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Savona, il ministro Giorgetti incontra i lavoratori del porto: “Funivie? Occorre semplificare, non è possibile che servano 20 mesi” fotogallery

Commento sulle elezioni comunali: "Servono squadra compatta e candidati sindaci bravi, a Savona abbiamo entrambi"

Savona. “E’ stato un momento di confronto utile per capire le cose che anche il governo può fare e su cui finora non ha messo adeguatamente la testa. Non c’è niente di facile ma i problemi vanno affrontati: mi riferisco a Funivie ma anche ad altri casi come Sanac o Piaggio, dove dobbiamo cercare di accelerare“. Questo il commento a caldo di Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, questa mattina a Savona al termine di un incontro con i lavoratori del porto.

Il tema più scottante, ovviamente, è stato quello di Funivie con i vagonetti fermi dal 2019, 70 persone a rischio licenziamento e, all’orizzonte, una gara europea che obbligherà ad attendere almeno altri 20 mesi per vederle tornare operative. “I passi avanti si possono fare, ma naturalmente ci vuole il contributo di tutte le parti coinvolte – è il monito di Giorgetti – Ad esempio su Funivie credo che il contributo che un intervento rapido e tempestivo può dare in termini ambientali e occupazionali sia assolutamente coerente con la filosofia della Next Generation EU. Dobbiamo riuscire a entrare nel concreto, e qui ci sono delle situazioni in cui quel tipo di logica può dare effettivamente un contributo. Ma serve che vengano snellite le procedure: non è possibile che servano una gara europea e 20 mesi di tempo per trovare una soluzione a un problema che esige una risposta in tempi rapidissimi. Tutto lo sforzo di semplificazione deve calarsi sulle situazioni concrete, non può restare una norma teorica di principio”.

Ora lo spettro da scongiurare è quello dei licenziamenti, e da più parti è già stata invocata una proroga almeno temporanea della cassa integrazione: “E’ un problema che non riguarda solo Funivie, anche in altre realtà savonesi gli ammortizzatori rischiano di terminare – spiega il leghista – Più complessivamente il ministro Orlando ne ha già parlato in consiglio dei ministri: stiamo immaginando di non lasciare le famiglie senza forme di aiuto. Però, come ho detto, da un lato dobbiamo ragionare con le garanzie e l’assistenza, ma dall’altro dobbiamo impegnarci tantissimo per fare in modo che riprendano le opportunità di lavoro, perché questo è quello che in realtà ci chiedono i lavoratori che oggi sono in cassa integrazione”.

Lungo confronto anche con i lavoratori del porto: “Ho avuto un confronto molto stimolante con la Compagnia – racconta il ministro – Ci sono problemi che derivano dal passato, come quello dell’amianto, ma anche sfide per il futuro. E’ chiaro che il lavoro nel porto cambia, come cambia il tipo di contributo lavorativo che deve essere dato; bisogna tutelare la specificità di questo lavoro ma anche accompagnarlo nella sua trasformazione con adeguata formazione legata alle nuove esigenze che oggi il porto richiede, diverse da quelle di 40 anni fa”.

Tra i lavoratori presenti anche quelli di Sanac, messi a repentaglio dalla situazione di Arcelor Mittal. Sulla questione Giorgetti sottolinea: “Se devo calcolare il tempo che ho dedicato ad Arcelor Mittal al ministero credo sia la vicenda che mi ha occupato di più. Siamo impegnatissimi, anche con i nuovi amministratori che finalmente sono entrati in società. I sindacati sono ancora in attesa di un piano industriale che tarda ad arrivare mentre le nuova società che ha visto finalmente l’ingresso del Governo nel Cda ha chiesto ulteriori 13 settimane di cassa integrazione”.

“Più volte il presidente Bernabé è stato a Taranto per capire la situazione – ha aggiunto il ministro – Speriamo per la metà di ottobre di avere un piano condiviso anche con Arcelor Mittal. Ricordo che in questo momento il problema non è tanto di mercato, anzi di acciaio c’è tanta necessità e i prezzi sono alle stelle. Il problema è riuscire a trovare e ricondividere un piano di sviluppo con l’azionista privato, che come sappiamo è un azionista ‘particolare’. Siamo al 50%, dobbiamo fare in modo che le nostre prospettive di sviluppo di un acciaio ‘ambientalmente compatibile’ siano condivise dal socio privato. Noi, come Stato e Governo, intendiamo mettere tante risorse peraltro già previste nel Pnrr; vorremmo che anche il socio privato condividesse questo spirito e questa voglia di investimenti”.

Chiusura rapida sulle elezioni comunali, che a Savona vedono la Lega supportare come candidato sindaco l’ex primario Angelo Schirru: “La formula su cui puntare è avere candidati sindaci bravi e, dietro, una squadra compatta. Qui mi sembra che la squadra ci sia, e tutti mi parlano un gran bene del nostro candidato sindaco…“.

All’incontro con il ministro Giorgetti, anche l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Andrea Benveduti. “Il consolidamento e il rilancio dell’industria del savonese passa anche attraverso la soluzione di annose criticità, che pregiudicano storiche imprese con prospettive di futuro – commenta – Intensa mattinata a Savona col ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, Rixi, Ripamonti e Campomenosi, incontrando, come primo step, i lavoratori portuali della Culp e i delegati sindacali del territorio. Molti i temi. In particolare, Funivie, per le quali abbiamo ribadito l’indispensabilità di un pronto affidamento delle opere di ricostruzione ed un commissariamento della concessione e dell’operatività finalizzata a definire nuove opportunità di business e Sanac, per risolvere finalmente l’ormai urgente questione dell’integrazione con ex Ilva e relativa salvaguardia di occupazione e attività”.

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