Si entra nel vivo

Al via la prima settimana intera con obbligo Green Pass: quarto giorno di proteste al porto di Genova

Nel savonese l’obbligo del lasciapassare ha avuto effetti su trasporti, raccolta dei rifiuti, settore agricolo e non solo: ecco la situazione

Alla Suerte una serata dedicata ai giovani con il Green Pass

Liguria. È iniziata, questo lunedì 18 ottobre, la prima settimana intera con l’obbligo di Green Pass per accedere al lavoro. Il provvedimento è attivo dallo scorso venerdì, ma entra nel vivo a partire dalla giornata odierna. 

La situazione, a livello nazionale, parla di oltre 2 milioni di certificati scaricati nel solo fine settimana, ma non tutti correlati al vaccino. Anzi, la stragrande maggioranza sarebbero collegati ai tamponi. 

Mentre a Trieste, nella mattinata odierna, è iniziato un massiccio intervento della polizia per liberare il porto, da giorni teatro di presidi, anche con l’ausilio degli idranti, a Genova è il quarto giorno di protesta contro l’obbligo del lasciapassare sui luoghi di lavoro. E anche a Savona non sono mancati presidi e cortei

A Genova la protesta si è tradotta quasi esclusivamente sul fronte del porto, dove dalle prime ore di questa mattina, però, sono stati liberati alcuni dei varchi di accesso per far defluire il traffico dei mezzi pesanti ed evitare il blocco della circolazione in città.

La decisione è frutto di un serrato dialogo tra la polizia e lo zoccolo duro della protesta. Una soluzione di compromesso che consente ai manifestanti di tenere vivo il presidio principale a varco Etiopia, a Sampierdarena, dove al momento ci sono alcune decine di persone, auto parcheggiate e una sorta di accampamento con viveri e giacigli.

Ma di fatto, attraverso gli altri varchi (Albertazzi, San Benigno, Messina) e la viabilità interna al porto di nuovo liberata, i tir merci, i mezzi che trasportano passeggeri e quelli di servizio, come i camion di Amiu, vengono fatti passare. Al momento non sono segnalati troppi problemi per la viabilità della zona. Sul posto presenti comunque diverse pattuglie della polizia locale, oltre ovviamente a polizia di Stato e carabinieri.

Ai presidi ai varchi non solo lavoratori del porto di Genova, anzi. Sono molti i lavoratori di altre categorie e i manifestanti arrivati da altre città (qualcuno anche dall’estero). Presenti gruppi di anarchici e alcuni esponenti nel comitato Libera Piazza – no green pass.

Il porto è operativo anche sulle banchine, al netto di qualche rallentamento. Prosegue, ma senza sostanziali blocchi, anche la protesta al terminal Psa di Pra’ con un presidio dei lavoratori.

Nel savonese, come abbiamo visto da venerdì, l’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass ha avuto effetti (in forma minore rispetto alle attese, va precisato) sia sui trasporti (QUI la notizia) che sulla raccolta dei rifiuti (QUI la notizia), fino al settore agricolo (QUI la notizia). Vista l’altissima richiesta di tamponi, inoltre, IVG.it ha realizzato un servizio ad hoc sulle farmacie della nostra Provincia (QUI trovi elenco, con tanto di sconti, convenzioni ed abbonamenti). 

“Quella che inizia oggi è la prima settimana in cui si tornerà al lavoro con l’obbligo di Green Pass, entrato in vigore venerdì scorso e auspico che in ogni settore si possa riprendere l’attività in modo ordinato, come accaduto venerdì scorso. Organizzazioni sindacali, aziende e singoli lavoratori hanno dimostrato grande senso di responsabilità: chi non condivide le scelte del governo ha diritto di manifestare il proprio dissenso ma senza blocchi e proteste violente perché la libertà di pochi di non vaccinarsi non dovrebbe incidere sulla libertà della gran parte dei liguri e degli italiani che invece ha scelto la strada maestra della vaccinazione per proteggere se stessi e gli altri, consentendo al Paese di tornare a vivere”. Così il presidente della Regione Liguria e assessore alla sanità Giovanni Toti.

Ma sarà prevedibile un “caos tamponi”, almeno secondo Cartabellotta (Gimbe), come riportato da Radio Cusano Campus: “Prevedibile caos tamponi con 3,8 milioni di lavoratori non vaccinati, senza un adeguato potenziamento non è possibile garantire questo tipo di servizio. Le prime dosi sono aumentate negli ultimi giorni, ma la spinta più immediata e visibile il Green pass l’ha data sui tamponi. Obiettivo 90% vaccinati realistico, ma sul 10% di zoccolo duro no vax è molto difficile intervenire in assenza di un obbligo vaccinale”.

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