Mercoledì

Anche a Savona e Varazze taxi in sciopero contro il Ddl concorrenza che apre a Uber

Saranno fermi mercoledì dalle 8 alle 22, ma saranno garantiti i servizi essenziali e le urgenze. Operativi invece alcuni taxi di Alassio

taxi stazione savona

Savona. Anche molti tassisti savonesi sono pronti a incrociare le braccia contro il Ddl Concorrenza e la conseguente deregolamentazione del servizio di trasporto pubblico non di linea, un provvedimento che aprirebbe le porte ai servizi come Uber già diffusi in altri stati europei.

Lo sciopero generale del servizio taxi, proclamato a livello nazionale, è in programma per mercoledì 24 novembre. I lavoratori si fermeranno dalle 8 alle 22. La centrale operativa di Radio Taxi Savona garantirà comunque la copertura delle emergenze e dei servizi considerati essenziali, come i trasporti in ospedale. A Savona e Albissola sono operativi 26 tassisti.

Fermi anche i taxi di Varazze (10, di cui 8 riuniti nel Consorzio Tassisti Varazze), sempre con le eccezioni legate ai trasporti in ospedale e alle emergenze.

Braccia incrociate anche per molti tassisti indipendenti in tutta la provincia. Saranno regolarmente operativi, invece, quelli del consorzio La Baia del Sole di Alassio e Laigueglia: “In questa stagione c’è poco lavoro – spiegano dalla centrale – e quindi abbiamo deciso di non aderire”. Una scelta che ovviamente riguarda soltanto le 6 licenze del consorzio, mentre alcuni degli altri 10 tassisti dell’area aderiranno alla protesta.

Le ragioni dello sciopero

I tassisti, come detto, protestano contro le liberalizzazioni previste dal governo che favoriscono la concorrenza nelle licenze del settore taxi e noleggio con conducente. Allo sciopero aderiscono a livello nazionale Fit-Cisl, Uilt-Uil, Usb Lavoro Privato, Tras, Fast-Confsal, Federtaxi-Cisal, Uritaxi, Ugl-Taxi, Tam, Orsa, Uti, Satam, Claai, Unimpresa, Ati-Taxi, Ass. Tutela Legale Taxi e Unica Taxi Cgil-

“Sciopero perché difendo il mio lavoro da chi vorrebbe distruggere il servizio pubblico, 40.000 imprese e 40.000 famiglie – reciterà un volantino affisso sui taxi – sciopero perché voglio continuare a garantirti una tariffa certa, visibile, amministrata; sciopero perché tu non cada preda di un freddo moltiplicatore di prezzo che lo raddoppia, triplica, a seconda della richiesta di corse; sciopero perché come te, sono stufo di pagare le tasse che evadono le multinazionali; sciopero perché voglio regole certe per tutti e non una giungla in cui vince il più furbo, o il più ladro; sciopero perché come te, sacrifico ogni mio attimo per dare dei sogni ed un futuro dignitoso alla mia famiglia. Contro la politica collusa con le multinazionali”.

Gli operatori del servizio taxi chiedono quindi lo stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza e la ripresa del percorso di riforma della legge sul trasporto pubblico non di linea, avviato da alcuni anni ma rimasto incompiuto dal febbraio 2019.

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