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Quarta ondata Covid, Bassetti: “In Italia dati migliori, ma non possiamo permetterci 7 mln di non vaccinati”

Il virologo: "Come convincere gli scettici? Consentendo l'accesso a bar, ristoranti, cinema, teatri, stadi, solo ai guariti e ai vaccinati"

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Liguria. È arrivata la quarta ondata in Europa. A lanciare l’allarme l’Ema e l’Oms preoccupati della risalita dei contagi nel Vecchio Continente. Lo stesso sta accadendo in Italia, dove però il ritmo è meno elevato rispetto ad altre nazioni. Il motivo? Secondo Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, la maggiore diffusione del vaccino.

“Sta accadendo che i Paesi che hanno vaccinato meno si trovano in piena quarta ondata – ha affermato Bassetti ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus -. L’area balcanica ha vaccinato pochissimo, la Germania il 66%, per questo si trovano in questa situazione. Dobbiamo stare attenti anche noi, ma siamo riusciti a fare qualcosa in più rispetto agli altri, serve ancora un piccolo sforzo per arrivare al 90% e con l’approvazione del vaccino per gli under 12 potremo mettere in sicurezza anche i bambini”.

“D’altronde – ha proseguito – noi un anno fa era tutto chiuso, ora stiamo facendo una vita praticamente normale e nessuno ha la minima intenzione di arrivare ad alcun tipo di restrizione. Questo è importante dirlo ai detrattori del green pass e delle vaccinazioni”.

E rivolgendosi ai no vax ha aggiunto: “Non possiamo permetterci di avere 7 milioni di persone non vaccinate, dobbiamo trovare il modo di convincerle facendogli capire che è una scelta di comunità, di fratellanza. Se ci siamo dimenticati da dove siamo partiti un anno e mezzo fa, vuol dire che non abbiamo quel senso di popolo e di fratellanza. Nel momento in cui vai in ospedale perché sei non vaccinato ed occupi un posto letto stai mettendo in difficoltà il SSN. La tua singola decisione quindi mette a repentaglio la salute degli altri”.

Secondo il virologo, una strategia che potrebbe invogliare a vaccinarsi potrebbe essere quella di consentire l’accesso alle attività ludiche, come ristoranti, cinema, teatri, stadi, solo ai guariti e ai vaccinati. “Questo – ha detto – potrebbe riuscire a farci portare a casa un altro 5% di popolazione vaccinata che ci permette di diventare il Paese che non si ferma più e che va verso la continua e la totale completa ripresa”.

E sulla terza dose, Bassetti ha commentato: “C’è una grossa adesione sulla terza dose. Quello che manca in questo momento sono le prime dosi. Io non mi preoccupo della terza dose, ma di chi non ha fatto le prime. Abbiamo fatto tantissimo, manca davvero poco per raggiungere quella soglia di sicurezza che ci consentirebbe di vivere i prossimi mesi in maniera molto più tranquilla”.

Infine un passaggio sulle vaccinazione per gli under 12 che in Italia dovrebbero iniziare entro Natale. “Credo fortemente nella vaccinazione dei bambini perché sarebbe la soluzione per mettere in sicurezza le scuole. Mi stupisco di come nel nostro Paese, che è uno dei pochi al mondo ad avere 10 vaccini obbligatori, qualcuno metta in dubbio i vaccini anti covid. Mi devono spiegare perché gli altri vaccini sì e questo no”, ha concluso Bassetti.

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