Tutto da rifare?

Piaggio Aerospace, allarme dei sindacati sullo stop alla trattativa di vendita

Secondo le indiscrezioni di queste ore il Mise non ha ritenuto adeguata l'offerta della cordata italo-scandinava

torrente sturla vegetazione e vipera

Villanova d’Albenga. Dal Mise lo stop alla trattativa di vendita della Piaggio Aerospace, almeno stando alle indiscrezioni di queste ore nelle quali è emerso come il Governo abbia giudicato inadeguata l’offerta della cordata italo-scandinava, che vedeva assieme il fondo di investimento Summa e tre aziende specializzate nel campo dell’aeronautica e dell’ingegneria dell’aviazione, come la Heart Aviation e AgTech, e della progettazione e realizzazione di motori ibridi ed elettrici, la Phase Motion Control.

Ecco spiegata l’attesa dei sindacati nella convocazione ministeriale e sul piano industriale, sollecitati a più riprese dalle sigle sindacali alla luce della conclusione del bando avviato dal commissario.

Dunque ancora nulla di fatto sulla procedura di vendita dell’azienda aeronautica. Tra le ragioni di questo nuovo stand by i 160 milioni di euro inizialmente destinati al sistema dell’areo a pilotaggio remoto P1HH, il drone di Piaggio, poi spostati sull’acquisto di sei P180 per le Forze Armate come nuova commessa stanziata dal Governo per dare fiato all’azienda e al suo indotto, LaerH in testa.

Ora si dovrà così ricominciare dall’inizio? Un nuovo bando con tempi che potrebbero dilatarsi ulteriormente, oppure cercare tra le offerte degli altri soggetti che avevano inizialmente partecipato alla gara per la cessione di Piaggio.

Un’altra doccia fredda per centinaia di lavoratori e per le stesse organizzazioni sindacali che da tempo avevano chiesto risposte e garanzie sulla piena occupazione e il pieno mantenimento degli asset produttivi sia nel settore velivoli quanto in quello motoristico, questo a tutela anche dell’indotto.

Per Uil Liguria e Uilm Genova il commissario Nicastro ha gestito correttamente la vendita, nonostante i vincoli posti dalle parti. Ora non resta che convincere il governo a cogliere davvero le opportunità che potrebbero arrivare dalla vivacità del mercato internazionale dopo aver fatto andare in fumo una buona occasione di rilancio: “Siamo rimasti in attesa di conoscere programmi e progetti per il recupero e il rilancio del Gruppo, invece abbiamo accertato ancora una volta l’impreparazione della politica e delle istituzioni – dichiarano Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria e Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova – Ora si ripartirà da capo con ricerca di nuovi partner, ovviamente con pochi balletti, e, magari, occasioni e offerte”.

“Nel frattempo lavoratrici e lavoratori potranno lavorare alle commesse acquisite in ambito pubblico e privato, ovviamente non senza preoccupazioni”.

“Rimaniamo in attesa dell’offerta migliore per garantire un futuro certo ai 900 dipendenti che dal governo si aspettavano molto di più. Nel frattempo, in attesa di una convocazione rapida da parte del commissario, la Uil e la Uilm si batteranno per la tenuta dei livelli occupazionali e della straordinaria capacità produttiva di questa importante realtà industriale della Liguria”.

Per ora dall’azienda nessun commento diretto sullo stop alla trattativa e sui passi futuri per delineare il nuovo acquirenti, quello che è certo che è ora si dovrà cercare un altro (o altri) investitore per l’azienda aeronautica.

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