Linea politica

Coraggio Italia, il partito di Toti alza la voce con Draghi: “Vogliamo essere coinvolti nel governo”

E lancia un aut aut al centrodestra: "Pieno coinvolgimento o faremo le nostre scelte, a partire dal presidente della Repubblica"

giovanni toti

Liguria. “Apprezzamento e sostegno” a Mario Draghi, ma è necessario “un maggior coinvolgimento del movimento politico Coraggio Italia nelle scelte di linea politica e nelle cabine di regia dove si assumono le decisioni qualificanti dell’esecutivo“. Il partito fondato dal presidente ligure Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dopo mesi di sostegno incondizionato al governo, inizia ad alzare la voce e chiede di sedersi ai tavoli che contano. E lo fa non solo nei confronti dell’eterogenea maggioranza di palazzo Chigi, ma anche verso gli alleati del centrodestra.

A dettare la linea politica oggi è stato l’ufficio di presidenza composto da Luigi Brugnaro, Giovanni Toti, Marco Marin e Gaetano Quagliariello. I quattro hanno lanciato anzitutto un ulteriore messaggio al premier: “Rilevato il costante e responsabile sostegno dei nostri parlamentari al Governo”, si ribadisce “la disponibilità, già comunicata al presidente Draghi nelle scorse settimane, di un coinvolgimento diretto di Coraggio Italia nella compagine di governo“. Insomma, si chiede di avere un incarico all’interno della squadra.

Ma poi arriva l’aut aut ai compagni di squadra: “Da un punto di vista politico, l’ufficio di presidenza ha ribadito la collocazione di Coraggio Italia nella coalizione di centrodestra, ma ha altresì ribadito la necessità di un pieno coinvolgimento del partito nelle scelte strategiche della coalizione, sia amministrative, che politiche, che parlamentari e pari dignità di tutte le componenti della coalizione senza la quale ovviamente il movimento Coraggio Italia si riterrà libero di effettuare scelte proprie su tutti i principali temi, a partire dall’elezione del Presidente della Repubblica“.

Nei giorni scorsi Giovanni Toti lo ha ribadito più volte: Silvio Berlusconi ha le carte in regola per salire al Quirinale, ma ci dev’essere ampia convergenza di forze politiche. D’altra parte, qual è davvero il “potere di ricatto” di Coraggio Italia in parlamento? In tutto 31 voti, 24 alla Camera (dove esiste un vero e proprio gruppo) e 7 al Senato (dove è solo una componente del gruppo misto). Sono pochi, ma potenzialmente pesanti in caso di maggioranze risicate, soprattutto dalla terza elezione in poi.

“Dal punto di vista dell’organizzazione – conclude la nota di Coraggio Italia – l’ufficio di presidenza ha deliberato di procedere già nei prossimi giorni alla nomina della direzione nazionale, all’interno della quale saranno definite specifiche responsabilità politiche, di dare corso alla nomina delle strutture di coordinamento regionali, anche con un compito di garanzia rispetto alla campagna di tesseramento che partirà non appena approvati i regolamenti necessari. All’interno della direzione nazionale verrà altresì individuato il gruppo di lavoro per l’analisi e la definizione finale dello Statuto”.

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