Percorso

Cessione Schneider, i sindacati chiedono: “Garanzie per i lavoratori e dettaglio degli investimenti”

Si è tenuto stamattina il secondo incontro tra i sindacati e la Semar

Schneider electric protesta

Savona/Cairo Montenotte. “Prospettive future per i lavoratori che ora hanno un contratto in somministrazione, dettaglio degli investimenti, presenza di Schneider che possa intervenire in caso di problemi“. Sono queste le principali richieste dei sindacati emerse durante il secondo incontro che si è tenuto stamattina con i vertici delle aziende interessate, Schneider e Semar nella sede dell’Unione Industriali di Savona. La scorsa settimana è stato ufficializzato l’avvio della procedura di cessione dello stabilimento di Bragno all’azienda fornitrice di Schneider.

Ancora un piano poco dettagliato che i sindacati sperano di poter avere in occasione dei prossimi appuntamenti il 3 e il 14 dicembre. Conferma delle anticipazioni della scorsa volta: “Semar intende continuare la produzione dei trasformatori che fanno ora con aggiunte dal punto di vista tecnologico e elaborazione in futuro di ulteriori prodotti nel campo energetico in funzione del fatto che la domanda di energia elettrica salirà”, ha spiegato Andrea Mandraccia Fiom Cgil.

L’aspettativa dei sindacati è di ottenere riferimenti puntuali sugli investimenti e sulle prospettive future: “Su molte cose è difficile pressochè impossibile che ci siano forniti i dettagli, su altre abbiamo chiesto maggior precisione, anche dal punto di vista economico. Sono previsti 6 milioni di investimento, vorremmo capire come sono impiegati“.

Dal 2023 la produzione sarà spostata in un nuovo stabilimento e Cgil, Cisl e Uil manifestano ancora una volta la loro preferenza verso un sito acquistato perche in questo modo Semar “dimostra  al territorio la volontà di investire e di radicare la loro presenza qui“. La scelta del nuovo stabilimento sembrerebbe limitata alla Valbormida ma non si conoscono ancora quali potrebbero essere le opportunità, l’azienda cerca un sito che abbia un’area di 7mila metri quadri, quello attuale è di 5mila di cui dedicati alla produzione 3500.

Sono richiesti anche impegni sul fronte occupazione: “Vorremmo sia mantenuta la contrattazione integrativa che adesso i lavoratori hanno in attesa del passaggio con Semar e il contratto di lavoro subordinato per i lavoratori in somministrazione”. I sindacati auspicano anche che per i primi 5 anni “Schneider oltre a dare ordini possa intervenire qualora ci fossero dei problemi”. La procedura di cessione è aperta e si concluderà il 30 dicembre, il passaggio dei lavoratori a Semar avverrà l’1 aprile.

In attesa di questo appuntamento i sindacati avevano manifestato la loro apprensione per le garanzie occupazionali e per i dettagli del piano industriale, già illustrato solo per sommi capi era nell’incontro del 5 novembre.

Schneider aveva annunciato a fine settembre di voler rinunciare allo stabilimento dell’entroterra savonese e cederlo alla Semar Srl (fornitrice della stessa Schneider) di Castelfidardo a Rimini. La comunicazione aveva messo immediatamente in allarme i sindacati preoccupati dal licenziamento dei lavoratori e di un calo, quindi, dei livelli occupazionali (ad oggi sono 130 i dipendenti impiegati).

Nelle settimane scorse per protestare contro la decisione dell’azienda i lavoratori avevano formato un picchetto volontario davanti alla sede valbormimdese e si è tenuto uno sciopero indetto dai sindacati con un corteo che ha attraversato la città di Cairo Montenotte.

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