Risposta

Scuola Colombardo Cengio, Dotta: “No alle strumentalizzazioni, la ristrutturazione è improcrastinabile”

Il sindaco risponde all'interrogazione dei consiglieri di minoranza in Regione sull'intenzione dell'amministrazione di riclassificare la fasce di esondabilità della zona per favorirne la riqualificazione

Francesco Dotta

Cengio. “No, non è stata presentata istanza formale da parte del Comune di Cengio a Regione Liguria per la riclassificazione delle fasce di esondabilità del rio Giachetti”. È questa la risposta, “in anteprima”, del sindaco Francesco Dotta all’interrogazione che verrà presentata questo pomeriggio in Consiglio regionale da Roberto Arboscello, Luca Garibaldi, Enrico Ioculano, Davide Natale, Sergio Rossetti e Armando Sanna, relativa al restauro della scuola Colombardo di Cengio e alla nuova destinazione d’uso.

“Se avessero chiesto al sottoscritto o al responsabile dell’Ufficio Tecnico, come era peraltro logico che facessero, avremmo risposto tranquillamente di no – evidenzia il primo cittadino – Ma avremmo anche aggiunto che il Comune di Cengio, dopo avere informato la Regione, ha commissionato ad una ditta di ingegneria idraulica uno studio approfondito per verificare la possibilità di revisione delle fasce di rispetto in caso di esondazione che, al momento, sembrano essere troppo conservative e restrittive. Aggiungo che dai risultati provvisori, quindi non ancora definitivi, tale prospettiva sembra avere conferma”.

“Eravamo consci – prosegue – che l’edificio insiste in una zona ad alto, ed in parte, molto elevato rischio di esondazione, come risulta chiaramente dagli elaborati di progetto, così come siamo consci che nessuna criticità si è mai registrata in tali zone. Questo era il percorso che avevamo programmato e che ora stiamo cercando di realizzare”.

La questione sollevata dai consiglieri regionali, infatti, si basa proprio sulla possibile richiesta e sull’intenzione, dichiarata in una determina, dell’amministrazione di Cengio di modificare le fasce di esondabilità della zona in modo da favorire la riqualificazione della scuola Colombardo, dove il 4 febbraio 2015 un solaio aveva ceduto investendo il sottostante locale mensa, per fortuna senza causare né vittime né feriti.

E proprio dall’anno del crollo, l’immobile riversa in totale stato di abbandono. “A parte le carenze strutturali emerse nel corso delle indagini e che in parte il sottoscritto aveva già segnalato per scritto nell’anno 2013  – specifica Dotta – l’edificio è relativamente ‘giovane’ essendo stato inaugurato ad inizio anni ’90. E’ stato realizzato con strutture portanti in cemento armato e con una superficie calpestabile superiore ai tremila metri quadrati”.

Per la sua ristrutturazione, il progetto del Comune di Cengio è quello di destinare i locali ad associazioni del territorio, cittadini e forze dell’ordine. “Abbiamo proposto la riqualifica dell’immobile per utilizzarlo in toto al servizio dell’intera popolazione, un servizio sociale esteso – spiega il sindaco – All’interno della struttura potrebbero infatti trovare accoglienza uno sportello sociale per fornire informazioni a 360 gradi, locali di accoglienza per genitori e bambini, centro allattamento, centro svago, oltre che locali idonei per una moderna caserma per l’Arma dei Carabinieri (di cui peraltro si ha assoluta necessità), l’Avis (Cengio conta più di 180 donatori), la Protezione Civile, la Croce Rossa, i Caf, le varie associazioni presenti in paese, oltre ovviamente ai servizi tecnici del Comune di Cengio. Ipotesi maldestra? Può essere, tutto è opinabile, ma per criticare occorre proporre e a noi sembra che di soluzioni reali alternative non ne siano mai state presentate”.

Il sindaco Dotta si rivolge poi ai sei consiglieri regionali firmatari dell’interrogazione di cui quasi la totalità, secondo il primo cittadino, “ha scarse, se non nulle, conoscenze del paese e non si è mai interessata di alcuna problematica inerente il territorio (e realisticamente parlando ve ne sono molte)”.  “Mi chiedo – afferma Dotta – come mai questa interrogazione? Come mai questa forte curiosità? Posso ipotizzare che gli stessi siano stati sollecitati da persone appartenenti alla stessa fede politica che in qualche modo, e per oscuri motivi, cercano di ostacolare la realizzazione di un’opera ormai improcrastinabile. Così facendo, dimostrano di volere bene al loro paese o il contrario? La ragione certifica decisamente la seconda ipotesi”.

E poi conclude: “Invito il consigliere Arboscello, di cui ho una conoscenza migliore rispetto agli altri firmatari e che peraltro ho incontrato almeno due volte nell’ultimo periodo in Valbormida (ma non a Cengio), a lavorare seriamente per il proprio territorio, e su questo non nutro alcun dubbio, evitando strumentalizzazioni politiche faziose che non servono a nulla se non ad inasprire e complicare situazioni già di per sé difficili. La Valbormida ha già molteplici difficoltà. Evitiamo, dove è possibile, di farci del male da soli”.

Il consigliere regionale, nella seduta odiena, ha ricordato che la ex scuola Colombardo sarà sede della caserma dei carabinieri, Protezione civile e Croce Rossa rilevando, però, che è insolito il trasferimento in zone a rischio (zone rosse) di istituzioni coinvolte nella gestione delle emergenze meteorologiche.

L’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone ha risposto che fino ad oggi non è stata presentata alcuna richiesta di revisione da parte del Comune di Cengio per il rio Giacchetti e, in ogni caso, l’esito della procedura – ha spiegato – sarà collegato alla valutazione dei risultati delle analisi idrauliche a corredo dell’eventuale istanza.

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