Pensiamoci

Un caso a savona

Lo scandalo di via Nizza, lavori in ritardo e problemi irrisolti: il sindaco Russo batta un colpo…

Incertezza sul cantiere e sui rimedi. Problemi anche per Villa Zanelli?

Lavori in via Nizza a Savona

Savona. Il vento sferza via Nizza, deserta e quasi spettrale. Già, via Nizza, i suoi lavori e soprattutto i suoi problemi, che qui su IVG abbiamo vivisezionato anche grazie alle promesse dei candidati in campagna elettorale.

L’ultimo capitolo, forse il peggiore, è ancora da scrivere. Riassumendo, i lavori sono in ritardo, i soldi non bastano, le criticità vengono a galla in tutta la loro gravità. Ci sono persino i pali dell’illuminazione che arrivano vicino alle finestre dei palazzi.

Quando in Italia si parla di ritardi, e Savona non fa certo eccezione (Aurelia bis docet), non è facile prevederne la fine: per quanto dovremo tenerci il cantiere, compreso il siparietto grottesco della passeggiata sul mare?

Marco Russo ha presentato una giunta con nove assessori. Non siamo fra quelli che si scandalizzano, almeno se una squadra così numerosa servirà per lavorare meglio. È vero che il Pd e Sansa avevano criticato la sindaca Caprioglio perché ritenevano che avesse nominato troppi assessori, ma Russo non è né il Pd e neppure Sansa. Faccia ciò che ritiene più giusto.

Tutto questo per dire che riteniamo arrivato il momento che la giunta faccia il punto su via Nizza, attraverso l’assessore ai Lavori pubblici Lionello Parodi, se lo ritiene, anche se non sarebbe male che a metterci la faccia fosse il sindaco Russo, visto che in campagna elettorale aveva illustrato alcuni interventi per migliorare la situazione, come i parcheggi ricavati a monte di via Nizza.

Pensiamo che l’unica soluzione veramente valida sarebbe quella di mettere in azione un paio di ruspe, di quelle che si utilizzano per spianare le dune del deserto, per gettare giù tutto e lasciare il posto a una strada vera, oppure pensare a un progetto diverso e funzionale. Ipotesi impossibili, purtroppo, perché Savona ha preso finanziamenti che ovviamente non può restituire.

Ripetiamo ancora una volta che, dal punto di vista della correttezza politica, parlare di via Nizza per un giornalista è la cosa più facile che ci sia, essendo le responsabilità equamente divise tra il centrosinistra, che aveva varato il progetto, e il centrodestra, che ha iniziato i lavori senza apportare alcun correttivo.

Dicevamo che è venuto il momento di sentire la voce del Comune perché, qua e là, sentiamo qualche scricchiolio tra i nuovi amministratori con una frase che conosciamo a memoria: è colpa di “quelli di prima”, siamo appena arrivati, lasciateci lavorare. Lo ripeteva Caprioglio, cominciamo a sentirlo anche ora.

Per carità, solo una sensazione, è corretto che Russo e i suoi possano attuare i loro piani. Però non abbiamo capito ad esempio se, quando parla della pulizia generale della città “entro Natale”, il sindaco voglia dire se la comincia o la finisce. E un poco, solo un pochino, ci insospettisce Elisa Di Padova, che è brava e conosce bene la materia, quando parla degli allestimenti in città e degli eventi per Natale (anche per Capodanno, supponiamo), rimandando a un piano organico per il 2022: c’è tempo per fare qualcosa di buono anche subito.

Già che siamo in via Nizza, non si può non notare come i lavori a Villa Zanelli siano in ritardo, senza considerare che molto incerto appare il successivo appalto per la parte che riguarda albergo, ristorante e spiaggia. Qui il Comune non c’entra nulla perché proprietà e restauro sono a carico di Arte e Regione, ma una telefonatina da palazzo Sisto, per informarsi e informare i cittadini, possono anche farla: non costa nulla.

Povera via Nizza.

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