Idee chiare

Alluvione Santuario, Russo: “Uscire dall’emergenza, fare prevenzione e spingere turismo e outdoor”

Il candidato sindaco è tornato per la seconda volta in pochi giorni nelle zone esondate: Santuario e Lavagnola. "Vicino ai savonesi, a partire da chi è più in difficoltà"

Marco Russo Savona

Savona.  “Uscire al giù presto dall’emergenza; fare prevenzione; spingere il rilancio attraverso turismo culturale, religioso e outdoor”. Sono le tre azioni che Marco Russo, candidato sindaco di Savona, indica per Santuario, così duramente colpito dall’alluvione dei giorni scorsi.

Per la seconda volta in pochi giorni Russo è tornato nelle zone esondate, cominciando da Lavagnola, dove una sessantina di residenti è rimasto per giorni senza gas e con grossi problemi alla rete fognaria.

“Il senso della mia campagna elettorale è stare vicino ai savonesi, a partire da quelli che sono più in difficoltà – ha detto – Sono un savonese che conosce il proprio territorio e che parla ai suoi concittadini, coprendo, un passo per volta, tutti i quartieri. Sto in mezzo alla mia gente, senza fare passerelle elettorali strumentali al voto”.

Russo ha aggiunto: “Sono salito insieme a Roberto Arboscello a Castel Sant’Agata e ridisceso a San Bernardo per constatare i danni e per parlare con commercianti, imprenditori e cittadini, portando loro il mio sostegno e la mia solidarietà. Arboscello ha dichiarato che vigilerà sull’iniziativa annunciata da Toti di avviare la richiesta di stato di calamità, e che monitorerà affinché l’iter si svolga nel modo efficiente senza lungaggini inutili. È una presa di posizione importante che ci rassicura”.

Ma questo non basta. “Riparare i danni è solo il primo, urgentissimo, passo da fare per Santuario – ha aggiunto – Poi c’è la prevenzione e anche il rilancio, da attuare attraverso il turismo, sia culturale che religioso, e l’outdoor”.

Il candidato sindaco ha spiegato: “Nelle scorse settimane ho già parlato ai cittadini di queste mie proposte per ridare linfa e vitalità alla zona. Così come ho già avviato un dialogo con la Fondazione Cima, vera eccellenza savonese, per quanto riguarda la prevenzione e la cura di un territorio tanto fragile come il nostro”.

E ha concluso: “Non possiamo, ogni volta, limitarci a fare la conta dei danni. Abituiamoci a guardare lontano, non solo all’oggi”.

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