Contrari

“Noi qui, altri al lavoro col certificato fascista”: a Savona la protesta no green pass fotogallery

Il presidio organizzato nello stesso giorno in cui scatta l’obbligo di green pass sui posti di lavoro pubblici e privati

Presidio in piazza Saffi no green pass

Agg. ore 14.50 La presidente del CdA di Cooperarci ha voluto prendere le distanze dallo striscione apparso questa mattina in piazza e “firmato” da alcuni lavoratori della società (leggi qui).

Savona. L’obbligo di green pass sui posti di lavori pubblici e privati è ormai realtà da poche ore e anche a Savona – così come in molte città italiane – le piazze iniziano a scaldarsi per protestare contro il provvedimento del governo Draghi.

Questa mattina, in piazza Saffi, davanti alla prefettura è andata in scena la nuova protesta organizzata dalla Cub savonese per manifestare contro l’obbligatorietà della certificazione verde. Si tratta di un nuovo presidio dopo il corteo organizzato lunedì scorso.

I manifestanti si sono dati appuntamento dalle 8 alle 12. A radunarsi in piazza Saffi un centinaio di persone che hanno voluto raccogliere “la decisa contrarietà di centinaia e centinaia di lavoratori, cittadini, studenti e antifascisti savonesi, contrari alla pretesa del Governo Draghi di imporre ai lavoratori di poter accedere ai luoghi di lavoro, studio e vita sociale solo attraverso l’esibizione di un lasciapassare punitivo e discriminatorio verso chi non ha accolto l’invito alla vaccinazione anti covid-19”.

IL PRESIDIO IN PIAZZA SAFFI

Diversi gli interventi (anche dai toni molto accesi) che si sono susseguiti nel corso della protesta. Infermieri, portuali, personale scolastico: una piazza ricca di sfumature della società civile che ha voluto dire no all’obbligo di green pass: “Noi qui, altri al lavoro con il loro certificato fascista” , è stato il duro commento del titolare di un negozio savonese.

“L’invito che rivolgiamo a tutti è quindi di, in questa giornata, non presentare al datore di lavoro alcun certificato, lasciarsi allontanare dal luogo di lavoro, partecipare al presidio e dimostrare così che questa misura, oltre che discriminatoria e lesiva della dignità e dei diritti delle persone, non solo non ha alcuna valenza sanitaria ma è anche pesantemente nociva all’economia e all’organizzazione del lavoro, privando i dipendenti della giornata di stipendio ma anche i datori di lavoro della prestazione lavorativa cui dovranno, noi riteniamo controvoglia, rinunciare” ha ricordato il Cub savonese.

“In pratica, con queste modalità, il Governo ci autorizza a scioperare ogni volta che vorremo, senza peraltro dover formalizzare alcuna comunicazione ma semplicemente dichiarando la nostra impossibilità a prendere servizio, poiché non abbiamo potuto (per qualsiasi motivo) eseguire il previsto tampone” ha concluso il sindacato.

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