Nulla da fare

Incidente sul lavoro, operaio muore schiacciato da un tubo

È successo nel genovese, a San Quirico. Il carico si sarebbe staccato da una gru a pistone mobile

Liguria. Infortunio mortale sul lavoro a San Quirico, in Valpolcevera.

Un operaio è morto mentre lavorava in un cantiere nel piazzale principale del deposito di oli minerali Sigemi in via Girolamo Gastaldi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Secondo una prima ricostruzione l’operaio, 48 anni, è rimasto schiacciato da grossi tubi che si sono staccati da una gru a pistone mobile che li stava spostando. Dalle prime informazioni si sarebbe rotta una cinghia che li ha fatti cadere. Nel cantiere all’interno della Sigemi, davanti alle cisterne, ci sono impalcature che sorreggono tubature nuove in corso di montaggio. La gru stava sollevando proprio un gruppo di questi tubi di circa 10 metri di lunghezza destinati a trasportare gli oli minerali.

LE IMMAGINI DAL LUOGO DELL’INCIDENTE MORTALE

Da quanto si apprende l’uomo non era un dipendente della Sigemi ma di una ditta in appalto che stava eseguendo i lavori. Grande tristezza per l’accaduto, nessuno dei colleghi al momento ha voluto commentare l’accaduto.

Il pubblico ministero Stefano Puppo ha disposto il sequestro dell’area e si sta recando sul posto per i rilievi. Presenti anche i vigili del fuoco, la polizia e gli ispettori della Asl per gli accertamenti tecnici.

Si tratta purtroppo dell’ennesimo incidente sul lavoro in Liguria. Secondo gli ultimi dati Inail quest’anno nella nostra regione si è contato un episodio ogni 15 giorni, due al mese. L’ultima tragedia sul lavoro era avvenuta il 15 settembre sempre a Genova in via Cecchi, quando Davide D’Aprile, 54 anni, è caduto da un ponteggio in via di allestimento su un palazzo ed è morto.

“Come sempre accade quando avvengono queste tragedie – si legge in una nota di Filctem e Fiom Cgil – ci si interroga su come possa essere possibile perdere la vita sul lavoro e si punta il dito verso le norme di prevenzione e formazione, due capitoli definiti di spesa, ma che in realtà sono l’unico strumento per garantire la sicurezza in ambito lavorativo”.

“Filctem, Fiom e tutta la Cgil si stringono intorno alla famiglia, agli amici e ai colleghi di lavoro della vittima e chiedono si faccia presto chiarezza su quanto accaduto per comprendere la natura di questo ennesimo incidente mortale”, concludono i sindacati.

La Cisl di Genova, in una nota, fa sapere: “Ancora una morte sul lavoro, ancora sangue sui cantieri, ancora una persona che non tornerà a casa dai suoi cari, ai quali va tutta la solidarietà e vicinanza della Cisl. L’incidente mortale in cui ha perso la vita questa mattina l’operaio quarantottenne che lavorava presso il deposito di oli minerali Sigemi a San Quirico aggiorna tragicamente un bollettino che restituisce la fotografia di un territorio martoriato dagli infortuni sul posto di lavoro, troppo spesso con esito mortale”.

“In Liguria – spiegano dal sindacato – le denunce di infortuni sul lavoro sono in forte crescita rispetto al 2020: nel periodo tra gennaio e settembre si è passati dalle 12.650 dell’anno scorso alle 13.560 di quest’anno (fonte Inail)”.

“Abbiamo chiesto con forza l’adozione di provvedimenti definitivi, l’ultima volta meno di due mesi fa, quando un altro operaio perse la vita precipitando da un ponteggio – dicono Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, e Marco Granara, responsabile Ast Cisl Genova -. Oggi ci troviamo di fronte all’ennesima tragedia che conferma che la sicurezza sul lavoro, che dovrebbe essere la priorità numero uno per tutti e a tutti i livelli, sta evidentemente e velocemente peggiorando”.

“Non sappiamo con esattezza oggi cosa sia accaduto – proseguono Maestripieri e Granara – saranno le autorità competenti ad accertarne la dinamica, ma quando un lavoratore muore non è una fatalità, ma qualcosa di evitabile”.

“Grida vendetta questa morte, anche perché arriva all’indomani delle dichiarazioni di uno dei tanti ministri-marionetta della Confindustria, che afferma che le ispezioni nei luoghi di lavoro devono essere preavvisate – commentano in una nota dal Partito di Rifondazione Comunista -. Certo. Se no, come farebbero i padroni (torniamo a chiamarli così, per favore) a far sparire i lavoratori in nero, a coprire le magagne, a rimettere le sicure ai macchinari? Di terribile c’è l’ennesimo lavoratore che non torna a casa. Di terribile c’è l’abissale distanza tra la vita della gente e le dichiarazioni dei ministri di questo osceno governo. L’indignazione non basta. Invitiamo i sindacati a proclamare lo sciopero generale. Si chiedano le dimissioni di Brunetta”.

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