Posizioni differenti

Mascherine all’aperto, i sindaci savonesi tra favorevoli e attendisti: “Serve una linea comune da parte del Governo”

Molti sindaci chiedono a gran voce la reintroduzione del provvedimento restrittivo, soprattutto in vista delle imminenti festività natalizie

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Savona. Obbligo di mascherine all’aperto: si muove a livello nazionale il fronte dei sindaci, molti dei quali chiedono a gran voce la reintroduzione del provvedimento restrittivo, soprattutto in vista delle imminenti festività natalizie, che porteranno tanti cittadini e turisti a riversarsi nei caruggi e nelle cosiddette “strade dello shopping”.

E nel savonese, i primi cittadini appaiono divisi tra favorevoli e “attendisti”, mentre nessuno, almeno per ora, ha espresso la sua totale contrarietà all’eventuale adozione dell’obbligo.

Sulla questione è intervenuto, questa mattina, il presidente dell’Associazione Sindaci di Centrosinistra, Matteo Ricci (PD), su Radio Cusano Campus: “Più le norme sono uniformi in tutto il Paese più è chiaro il messaggio. Per questo l’Anci ha chiesto un provvedimento nazionale. Di certo i sindaci non hanno paura di fare ordinanze, solo che in questo caso c’è bisogno di norme a livello nazionale”, ha spiegato.

E IVG.it ha voluto sondare il terreno anche nella nostra Provincia, sentendo i primi cittadini locali per capirne posizione ed intenzioni. Da una parte c’è chi è favorevole, soprattutto gli amministratori di “piccole” realtà, ma non solo, come ad esempio Luca Lettieri (Loano): “Il Governo valuti seriamente l’obbligo di mascherina in determinate circostanze e nei luoghi dove si possono formare assembramenti. Penso in modo particolare nei nostri centri storici, i carruggi, dove in alcune vie è alta la probabilità di assembramenti durante il periodo natalizio”, ha dichiarato.

Giancarlo Canepa (Borghetto) aggiunge: “Non sono contrario a emanare provvedimenti ulteriormente restrittivi come l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, ma ci deve essere unità d’intenti con gli altri colleghi del territorio. Le persone sono già piuttosto disorientate, prendere iniziative a macchia di leopardo con modalità differenti creerebbe una ‘giungla’ di provvedimenti diversi. Ma nel caso in cui ci fosse condivisione non avrei difficoltà a emanare un provvedimento simile. In previsione delle festività natalizie e dei flussi turistici che, speriamo, arriveranno, con una variazione di bilancio approvata oggi in consiglio comunale abbiamo stanziato 10 mila euro per l’istituzione di un servizio di vigilanza che avrà il compito di vigilare su eventuali assembramenti o il mancato rispetto delle normative anti-Covid durante le manifestazioni e per tutta la durata del Natale. I dati relativi alle persone in isolamento e in quarantena in città, per quanto non ancora preoccupanti, mostrano un’impennata nel numero di casi. Quindi dobbiamo mettere in atto provvedimenti in grado di limitare un ulteriore incremento dei dati epidemiologici”.

Luigi Pierfederici (Varazze) spiega: “Ritengo l’obbligo della mascherina all’aperto una condizione anche necessaria nel momento in cui i numeri la richiedessero. Ovviamente il periodo pre-natalizio e a seguire quello festivo porterà tanta gente nelle vie del centro sia per lo shopping che per le festività vere e proprie. Sicuramente la mascherina è il primo elemento di difesa per noi stessi ma ancora di più verso gli altri: se necessario, sarà doveroso indossarla proprio per questo. Abbiamo visto che le norme igieniche, laddove necessarie e rispettate, hanno portato dei risultati. Speriamo allora che se necessarie siano allo stesso modo indispensabili e soprattutto utili”.

Dello stesso avviso anche Aldo Picalli (Millesimo): “Sono assolutamente d’accordo per la mascherina anche all’aperto quando, come nel caso dei nostri vicoli o marciapiedi stretti, si creano situazioni di vicinanza, spesso di troppa vicinanza tra le persone”

Quindi, Roberto Molinaro (Cosseria): “La mascherina è stata la prima azione di difesa dal Covid. Da subito le avevo acquistate e distribuite ai cittadini, alle Forze dell’Ordine e ai dipendenti dei principali supermercati limitrofi. La mascherina protegge anche dalle influenze. In zone di assembramento, soprattutto in questo periodo di frenesia degli acquisti per le festivitá, il virus ha più facilità di propagarsi”.

E Amedeo Fracchia (Roccavignale), favorevole ma con “limitazioni”: “Ovviamente in paesi come il nostro, dove siamo 770 su 17 km quadrati, mi sembra eccessivo. Ma l’eventuale obbligo di mascherine all’aperto mi trova pienamente d’accordo nell’applicazione nei centri storici”.

Resta “attendista”, seppur non fermamente contraria (in caso di adozione a livello nazionale si adegueranno), la posizione dei sindaci di Savona, Albenga, Cairo Montenotte, Laigueglia e Alassio, dove il primo cittadino Marco Melgrati si è limitato ad affermare: “Aspettiamo le disposizioni governative”.

Quindi, le parole, sulla stessa lunghezza d’onda, di Marco Russo (Savona): Auspichiamo un intervento chiarificatore del Governo per dare un indicazione omogenea. Stiamo monitorando contagi e ricoveri e siamo pronti ad intervenire con l’obbligo di mascherine per quanto riguarda fiere e eventi di maggior assembramento. Per ora non ci sono i presupposti, ma stiamo monitorando”.

Riccardo Tomatis (Albenga): “Il vaccino è e continua a essere il metodo principale per contrastare la diffusione del Covid e per scongiurare il pericolo di nuovi lockdown. Altrettanto importante è il rispetto delle norme volte a contrastare la diffusione del virus. Valuterò l’ipotesi di emettere un’ordinanza per renderne obbligatorio l’utilizzo in determinate situazioni di possibile assembramento anche alla luce della situazione dei contagi e dei ricoveri riscontrati  nella nostra città. Sugli ambienti esterni ci sono pochissime evidenze scientifiche su possibilità di contagio, sarebbe un segnale d’allarme per dire che le cose vanno male. Mi riservo di valutare alla luce dei dati che emergeranno nelle prossime settimane. Oggi abbiamo avuto anche un incontro con il Prefetto sul Super Green Pass e tutto é in divenire”.

Paolo Lambertini (Cairo Montenotte): “A Cairo i contagi sono pochi, circa dieci volte meno rispetto a mesi fa, oggi circa 20. Questi dati dimostrano come la situazione nella nostra città sia sotto controllo: la popolazione si sta comportando bene. Nelle attività commerciali viene chiesto il Green Pass e la popolazione indossa la mascherina quando è prevista. Non ci sembra quindi il caso di optare per alcun provvedimento restrittivo, non lo abbiamo mai fatto durante tutta la pandemia, anche perché qui la situazione è sempre stata sotto controllo. La strada del vaccino sta dando i suoi risultati e lo dimostrano i numeri, anche nella nostra piccola città. Se il Governo deciderà per l’obbligo di mascherina ovviamente lo rispetteremo”.

Roberto Sasso Del Verme (Laigueglia): “Personalmente auspico un’unica valutazione nazionale per tutti, chiara puntuale e uniforme soprattutto che tenga conto dei nostri centri storici, dove in vicoli e carruggi stretti, con l’afflusso dei turisti, si possono creare assembramenti. Come sindaci, però, ribadisco, vorremmo avere una guida, nazionale o regionale, per evitare di prendere provvedimenti “a macchia di leopardo” che servirebbero solo a mandare in confusione residenti e turisti”. 

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