Il ricordo

“Sembrava un film, ma è mancato il lieto fine”: il dottor Amnon Cohen ricorda l’11 settembre

"Ogni 11 settembre, tranne gli ultimi anni causa covid, prendiamo un aereo. È un modo per dire ai terroristi: non ce la farete"

Savona. “Ero in pausa, durante un convegno medico, fuori Savona. Stavo prendendo un caffè quando la televisione ha trasmesso quelle immagini terribili di quando le Torri Gemelle venivano colpite da un oggetto che, all’inizio, non si capiva cosa fosse”.

Lo ricorda così quell’undicesimo settembre di vent’anni fa, il giorno dopo il suo compleanno, il noto e amato pediatra Amnon Cohen, già primario al San Paolo, israeliano di nascita ma savonese di adozione.

“Sembravano le sequenze di un film drammatico, un film al quale però è mancato il lieto fine, perché era tutto terribilmente vero”. Poi mentre ci racconta, aggiunge “ma l’importante è il dopo. Ogni undici settembre, tranne gli ultimi due anni a causa dei covid, noi prendiamo un aereo: andiamo in aeroporto. Ed è questo l’unico modo per dire ai terroristi: non ce la farete”.

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