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Approvata mozione su anonimato e culle per la vita, Muzio (FI): “Stupito dal voto contrario di tutta l’opposizione”

La minoranza si oppone. Linea Condivisa: “Scelta oscurantista”. Pd: “Rafforzare i consultori”

Regione Liguria palazzo regione

Liguria. Il Consiglio Regionale ha approvato oggi a maggioranza (voto contrario dell’opposizione) la mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia, Claudio Muzio, che impegna la Giunta Toti a porre in essere, nel quadro delle azioni di sostegno alla maternità e alle donne in gravidanza che si trovino in situazione di difficoltà economica, psicologica o sociale, un’adeguata campagna informativa in merito alla possibilità del parto in anonimato garantita dalla legge e alla presenza delle “culle per la vita” sul territorio ligure. Bocciato l’emendamento del Partito Democratico che chiedeva di modificare l’impegnativa della mozione presentata da Forza Italia sulla realizzazione di una campagna informativa su parto in anonimato e culle per la vita, e di potenziare la rete dei consultori, sede centrale nella tutela della maternità così come previsto dalla legge 194.

“Avevo depositato questa mozione ad aprile – spiega Muzio – e quindi tre mesi prima che una neonata, la piccola Anna, fosse lasciata dalla madre nella culla presente presso l’ospedale Villa Scassi di Genova. Un fatto che ha confermato quanto sia necessario promuovere e valorizzare questo importante strumento, che consente di salvare vite che altrimenti sarebbero a rischio di abbandono in luoghi e con modalità che possono portare alla morte del bambino, per strada o, peggio, nei cassonetti dei rifiuti”.

“Ricordo che le culle per la vita – prosegue – sono state introdotte in Italia per iniziativa di enti ed associazioni, tra cui il Movimento per la Vita, a partire dagli anni ’90. In Liguria sono 5. Si tratta di strutture termiche concepite appositamente per permettere alle madri, in casi di estrema difficoltà, di lasciare i neonati in un luogo totalmente protetto, nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo abbandona. Sono poste in luoghi agevolmente raggiungibili e sono dotate di una serie di dispositivi quali il riscaldamento, la chiusura in sicurezza, il presidio di controllo h24 e la rete con il servizio di soccorso medico, che ne permettono un facile utilizzo e consentono un pronto intervento per la salvaguardia del bambino”.

“Un altro importante strumento nella direzione della salvaguardia della vita dei neonati abbandonati – sottolinea ancora Muzio – è rappresentato dal parto in anonimato negli ospedali, previsto dalla legge italiana ancora poco conosciuto, come confermato dal fatto che sui circa 3.000 abbandoni annui soltanto il 15% circa ha luogo nelle strutture sanitarie”.

“Sono stupito del voto contrario dell’opposizione, che ha accusato il sottoscritto e la maggioranza di essere mossi da intenti ideologici che sono invece del tutto estranei a questa iniziativa e che, a ben vedere, stanno al fondo del no espresso dai consiglieri di minoranza”, chiosa il capogruppo di Forza Italia.

“L’approvazione della mia mozione consentirà di mettere in campo azioni finalizzate a far sì che le culle per la vita e il parto in anonimato siano al centro di apposite campagne informative da parte della Regione, tanto più importanti oggi che la pandemia e le sue conseguenze a livello economico e sociale hanno fatto aumentare le difficoltà che molte donne si trovano ad affrontare nel periodo della gravidanza. Ringrazio i colleghi di maggioranza che hanno sottoscritto e votato la mia iniziativa, e la Giunta regionale che con l’assessore Simona Ferro ha espresso il suo parere favorevole. Ringrazio anche le associazioni che quotidianamente, con passione e dedizione, sono impegnate nella promozione di questi presìdi, e Azzurro Donna Liguria e la sua coordinatrice regionale, Alice Dotta, che ha posto questo tema alla mia attenzione”, conclude il consigliere regionale.

“È stato appena approvato con il voto favorevole della maggioranza, e quello contrario della minoranza, un provvedimento presentato dal collega Muzio sulla proposta di una campagna informativa del parto in anonimato e alla presenza delle culle per la vita sul territorio ligure. La sinistra perde oggi un’altra occasione per dimostrare che non sia l’ideologia a guidare ogni ogni suo passo”, ha commentato il consigliere regionale Angelo Vaccarezza.

“Una campagna informativa sul parto in anonimato e le culle per la vita è riduttiva – dichiarano i consiglieri del PD in consiglio regionale -, serve invece rafforzare la rete dei consultori per un sostegno concreto alle donne non solo alla fine della gravidanza. Dalla maggioranza le solite scelte ideologiche”.

“È riduttivo parlare solo di una campagna informativa su parto in anonimato e presenza delle culle per la vita, perché non entra nel merito della presa in carico e della cura della donna in attesa di un bambino. Per questo abbiamo votato ‘no’. Quello che serve davvero, invece, è potenziare i consultori per dare alle donne un sostegno concreto, non solo alla fine della gravidanza, ma per tutto il tempo d’attesa. Perché una donna che abbandona un bambino vuol dire che non ha trovato nessuno che l’ha accompagnata: prima, durante e dopo il parto. Dalla maggioranza una chiusura figlia di scelte ideologiche che non vogliono entrare nel merito”, prosegue il gruppo consigliare del Partito Democratico in Regione.

“Non servono i manifesti che promuovono le culle per la vita – concludono -. Il problema dell’informazione deve essere legato alla rete della prevenzione che parte proprio dai consultori, che sul territorio possono essere un sostegno concreto, perché i motivi per cui una donna decide di abbandonare il proprio bambino, non sono solo economici, ma si tratta di situazioni molto più complesse, ed è a questo che bisogna dare risposte, prima che la donna arrivi alla decisione di abbandonare il proprio figlio”.

“Stiamo parlando di una mozione che presenta non poche perplessità, a partire da dati poco trasparenti, dei quali non si cita mai la fonte – dichiara il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino –. Si parla di circa 3.000 neonati abbandonati in Italia ogni anno, basta però una veloce ricerca per verificare come il dato sembri essere appositamente gonfiato. A livello nazionale si parla di 243 nel 2018, 193 nel 2019 e 186, dato ancora provvisorio, nel 2020″.

“L’aborto è un diritto e non sarà facendo violenza psicologica attraverso la possibilità del parto in anonimato che si vedrà calare ulteriormente il numero di interruzioni volontarie di gravidanza – prosegue il consigliere regionale Gianni Pastorino –. Inseriamo piuttosto l’educazione alla sessualità nelle scuole con percorsi seri e continuativi, battiamoci per dare accesso gratuito a qualunque metodo contraccettivo, finanziamo e potenziamo i consultori che dovrebbero essere il vero motore dell’applicazione della legge 194. E se una persona vuole abortire, aiutiamola ad accedere ad un proprio diritto senza giudicarla”.

“Questa mozione, piuttosto, pare essere un apripista rispetto a una futura richiesta, per la messa a bilancio di fondi pubblici rivolti ad associazioni e movimenti anti-scelta, per svolgere queste violente campagne di sensibilizzazione e – rimarca il consigliere Pastorino -, tutto questo è inaccettabile”.

“Non facciamoci ingannare, queste persone non sono affatto per la vita, altrimenti non si limiterebbero ad imporre alle donne cosa fare con il proprio corpo, piuttosto si batterebbero per avere asili nido gratuiti, per la parità salariale, per il congedo parentale, per la costruzione di corridoi umanitari sicuri per le persone migranti o per l’educazione all’affettività obbligatoria, in modo tale da superare stereotipi di genere e cultura del possesso e dello stupro”, conclude il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino.

Per tutti questi motivi il consigliere regionale Gianni Pastorino, questo pomeriggio, ha votato contro ad una “mozione oscurantista e che non tutela affatto la salute psicofisica della donna, andando solo ad accrescere un clima di stigma, giudizio e disservizio sanitario nei confronti di chi decide di abortire”.

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