Soluzioni cercasi…

Ex aree Piaggio a Finale Ligure, unica via d’uscita i fondi Pnrr? Frascherelli: “Difficile trovare nuovo investitore”

Il sindaco torna sulla "ferita aperta" del territorio finalese: "Dipenderà molto anche dall'attuale proprietà"

Finale Ligure. Sulle ex aree Piaggio a Finale Ligure, ancora in stato di abbandono, l’amministrazione comunale spera nei fondi del Pnrr destinati ai Comuni liguri per programmi e progetti di rigenerazione urbana: “Ad ora questa è l’unica prospettiva” afferma il sindaco Ugo Frascherelli.

“E’ chiaro che rimane ancora una ferita aperta sul nostro territorio…”.

“Vogliamo sentire la proprietà e verificare ogni possibile soluzione, lavorando assieme per intervenire sul recupero delle aree nell’ambito di una pianificazione di rilancio cittadino sul fronte urbanistico e nel segno green” aggiunge.

Dunque ad ora una ipotesi sul modello degli ex cantieri navali Rodriquez a Pietra Ligure appare difficile: “Non abbiamo percepito interessi di terzi o di altri investitori, fermo restando che le aree sono di proprietà di una Spa e su questo bisogna misurarci”.

Resta ancora in piedi l’ipotesi di uno “spacchettamento”, con l’affidamento ad un gruppo diversificato di soggetti il restyling del fronte mare finalese: “Serve comunque una risposta della proprietà per capire come andare avanti e non lasciare queste aree all’abbandono” sottolinea ancora Frascherelli, che non nasconde la criticità di alcuni contenziosi aperti tra lo stesso Comune finalese e la stessa Finalmare Spa.

Una definizione progettuale sulle ex aree Piaggio è inoltre legata allo stesso aggiornamento del Puc comunale finalese, come per le aree Ghigliazza. Anche per questo motivo il sindaco Frascherelli ha già incalzato la Regione Liguria in merito ai fondi straordinari in arrivo per il territorio ligure dal Pnrr, con riferimento alla pianificazione territoriale. Un tema che è stato di recente al centro di un convegno Anci organizzato a Parma, nel quale diversi Comuni italiani si sono confrontati sulla questione del recupero urbanistico di aree dismesse e delle risorse necessarie per poter intervenire.

“Abbiamo già preso contatti con l’ente regionale per verificare i possibili canali di finanziamento e nel caso un layout progettuale differenziato rispetto a quanto era stato stabilito. Stiamo parlando di un’area non solo di interesse finalese, ma di tutto il comprensorio rivierasco, con ricadute territoriali, ambientali e a livello turistico”.

“Per questo auspico che, proprietà permettendo, si possa traguardare una soluzione condivisa e di interesse per Finale Ligure e di tutto il ponente savonese” conclude il primo cittadino finalese.

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