Devastazione

Maltempo, gravi danni alle aziende agricole dell’entroterra savonese fotogallery video

Situazione drammatica: "I campi e i terreni agricoli sono diventati come una sorta di 'spiaggia nel fiume'..."

Savona. Se nel ponente savonese ad ora sono segnalati lievi danni dovuti ad allagamenti di varia natura, scenario di devastazione nelle zone del levante ed entroterra savonese per le aziende agricole del territorio: imprese vitivinicole impegnate nella vendemmia, quelle olivicole ma anche serre e altre strutture del settore sono state flagellate dall’ondata di maltempo e dalle violenti piogge della notte.

Le esondazioni nelle aree agricole a macchia di leopardo si sono associati ad allagamenti intensi, che hanno messo sott’acqua molte coltivazioni di stagione e molte produzioni.

Secondo una primissima stima colpiti i vigneti, gli ortaggi e le fronde ornamentali.

L’acqua ha invaso e sommerso campi, terreni e serre: allagamenti si sono registrati nel comprensorio savonese: per il comparto un’altra mazzata arrivata dall’allerta meteo che anche questa volta ha colpito le filiere agricole.

Gli operatori temono altri possibili danneggiamenti dovuti a frane, smottamenti e stati di dissesto conseguenti al maltempo di queste ore.

“Ad ora la situazione più critica è in località San Bernardo, nella zona del Santuario a Savona, dove i campi e i terreni agricoli sono diventati come una sorta di ‘spiaggia nel fiume’…” è il racconto di Andrea Pisacane, titolare dell’omonima azienda agricola.

“I nostri tecnici sono già al lavoro per monitorare la situazione, prestare aiuto alle imprese e iniziare la conta dei danni poiché ad essere colpite ci sono diverse aziende agricole con campi allagati, danni alle infrastrutture, stalle e castagneti sott’acqua – affermano  il presidente di Coldiretti Savona Marcello Grenna e il direttore provinciale Antonio Ciotta -. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici che si verificano sempre più spesso con eventi estremi, slittamento delle stagioni e alternanza tra siccità e gelate”.

“Purtroppo ormai, ogni volta che piove, si deve fare i conti con un terreno reso più fragile negli anni a causa dell’abbandono delle aree interne e dei mutamenti stagionali. Come avevamo evidenziato già ad inizio anno durante l’incontro con l’assessore regionale alle infrastrutture, ambiente, protezione civile e difesa del suolo, Giampedrone, ora più che mai, è necessario investire in manutenzione e infrastrutture, ovvero investire per il futuro” aggiungono da Coldiretti.

“Per questo, la realizzazione delle reti per l’irrigazione, la manutenzione degli acquedotti, dei canali di scolo e degli invasi artificiali (mediamente tratteniamo solo il 10% delle acque piovane), il riordino e l’aggregazione di tutti i consorzi irrigui, privati, pubblici o misti, la manutenzione e pulizia degli alvei dei fiumi e dei torrenti sono concetti imprescindibili per un piano strategico funzionale a medio-lungo termine. Una corretta gestione delle risorse idrogeologiche, oltre al semplice uso irriguo – concludono Boeri e Rivarossa -, apre anche una serie di opportunità che vanno dalla produzione di energia pulita, alla creazione di bacini adibiti ad attività turistiche e sportive, oltre ad essere fondamentale nella prevenzione e nella gestione degli incendi”.

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