Parola all'esperto

Alluvione al Santuario, il geologo: “Strada in zona rossa, andava chiusa. Il Comune si doti di rete di monitoraggio in tempo reale”

Un'altra delle criticità presenti sul territorio savonese è data dai ponti sul Letimbro, che secondo Scarpati "andrebbero rifatti in quanto sorretti da pile poste in alveo"

Savona. Un sistema di monitoraggio del territorio il più possibile in tempo reale. E’ questa, secondo il geologo Alessandro Scarpati, la “arma” in più che avrebbe permesso di ridurre i danni verificatisi a Savona durante l’allerta meteo di inizio settimana.

Questa mattina il geologo alassino (con un passato da consigliere delegato alla protezione civile in Comune ad Alassio e da assessore provinciale con delega alla difesa del suolo e protezione civile) ha partecipato alla manifestazione WhyBio in corso al Priamar di Savona ed ha fatto il punto della situazione rispetto alle mai troppo ben conosciute norme di autoprotezione da mettere in atto durante le allerte meteo. L’occasione è servita per fare il punto della situazione a seguito dei danni causati dall’ennesima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla nostra regione.

Secondo Scarpati, disponendo di un sistema di monitoraggio del territorio con aggiornamenti in tempo reale, Comune e protezione civile avrebbero potuto se non azzerare i problemi comunque ridurne la portata: “Ci sono Comuni che hanno in atto sistemi di monitoraggio del territorio molto puntuali. Penso a Quiliano, Alassio. Grazie a questi sistemi si possono mettere in atto azioni mirate: si conosce in tempo reale ciò che sta succedendo, si è consapevoli che le precipitazioni stanno superando determinate soglie, che i corsi d’acqua stanno andando in piena e dunque si possono realizzare azioni mirate in tempo reale. Se manca questo sistema di monitoraggio allora è necessario mettere in atto chiusure generalizzate (specie sulle zone a rischio) in caso di allerta arancione o rossa”.

E tra le zone più sensibili in caso di allerta meteo grave ci sono gli istituti scolastici: “Alcuni Comuni non chiudono le scuole, come Quiliano e Albisola, perché hanno piani di protezione civile che consentono ai ragazzi di andare a lezione in sicurezza. O che permettono loro restare all’interno dell’edificio in caso di un evento particolarmente critico. Se il piano di protezione civile non mette a fuoco queste situazioni e non pianifica tutto ciò in un determinato modo, allora le scuole vanno chiuse. Non si può rischiare di avere ragazzi che si recano a scuola collocate su strade a rischio inondazione in caso di pioggia intensa”.

Un’altra delle criticità presenti sul territorio savonese è data dai ponti sul Letimbro, che secondo Scarpati “andrebbero rifatti in quanto sorretti da pile poste in alveo. Questo genere di sostegni possono costituire un ostacolo nel caso in cui la piena trascina a valle alberi e grossi rami. Per di più ora è obbligatorio realizzarli a campata unica, proprio per evitare questi inconvenienti”. A Savona, tra l’altro, sulla carta delle aree inondabili del piano di bacino “i ponti sul Letimbro sono ‘rossi’ perché sormontabili dalla piena. Allo stesso modo la strada che porta al Santuario ricade in zona rossa e quindi è inondabile in caso di uscita del fiume, così come in effetti è successo. La strada andava chiusa”.

Scarpati ribadisce la necessità, per il Comune, di dotarsi di un sistema di monotoraggio in tempo reale: “Nel corso del mio intervento di questa mattina ho mostrato ai presenti grafici di Arpal che, nella loro sequenza di aggiornamento, hanno un ritardo di qualche minuto. Ma in caso di allerta meteo è necessario che gli operatori di protezione civile possano accedere ad una rete di monitoraggio propria, una rete che invia ai volontari segnali in tempo reale. E’ impensabile che in quel contesto ogni operatore vada sul sito Arpal, cerchi il dato, lo scarichi e lo analizzi. Specie perché, come detto, questi grafici hanno tra uno e l’altro un ritardo di un quarto d’ora. Qui in Liguria l’evoluzione delle situazione ha tempi strettissimi, tempi che impongono reazioni in tempo reale”.

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