Analisi

Il Covid ridisegna i servizi sociali per il Distretto Finalese: “Casa e lavoro le priorità”

"Nel nuovo piano socio-sanitario fondamentale il potenziamento del Terzo Settore per aiutare i Comuni"

Borgio Verezzi. L‘emergenza pandemica ha cambiato anche bisogni ed esigenze per i servizi socio-sanitari dei Comuni: oggi pomeriggio, nella cornice del Teatro Gassman di Borgio Verezzi, è stata presentata una ricerca per il Distretto socio-sanitario del Finalese, condotta da Stefano Padovano, in qualità di ricercatore e direttore scientifico  dello studio, e da Marino Lagorio, operatore del Consorzio sociale “Il Sestante”, con l’obiettivo di progettare un nuovo sistema di welfare locale, anche alla luce delle differenti caratteristiche territoriali e delle conseguenze del Covid.

Il titolo dell’incontro odierno, che oltre ai due autori dello studio ha vista la partecipazione di amministratori locali e diverse componenti del settore sociale: “Coltivare il futuro”, una analisi sul contesto socio-ambientale e i suoi cambiamenti recenti per riuscire ad ottenere una fotografia aggiornata sui dati provenienti dal territorio, nell’ambito della nuova Carta dei Servizi prodotta per la cittadinanza e l’utenza (l’ultima risaliva al 2009).

Al centro dello studio i fattori di rischio e fragilità per le future decisioni e la programmazione politica e tecnica, sulla base dei bisogni emergenti e rilevanti.

Indispensabile è stato coinvolgere in maniera integrata tutti i soggetti, in primis: amministratori pubblici, tecnici operanti nei servizi, volontariato e terzo settore. Proprio quest’ultimo dovrà avere un ruolo e una funzione maggiore nel quadro complessivo dei servizi, per rispondere al meglio alla domanda della popolazione.

“Questo studio vuole mettere in evidenzia il passaggio fondamentale verso un nuovo management dei servizi sociali, inteso come approccio gestionale moderno e aggiornato rispetto al pacchetto dei servizi da erogare: per questo è fondamentale avere una macchina operativa efficiente e funzionale, capace di agire in maniera integrata, strutturata e coordinata sul territorio” spiega Marino Lagorio.

Tra le criticità attuali indubbiamente l’abitazione, un elemento legato alla crisi economico-sociale portata dalla pandemia, ma non solo: “In alcune realtà è evidente la carenza di edilizia residenziale pubblica e/o alloggi a canone moderato” afferma lo stesso Marino Lagorio.

“Senza il volontariato e il Terzo Settore i Comuni non sarebbero riusciti da soli a sostenere l’enorme sforzo dell’assistenza e degli aiuti legati all’emergenza Covid – evidenzia l’assessore finalese Clara Brichetto -, dunque questa è una prima direzione da intraprendere: un piano socio-sanitario come vera “rete” di servizi territoriali”.

“Il Covid ha provocato un mutamento, anche repentino, del contesto sociale, in quanto la casa e il lavoro hanno assunto dimensioni critiche notevoli, richiedendo spesso forme di sostegno non solo maggiori ma anche diversificate, una situazione certamente molto difficile da gestire” conclude.

Capitolo non secondario sono le risorse da mettere in campo per il comparto sociale, con i Comuni che da soli non possono sostenere il “peso” dei servizi complessivi e diversificati: “E’ chiaro che anche da questo punto di vista servirà un approccio più innovativo” aggiunge ancora Legario, “i canali, i bandi e quant’altro possa garantire copertura finanziaria al comparto sociale”.

Alla presentazione dello studio ha preso parte anche la responsabile Asl 2 dott.ssa Adriana Brusa, che raccolta gli elementi della ricerca e delle azioni da attuare.

Ora, però, toccherà alla Conferenza die Sindaci del Distretto Finalese svilupperà gli atti e gli indirizzi necessari al nuovo piano socio-sanitario, con riferimento alla Carta dei Servizi e al prospetto evolutivo degli interventi sulla popolazione, considerando che, purtroppo, l’emergenza pandemica non è ancora conclusa e che le risorse a disposizione restano, al momento, deficitarie.

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