genere”. Si tratta di un intervento orientato alla cosiddetta “ingiunzione trattamentale”.

In questa fase si inserisce il protocollo Zeus – nome che evoca il primo caso di maltrattamento nella mitologia greca – che costituisce un modello d’azione innovativo ed efficace, che amplia l’efficacia dello strumento di natura amministrativa dell’Ammonimento del Questore previsto dalla legge per le condotte riconducibili alla violenza domestica ed agli atti persecutori. 

“Si procede con una valutazione iniziale da solo e poi in gruppo (se il soggetto è portato) – spiega Elisabetta Corbucci, presidente del Cipm Liguria -. L’idea è quella di scindere la persona dal comportamento e di lavorare sui comportamenti disfunzionali per trovare modalità diverse di relazione con gli altri e rendersi conto che l’atto di violenza è una responsabilità individuale e che la violenza è una scelta e c’è un’alternativa. L’obiettivo principale è la protezione e la sicurezza della vittima“.

“L’ammonimento ha una funzione fondamentale dal punto di vista della prevenzione perchè interviene in un momento in cui non c’è ancora la violenza conclamata – dice Corbucci -. Si applica nei casi di violenza domestica, cyberbullismo e stalking. Il questore, un’istituzione pubblica, dice all’ammonito che è sotto osservazione prima di arrivare alla denuncia. Ha una valenza importante sia per la vittima che per l’autore. C’è la possibilità fortemente sostenuta di attivare un percorso per lui per trovare a strategie alternative della rabbia di queste persone. Intervenire così presto rappresenta anche un monitoraggio di quello che succede”.

Con il protocollo Zeus,  stilato nell’ambito del Progetto europeo ENABLE (Early Network – based Action against abusive Behaviours to Leverage victim Empowerment), si garantisce una risposta immediata e integrata ai fenomeni di violenza offrendo all’ammonito un percorso trattamentale a cura di una equipe di professionisti, specializzati nel trattare le persone con problemi relazionali, che opera nell’ambito del C.I.P.M. Liguria APS. L’intento è proprio quello di intervenire all’inizio della spirale della violenza per prevenire la degenerazione dei primi atti, affinché colui che li ha commessi possa “fermarsi prima”.

“Prevede incontri con specialisti. E’ ovvio che il soggetto deve collaborare ma così si può rendere conto del disvalore delle sue azioni“, ha aggiunto il questore. Per quanto riguarda i numeri ancora non si hanno dati statistici perchè la prassi non è diffusa. “E’ difficile – aggiunge Roatta – per il soggetto maltrattante riconoscere di aver compiuto un atto deprecabile”. La presidente del Cipm riporta dati confortanti: “Abbattimento del 50% dei soggetti che incorrono in recidiva”.

leggi anche
Novità
Violenza sulle donne, a Savona inaugurata la “stanza d’ascolto protetto”
Triste realtà
Violenza sulle donne, i dati nel savonese: in un anno oltre 70 denunce a “Telefono Donna”
Novità
Il saluto commosso del questore Roatta: “Esperienza entusiasmante. Qui lascio un pezzo di cuore”
Progetto
Violenza sulle donne, al via l’attuazione del Protocollo Zeus. Il Questore: “Fondamentale intervenire subito”