Precisazioni

Lupi nel savonese, Aisa: “Animali fondamentali per l’equilibrio naturale, in atto crociata vergognosa”

"Ci riserviamo di denunciare all'autorità giudiziaria per procurato allarme chiunque diffonda notizie infondate o non comprovate tali da diffondere panico immotivato"

Cucciolo Lupo

Savona. “Ciò che si sta vergognosamente verificando è una crociata contro i lupi a prescindere dalla loro (inesistente) pericolosità. Pertanto, d’ora in poi ci riserviamo di denunciare all’autorità giudiziaria per procurato allarme chiunque diffonda notizie infondate o non comprovate sui lupi o tali da diffondere panico immotivato tra la popolazione”. Ad affermarlo sono i rappresentanti del Comando Regionale Guardie Ecozoofile della sezione ligure dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale.

L’appello a tenere “giù le mani dai lupi” fa seguito a quanto avvenuto a Vendone, dove un gregge ha subito “un attacco, che è stato attribuito da taluni giornali ai lupi, peraltro riteniamo in modo arbitrario e senza alcuna prova (pare ci si sia basati semplicemente sul fatto che ‘alcuni’ avrebbero avvistato branchi di lupi vagare sul territorio). Tanto è bastato per scatenare da parte di alcuni lettori, reazioni che appaiono come minimo allarmistiche, del tutto fuorvianti e pregne di dichiarazioni assurde. Come, ad esempio, il fatto che i lupi sarebbero stati immessi sul territorio o che costituirebbero un pericolo anche per gli esseri umani”.

Rispetto a ciò, Aisa fa alcune precisazioni: “Nessuno ha immesso lupi in Italia. Dopo secoli di persecuzioni, dovute per lo più a ignoranza e credenze medievali, il lupo italiano è andato vicinissimo all’estinzione. A partire dagli anni ’70 ,grazie alla tutela operata dalla legge, la popolazione di lupi si è lentamente ripresa e ha ricolonizzato le nostre montagne”.

“Il lupo è fondamentale per l’equilibrio naturale. Costituisce, di fatto, l’unico predatore in grado di limitare gli ungulati, quali daini, caprioli, cinghiali. Appare quindi assurdo che vi siano persone che quasi ogni giorno scrivono ai giornali lamentele per i danni causati da caprioli e cinghiali, e poi chiedano di eliminare i lupi, unici agenti limitatori proprio di caprioli e cinghiali. A meno che queste perenni lagnanze non siano dovute solo ai danni prodotti dalla fauna alle colture, ma talvolta siano ‘una scusa’ per estendere la pratica della caccia, magari con il desiderio di sparare anche ai lupi”.

“Sottolineiamo inoltre che nella maggioranza dei casi, sia i presunti avvistamenti di lupi che le aggressioni alle greggi sono da imputarsi a cani di grossa taglia, lasciati colpevolmente liberi sul territorio o addirittura abbandonati e rinselvatichiti. Purtroppo il criminale fenomeno degli abbandoni non accenna a fermarsi, e oggi sono diffuse specie di cani molto simili ai lupi e in grado di trarre in inganno un osservatore non specializzato. Esempio, il cane lupo cecoslovacco, facilmente confondibile con un lupo vero”.

Aisa specifica ancora che “per poter attribuire ai lupi un attacco, occorrono studi accurati, ad esempio sui segni di morsi lasciati sugli animali da allevamento. Cosa che di solito non viene fatta, o per mancanza di risorse o perché è più semplice dare la colpa ai lupi”.

Infine, un dato “assolutamente importante: i lupi temono l’uomo. Non lo considerano una preda, ma un pericolo, perciò fuggono non appena ne avvertono la presenza. Sono diversi secoli che non si registrano attacchi da parte di lupi all’uomo in Italia, perciò ogni allarme in tal senso è ingiustificato”.

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