Iniziativa

Il gruppo consiliare Insieme per Spotorno dona una bandiera tricolore ai cittadini

La richiesta di Massimo Spiga e Francesco Pendola: "Sarà issata sul pennone della Piazza della Vittoria"

Bandiera Spotorno

Spotorno. In occasione del Consiglio Comunale del 3 novembre con ordine del giorno Conferimento cittadinanza Onorario al “Milite Ignoto” e della cerimonia del 4 novembre, che cade nel centenario della tumulazione del “Milite Ignoto”, i Consiglieri Spiga Massimo e Pendola Francesco, hanno scritto al sindaco di Spotorno, informando che doneranno ai cittadini di Spotorno, durante il Consiglio Comunale “una bandiera tricolore da issare sul pennone della Piazza della Vittoria, in attesa che le bandiere richieste in data 28 ottobre u.s. a mezzo Mepa dal comune di Spotorno, come da determinazione 859 siano disponibili”.

“‘Chi rispetta la bandiera da piccolo, la saprà difendere da grande’ scrisse Edmondo De Amicis – ricordano Massimo Spiga e Francesco Pendola , e per quanto possa sembrare una frase anacronistica rispecchia lo stato di un Paese che rischia di perdere l’amor proprio ed il senso di appartenenza. Fa ancora più male vedere issato e sventolare un ‘tricolore’ sgualcito e reso a brandelli dal tempo, lasciato issato sui pennoni davanti a simboli dello Stato Italiano. Bandiera, sostituita solo in occasione della cerimonia del 4 novembre, con una di piccole dimensioni. Una bandiera della Repubblica Italiana, scolorita, strappata dalla furia del vento, rende l’immagine di un territorio che ha poco a cuore il significato di quel pezzo di stoffa che rappresenta e ha rappresentato per molti italiani l’ultima ancora a cui aggrapparsi in tempo di guerra e di pace”.

“Sarebbe opportuno inoltre ricordare il del D.P.R. del 7 aprile 2000, n. 121, ovvero il ‘Regolamento recante disciplina dell’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici’: in esso, infatti, al Capo IV articolo 9.1 è scritto – concludono -: ‘Le bandiere sono esposte in buono stato e correttamente dispiegate; né su di esse, né sull’asta che le reca, si applicano figure scritte o lettere di alcun tipo’”.

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