Emergenza

Lupi nel savonese, nuovo attacco alle aziende zootecniche: “Risarcimenti e protezione per gli allevamenti”

CIA Savona chiede modifica legge regionale: "Risarcimenti congrui e più veloci per gli imprenditori danneggiati"

Vendone. Nuovo allarme lanciato dalle associazioni di agricoltori e allevatori per un altro attacco dei lupi nell’entroterra: così dopo le recenti segnalazioni in Val Bormida, varie pecore sono state sbranate nel corso della notte in un terreno agricolo di una azienda zootecnica, questa volta nell’albenganese, nel comune di Vendone.

L’attacco è avvenuto nelle ore notturne, in una zona abitata, dove non mancano case e allevamenti di bestiame. La scoperta da parte dei proprietari questa mattina, con l’immediata segnalazione alle autorità competenti.

Secondo quanto appreso il raid è opera di un branco di lupi che si aggira nei boschi della zona, a conferma dei numerosi avvistamenti negli ultimi tempi in varie aree della provincia savonese.

Nell’ultimo anno la presenza dei lupi nei nostri e nelle zone dell’entroterra è tornata a farsi sentire e non sono mancati gli attacchi nei confronti di aziende agricole, con greggi presi d’assalto: per molti allevatori un vero e proprio danno economico.

Per questo si alza nuovamente la voce per chiedere alla Regione Liguria una modifica della legge relativa ai danni provocati dagli animali selvatici, non solo cinghiali e ungulati, ma, appunto, anche i lupi. Tra le associazioni di categoria in prima linea CIA Savona: “E’ indispensabile rivedere la normativa e aiutare le imprese del settore per fronteggiare questa emergenza, con procedure più snelle e risarcimenti congrui ai danni economici subiti dagli imprenditori: le segnalazioni sono in continuo aumento” afferma il direttore Osvaldo Geddo.

“Non solo: anche le tempistiche per ottenere il risarcimento sono troppe lunghe e non in linea con le stesse esigenze delle attività zootecniche”.

“Auspichiamo, quindi, un rapido intervento e una azione decisa da parte dell’ente regionale, includendo nell’ambito risarcitorio anche le infrastrutture danneggiate, i muri a secco e gli stessi alberi da frutto, ad esempio, nel quadro complessivo dei danni provocati dalla fauna selvatica. Altro aspetto importante è quello di adeguare i risarcimenti alla zootecnia comprendendo le spese di termodistruzione delle carcasse”.

“Su questo tema, che riteniamo oggi prioritario, siamo pronti al confronto e al dialogo, ma pretendiamo risposte concrete per i nostri associati, in particolare in un momento come questo di ripartenza e rilancio delle filiere agricole nel nostro territorio” conclude il direttore Geddo.

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