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Savona 2021, Daniela Poggi a IVG.it: “La prossima amministrazione incentivi la cultura, non i palazzinari” video

L’attrice e conduttrice tv si racconta: "Ho un ricordo meraviglioso della mia terra, appena torno mi riviene l’accento"

“Mare ed entroterra, uniti al cielo, sono la mia forza per andare avanti”. Così Daniela Poggi sintetizza le sue origini fra Savona e Albissola Marina, indissolubili nonostante non vi risieda da tempo. In un’intervista esclusiva a IVG.it la famosa attrice e conduttrice televisiva racconta di essere nata in via san Giovanni Bosco e nel capoluogo di aver vissuto i primi due anni e frequentato il collegio delle suore Rossello e le scuole medie. In mezzo il trasferimento nella “città della ceramica”, in via Magroria, e il ritorno “all’ombra della Torretta”, in piazza Martiri della Libertà.

“Ho un ricordo meraviglioso della mia terra – afferma – per me Savona è il primo bacio e le passeggiate in via Paleocapa con il mio fidanzatino, Albissola Marina la prima classe delle elementari e la prima volta che papà mi ha ‘buttata’ in acqua. Mi sento ligure sotto tanti punti di vista: alle spalle le colline rappresentano la volontà ferrea, di fronte il mare sconfinato ispira il desiderio di spaziare all’infinito e viaggiare. La mia vita ha una forma marinara: ho bisogno di andare lontano ma contemporaneamente ritrovare un punto di riferimento”. L’attrice racconta di non aver mai imparato il dialetto ma “mi diverte la cadenza, così come il mugugno, e appena torno in Liguria mi riviene subito l’accento”.

Dal passato il pensiero va al presente ma resta ancorato al capoluogo, oramai prossimo al ballottaggio per l’elezione del nuovo sindaco, che sarà uno tra l’avvocato Marco Russo e il dottor Angelo Schirru, e Daniela Poggi, in passato anche assessora comunale a Fiumicino, dispensa utili consigli ai futuri amministratori. “Incentivate l’assessorato alla cultura, perché disponga di un budget per produrre spettacoli e arte, che sono l’espressione viva e quotidiana di una città, anche in spazi recuperabili – invita – Ascoltate le associazioni del settore e cercate di capire cosa hanno fatto e vorrebbero fare, perché sono la base della società”.

“Più che imporre divieti promuovete la conoscenza e il rispetto della natura, ad esempio facendo incontrare i bambini con gli animali, e portate i giovani ad amare l’agricoltura – prosegue – Sarebbe bellissimo se apriste centri d’ascolto sia per le donne sia per i malati di Alzheimer e le loro famiglie. Insomma potete fare tantissime cose, basta che abbiate occhi, orecchi e il cuore attenti alle persone e non mettiate al centro gli interessi privati di chi costruisce palazzi su palazzi con il cemento”.

Dall’amata Liguria il discorso passa poi allo status quo dello spettacolo. “Il lockdown è stato la catastrofe, ora è più complicato – spiega Poggi – escono notizie nuove ogni giorno, si vive solo di festival e l’obbligo del Green Pass lede chi vuole scegliere diversamente ma che deve essere rispettato in nome della libertà di espressione garantita dalla Costituzione”. Secondo l’attrice “l’Italia non investe nella cultura da trent’anni: non si avverte l’amore verso il mestiere artistico né il bisogno di nuove produzioni, soprattutto indipendenti e sperimentali, il nostro lavoro è considerato un hobby e la gente crede che siamo tutti ricchi”.

Il suo augurio è “che gli artisti trovino nuove forme per esprimersi, ad esempio nel teatro, che non può essere trasmesso a distanza ma è contatto con il pubblico in uno spazio vivo”. Un contatto di cui lei stessa non farebbe a meno: “Ho necessità di comunicare e avere familiarità con chi ha piacere di seguirmi. Un attore è in continuo rapporto con la vita, gli altri e le emozioni”. L’importante è non farsi travolgere dalla notorietà: “Mi ritengo una persona normale e quando non lavoro ho i problemi di tutti. Per me avere successo significa che un mio film riceve un premio o il pubblico viene a vedermi a teatro”.

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