Motivare gli elettori

Savona 2021, Ravera (Sinistra per Savona): “Fare i capricci per posto in giunta non serve ai cittadini”

"In campagna elettorale bisogna fare capire quali siano i programmi"

marco ravera

Savona. “Fare i capricci per un posto in giunta, minacciare un’altra istituzione, fare slogan fuorvianti e vagamente minacciosi non va bene se siamo in campagna elettorale, perchè non aiuta i cittadini”.

A dirlo è il candidato Marco Ravera di Sinistra per Savona, che afferma: “E’ quindi il momento che liste, partiti e candidati debbano dare il meglio di sè per motivare gli elettori a votarli. Già: dare il meglio di sè. Credo che, se partiamo da questo punto di vista, la situazione sia molto sconfortante”.

“Prendiamo ad esempio tre fatti – argomenta Ravera -. Un candidato infiamma la campagna elettorale affermando che il suo candidato sindaco deve dichiarare pubblicamente che sarà lui il vicesindaco, altrimenti se ne va e, come nelle migliori tradizioni dei bambini dispettosi, visto che il pallone (leggi il pacchetto delle preferenze) è suo, si porta via il pallone. Un leader (scusate l’esagerazione) politico infiamma la sua piazza dicendo di voler dare una sveglia al Prefetto, che poi sarebbe il rappresentate dello Stato e quindi del Governo (di cui il leader fa parte, ma pare che non se lo ricordi spesso). Aggiungiamoci anche lo slogan della destra in questa campagna elettorale ‘Facciamo piazza pulita’, uno slogan che nel tono non richiama un confronto democratico, ma altre modalità di intervento”.

“Insomma – riprende Ravera -, se in questa campagna elettorale la destra sta dando il meglio di sè c’è poco da sorridere, perchè, al di là di quelle che sono le posizioni politiche e le opinioni, chi si presenta per governare un’istituzione, qualsiasi essa sia, crediamo che debba avere il senso ed il rispetto delle istituzioni: fare i capricci per un posto in Giunta, minacciare un’altra istituzione, fare slogan fuorvianti e vagamente minacciosi non va bene, perchè non aiuta i cittadini a capire quali siano i programmi e quindi l’idea di città delle varie parti in competizione, favorisce il conflitto e soprattutto aumenta la sfiducia nei confronti delle istituzioni. Avere il senso dello Stato è questo: credere nella democrazia per migliorare la vita di tutti. Se l’esempio è questa campagna elettorale, non c’è da essere contenti”.

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