Rigetto

Mussolini cittadino onorario di Finale, respinta la mozione di revoca. Il sindaco: “Non si riparano gli errori del passato falsificando la storia”

Undici consiglieri hanno votato contro, mentre i favorevoli sono stati solo quattro

Finale Cittadinanza Onoraria Mussolini

Finale Ligure. Il consiglio comunale di Finale Ligure ha respinto la mozione con cui “Per Finale” chiedeva la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1927, una questione che aveva già alimentato scontro e dibattito nella cittadina finalese e che ora è tornata prepotentemente alla ribalta.

Già nei giorni precedenti la riunione del parlamentino finalese, il sindaco Ugo Frascherelli aveva annunciato l’intensione di preservare la cittadinanza onoraria conferita nel Ventennio, nonostante i reiterati solleciti da parte delle forze democratiche e dell’Anpi locale di istituire una commissione per tale revoca. Una decisione che, inevitabilmente, aveva scatenato molteplici proteste.

Chiamato a votare rispetto alla mozione, oggi il consiglio comunale si è dimostrato piuttosto compatto: undici consiglieri hanno votato contro, mentre i favorevoli sono stati solo quattro.

“Togliere la menzione di Mussolini dall’elenco delle persone cui è stata conferita la cittadinanza onoraria non è forse un falso storico? – si domanda il sindaco Ugo Frascherelli – Ha senso revocare la dedicazione di una piazza a Mussolini, anche se morto, per quel che ha significato nella storia di questo paese. Ma quella targa non dedica assolutamente nulla, semplicemente attesta quel che fu”.

“Ma poi: quale necessità abbiamo di fare un falso storico? Forse che togliendo la menzione di Mussolini, si cancella la storia ? Non è forse vero che gli fu conferita la cittadinanza onoraria? E allora che problema è? Ridare una verginità ai nostri nonni che evidentemente la pensavano diversamente da come oggi, alla luce della esperienza storica vissuta dal Paese, abbiamo la possibilità di pensare noi? Oppure accusare i nostri nonni per evidenziare che noi saremmo migliori di loro e avremmo fatto diversamente o che ci vergognano di loro?”

“Questa, tra tutte le motivazioni, é la più francamente fuori posto. Siamo sicuri noi, che al posto loro ( dei nostri nonni) collocandoci nella concreta situazione che essi vissero e noi non viviamo, avremmo fatto diversamente? Non si ripara agli errori del passato falsificando la storia”.

Tra le prime reazioni, quella del Partito della Rifondazione Comunista di Savona che in una nota afferma: “Finale Ligure vuole continuare ad avere Benito Mussolini tra i suoi cittadini onorari. Questo non è un punto ‘storico’. Semmai una infamia del passato che nel presente non passa”.

“Mussolini ha smesso di essere un cittadino italiano il 25 luglio 1943, quando il suo regime è crollato sotto il peso della guerra voluta da fortemente voluta. Mussolini è e rimane un criminale: il primo fascista, quindi il primo criminale per un Paese che è entrato nella pienezza della sua rinascita culturale, sociale e politica con la fine della monarchia, la proclamazione della Repubblica e l’approvazione della Costituzione”.

“Togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini in qualunque comune della Repubblica è un atto, seppur tardivo, di memoria attiva, di pratica della medesima e di ristabilimento della dignità di un ente locale che conserva nella sua storia ogni atto prodotto, ma che può smettere di fregiarsene. Il Comune di Finale Ligure ha perso oggi un’occasione importante per riconoscersi pienamente nei valori repubblicani e democratici che devono essere riproposti in ogni contesto sociale”.

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