Soglia critica

Covid: aumentano i ricoveri in terapia intensiva, ma (ad ora) nessun “ritocco” sui posti letto

Quasi raggiunta la soglia del 10%, ma non basterebbe a passare in zona gialla, Asl liguri comunque pronte al piano di emergenza

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La Liguria si avvicina al superamento della soglia critica di pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva: dai dati Agenas riferiti alla giornata di ieri risulta occupato l’8,7% di posti letto, cioè 19 su 217 disponibili complessivamente nell’offerta sanitaria regionale. Si tratta del dato più alto in Italia dopo quello di Friuli Venezia Giulia (16,8%) e Lazio (8,8%) ed è prossimo al 10% che comunque non sarebbe sufficiente per sancire il passaggio in zona gialla.

Per cambiare colore, infatti, bisognerebbe superare anche altri due limiti. Il primo, abbondantemente oltrepassato, è quello dell’incidenza settimanale che dev’essere oltre i 50 nuovi casi ogni 100mila abitanti: la settimana scorsa la Liguria ha chiuso a 121,59 casi. Il secondo è quello dell’occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti Covid, che non deve superare il 15% e per ora si attesta esattamente al 6,6% con 113 ricoverati su 1.707 posti disponibili (secondo l’ultimo aggiornamento comunicato da Alisa invece sono 1.701).

In altre parole, rispetto al bollettino di domenica, la Liguria avrebbe un margine di soli 3 posti letto in terapia intensiva ma di ben 144 posti letto in area medica prima di perdere tutti i requisiti per restare in zona bianca. In realtà i letti totali in terapia intensiva sarebbero 229 (sul sito di Agenas 12 compaiono come attivabili in breve tempo in caso di emergenze) e questo offrirebbe un’ulteriore unità di sicurezza.

Per far fronte alla crescita dei contagi e dei ricoveri alcune Regioni sarebbero già pronte ad aumentare i posti letto totali a disposizione (e non solo convertire a Covid i posti già dichiarati al ministero), con l’effetto indiretto di abbassare i livelli di occupazione. Ma il governatore Giovanni Toti, spegnendo gli allarmi su un possibile passaggio in zona gialla, aveva spiegato che “non c’è nessun incremento in previsione perché i pazienti calano“, fermo restando che le Asl liguri sono pronte al piano emergenziale per ricoveri Covid.

Nel frattempo, però, i pazienti sono aumentati, sia in area medica sia in terapia intensiva. Eppure tutt’oggi fonti della Regione confermano che non è previsto alcun “ritocco” ai dati su cui il ministero della Salute si basa per determinare le soglie di occupazione e quindi gli eventuali cambiamenti di colore. E infatti, almeno per ora, i numeri di riferimento risultano gli stessi delle scorse settimane.

“Grazie ai vaccini il Covid cresce meno di quanto non facesse nelle precedenti ondate. La situazione ospedaliera rimane ancora sotto controllo, ma non possiamo star lì a guardare per intervenire poi, brutalmente, chiudendo tutto per tutti. Bisogna garantire la libertà di chi ha fatto il suo dovere di cittadino vaccinandosi: un green pass che consenta l’accesso a tutte le attività solo per chi è vaccinato, anticipando le terze dosi e rendendole obbligatorie per i sanitari negli ospedali e nelle Rsa” ha ribadito il governatore e assessore regionale alla sanità Giovanni Toti.

Al momento l’unica regione che mostra tutti i valori oltre le soglie critiche è il Friuli Venezia Giulia (17% di posti occupati in area medica, 15% in terapia intensiva). Ha superato solo la soglia dell’area medica la provincia di Bolzano (16% e 8% in terapia intensiva).

A livello nazionale le percentuali di occupazione si attestano al 6% (area medica) e 8% (terapia intensiva).

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