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La rubrica del camallo

Seconda tappa alla scoperta del Parco Alpi Liguri: Pigna

"La rubrica del camallo", a cura di Luca e Valentina, è volta alla promozione e alla riscoperta del patrimonio naturale e culturale della Liguria

Generico novembre 2021

Come promesso oggi vi raccontiamo l’itinerario percorso martedì scorso a Pigna! Mentre scriviamo siamo nel parco di Montemarcello Magra Vara nello spezzino alla scoperta di un altra bellissima area protetta della Liguria! Da Ventimiglia a Bocca di Magra in una settimana, attraverso luoghi differenti e caratterizzati da prodotti locali eccezionali tutelati da produttori che in Liguria sono spesso da considerarsi eroici.

Torniamo a noi e sveliamolo subito. Per raggiungere Pigna stavolta Luca ha lasciato guidare la Vale. Alle 6.30 di mattina, per due ore consecutive, un vero miracolo. Arrivati indenni a Pigna incontriamo subito il sindaco Roberto Trutalli che ci viene incontro cantando “Contessa” in ricordo di Paolo Pietrangeli, scomparso recentemente. Ci invita ad osservare la loggia posta tra il Comune e la parrocchia di San Michele e ci racconta che in passato qui si riuniva il parlamento e si discuteva della vita sociale dei cittadini che all’epoca superavano i 3000 abitanti.

Generico novembre 2021

Pigna si trova esattamente sulla via del sale che provenendo dalla Francia giungeva alla riviera. Trattandosi di un luogo di confine, era da considerarsi particolarmente strategica per il pagamento dei dazi sul sale e sul grano.

Insieme al sindaco ci incamminiamo lungo la via principale che da Via Piazza porta alla grotta di Lourdes. Qui Roberto ci racconta di quando durante la transumanza scendevano i paesani tirando i loro muli oppure quando negli anni 70 vennero stanate le prime brigate rosse nascoste in una delle case affacciate sulla via.

La grotta di Lourdes si presenta come un agglomerato di tufo sapientemente ricostruito con stalattiti e stalagmiti recuperate nelle grotte alle pendici del monte Toraggio, la più alta vetta della zona. Qui le donne venivano a pregare inginocchiate sull’acciottolato che in passato ricopriva lo spiazzo antistante la grotta e che tramite ciottoli di diversi colori recitava il rosario. Purtroppo adesso risulta quasi completamente ricoperto e se ne immagina la bellezza ammirando pochi metri di pavimentazione proprio davanti al portone della grotta.

Continuando in piano per la mulattiera giungiamo in breve alla chiesa di San Bernardo, luogo che ospita gli affreschi del Canavesio. È una fortuna che con noi ci sia una delle persone che più hanno contribuito allo studio e ristrutturazione sia della chiesa che degli affreschi.

Generico novembre 2021

Roberto ci racconta che trovandosi al di fuori delle mura del borgo la chiesa era a tutti gli effetti un luogo di sosta per gli avventori che una volta stesi a terra, guardando il soffitto, potevano “leggere” i vangeli dipinti. Entrando rimaniamo incantati dalla bellezza artistica custodita all’interno e il sindaco ci permette di capire ogni volta e parete, raccontandoci dei personaggi che ivi sono raffigurati. Scopriamo anche che molti soldati fermatisi per dormire e conoscendo le scritture hanno inciso i loro nomi proprio su alcuni personaggi piuttosto che altri.

Usciti dalla chiesa torniamo sulla mulattiera percorrendo a ritroso qualche centinaio di metri fino ad incontrare il bivio proprio dietro alla grotta di Lourdes, salutiamo Roberto e ci incamminiamo alla volta della parrocchia di Passoscio.

Percorriamo una ripida salita che si fa strada tra oliveti abbandonati e che attraversa un piccolo rio, sempre seguendo le linee rosse e bianca della rete escursionistica del Cai. Ci accompagnano le stazioni della via crucis ed alcuni ruderi di pietra abbandonati. Ben presto la mulattiera diventa sentiero pedonale e sempre in salita raggiungiamo una strada asfaltata. Dopo pochi metri, prendiamo la via alla nostra destra in direzione del santuario. Si presenta come una chiesa e una costruzione semi ristrutturata senza finestre. Dal piazzale antistante si gode di una fantastica vista sulle colline sottostanti. Oggi splende il sole e il vento ha spazzato via le ultime nuvole cariche di pioggia.

Dopo una breve perlustrazione dei dintorni notiamo una casa immersa in un oliveto ben tenuto e 3 persone intente a raccogliere le olive. Si da il caso che la signora sia la custode del santuario e che sia il nostro giorno fortunato: ci aprirà la chiesa! All’interno notiamo che, nonostante le crepe che la deturpano, è davvero accogliente e raccolta, con un bel organo posto davanti all’abside. Accanto l’edificio semi ristrutturato presenta delle stanze con un affaccio sul mare in lontananza molto suggestivo!

Generico novembre 2021

Il fratello della signora ci indica il proseguo del percorso verso il ponte di Bausson. Ci incamminiamo e circa 900 metri dopo raggiungiamo un altura e subito dopo percorriamo in discesa 500 metri circa che ci portano al ponte. Stretto e posto particolarmente in alto rispetto al letto del fiume sottostante, una serie di cascatelle creano laghetti che come perle incastonate riflettono i colori dell’autunno. Il percorso prosegue seguendo un anello di 18 km che può essere percorso in una giornata ma che noi non continueremo perché abbiamo due belle aziende da visitare e di cui adesso vi racconteremo.

Tornati a Pigna prima del tempo decidiamo di percorrere una parte di mulattiera che da Pigna porta a Castelvittorio, il borgo posto proprio sopra le terme. Si presenta come una serie di case arroccate intorno alla chiesa e al campanile, posto stranamente di fronte alla facciata della parrocchia, staccato completamente dal corpo della stessa, come una torre.

Riprendiamo l’auto in direzione di Buggio, unica frazione di Pigna, alla volta della nostra prima visita, quella all’agriturismo Ca de Na gestito dalla famiglia Pastor, in particolare dai 2 giovani fratelli Dario e Alberto. Ci aspettano con un sorriso onesto e tanta voglia di raccontarsi.

Scese le scale, ci hanno già colpito le numerose voliere e gabbie per galline, tacchini, quaglie, papere, uccellini, oche e fagiani. Dario ci racconta che loro sono un azienda agricola che produce miele di castagno, erica, millefiori e addirittura edera, dalle preziose api nere, presidio slow food.

Generico novembre 2021

Oltre alla ristorazione per cui vantano anche un ampia area esterna coperta, si occupano anche della vendita di uova ed olio. La loro casa è storica a Buggio, costruita dal bisnonno e sede durante la guerra anche di divisioni tedesche del cui passaggio è rimasto il pianoforte in una delle sale dell’agriturismo. Sono entusiasti di accompagnarci alla visita della fattoria didattica dove allevano numerosi tipi di galline e pollame da tutto il mondo. Particolarmente belli e colorati gli esemplari orientali. Da buoni animali ornamentali la produzione di uova è piuttosto limitata ma ben compensata dalla presenza di parecchie ovaiole.

Generico novembre 2021

I due fratelli sono davvero affiatati e dove non arriva l’uno ecco che ci pensa l’altro. La loro giovane età e la determinazione con cui portano avanti questa realtà ci colpisce. Siamo sicuri che esaudiranno tutti i loro progetti, compreso quello per riportare a nuova vita tutta la frazione che, tra l’altro, vanta la più antica chiesa del comprensorio, datata 800 D.C.(e non 1800).

Dopo averci raccontato caratteristiche di ogni specie presente nella loro fattoria, facciamo un salto alle arnie, 25. Godono di un ambiente naturale ideale per cui da sciami selvatici, non hanno bisogno di alcun trattamento. Li salutiamo con un grande in bocca al lupo, certi che ritorneremo, magari a mangiare.

Ripresa l’auto alla volta dell’agriturismo Al Pagan, ci inerpichiamo sulla collina e dopo vari tornanti imbocchiamo una strada cementata. Ci accolgono Roberto ed Elisa e dopo un saluto ai gatti super giocherelloni andiamo a visitare il loro recentissimo fiore all’occhiello, la casetta sensoriale. Hanno adibito uno spazio dalla vista su tutta la vallata con una vasca idromassaggio all’aperto, una tinozza antica per godere del passaggio dall’acqua calda alla fredda e un curatissimo giardino di salvia ornamentale e aromatiche.

La casetta in legno si presenta all’interno con 2 sedute sospese che ammirano lo skyline del Toraggio e dalle quali è possibile godere di tisane delle loro erbe, della sauna finlandese e del letto di fieno con cromoterapia. Tutto l’ambiente è scaldato dalla presenza del legno e dei preziosi manufatti dei proprietari. La casetta è attualmente utilizzabile dagli ospiti dell’agriturismo. L’azienda vanta 5 appartamenti posti nel corpo centrale e finemente recuperati dopo la ristrutturazione dell’intero edificio.

Elisa e Roberto sono due artigiani della natura e si percepisce da ogni dettaglio. Ci colpiscono gli oleoliti posti al sole a fermentare, i fiori delle aiuole, i dettagli in legno negli appartamenti e il loro orgoglio quando li notiamo. Insieme andiamo a visitare i terrazzamenti dove producono il famoso fagiolo bianco presidio slow food di Badalucco (che si scorge in lontananza sulle colline), Conio e Pigna. Insieme a pochi altri produttori portano avanti questa antica coltivazione e vantano parecchi appezzamenti anche lontani da casa.

Il vento fortunatamente è calato e dopo averli aiutati un pochino nella raccolta, ci riaccompagnano all’auto. Sta calando il sole sulle montagne e lì da loro, così in alto, è uno spettacolo davvero suggestivo. Ci incuriosiscono parlandoci delle grotte e dei percorsi (anche per bambini) che hanno intenzione di organizzare la prossima primavera. Anche a loro auguriamo buona fortuna e chissà che Luca non porti Carolina per una piccola passeggiati nei boschi di castagne, in un luogo che è davvero un paradiso.

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