Proposte

Savona 2021, da Franco Fenoglio 17 idee per la città

"Il decreto 'sostegni bis' ha stanziato una prima tranche, pari 40 miliardi, anche per i comuni cui seguiranno i soldi dell’UE"

Municipio Savona

Savona. Il decreto “sostegni bis” ha stanziato una prima tranche, pari 40 miliardi, anche per i comuni cui seguiranno i soldi dell’UE. Così, per Savona, si aprono molteplici possibilità e Franco Fenoglio, presidente dell’Uppi, il sindacato di proprietari, attivo in città da 33 anni, formula da candidato al consiglio comunale tra le fila di “RiformiAmo Savona” per Marco Russo proposte per la città di Savona.

“Sul fronte delle locazioni abitative – spiega – la legge 431/98 consente ai Sindaci la stipula di contratti locativi, con i proprietari disponibili, comprendente il subaffitto. Il Comune paga un canone ‘concordato’ al proprietario e riaffitta, a canone ridotto, ad un cittadino in difficoltà (come in altre città). Per quanto riguarda la disoccupazione serve un’equipe di specialisti (incubatore delle imprese) pagati dal comune, per guidare la nascita di nuove imprese individuali, per giovani e non”.

Capitolo associazioni no profit: “Sono una risorsa preziosa da sostenere con forza, in particolare quelle che aiutano invalidi ed anziani”. Sul fronte dei tributi (IMU ed altri) “vanno rimodulati, secondo principi di equità e razionalità”.

Per Fenoglio anche il Puc, il Piano Urbanistico Comunale, va “modificato. Serve un freno al consumo del territorio, sì soprattutto a ristrutturazione con efficientamento energetico e a novità come prati pensili e giardini su tetti piani ed altre soluzioni ecologiche. Sì a demolizione e ricostruzione di edifici anche con trasferimento di cubature in altre zone più vivibili. Serve una scelta condivisa per Orti Folconi e piazza del Popolo, con finalità fruibili per la collettività. Dal punto di vista dei servizi comunali, ok alla digitalizzazione, ma attenzione la telematica aggrava l’isolamento degli anziani ed occorre rimediare. Sono da potenziare i servizi sociali comunali ed anche l’organico del comune è sottodimensionato”.

Per Fenoglio bisogna “ottimizzare l’uso degli immobili comunali. Per San Giacomo e Priamar si facciano convenzioni con le associazioni no profit per gestirli. E la vecchia piscina?”. E serve anche un assessorato ai quartieri: “Ne serve uno specialmente per quelli colpiti dalle frane e afflitti da altri vecchi problemi, perchè Savona non è fatta solo da corso Italia”.

Dal punto di vista della mobilità, “chiudere solamente altre vie al traffico veicolare vuol dire deviarlo su strade alternative, intasandole e rendendole invivibili. Bisogna capire che l’auto, per l’anziano ed un disabile, è un sussidio indispensabile. Serve un vero piano parcheggi, non solo di cornice, anche interrati, tramite soldi pubblici e privati. Il parcheggio ex Italgas, intanto, si può sopraelevare”.

E anche il regolamento edilizio “va aggiornato alle esigenze dei cittadini e dei commercianti e, nella commissione edilizia, va aggiunto il rappresentante dei proprietari”.

Esistono poi delle “zone disagiate: la zona fra corso Mazzini e Colombo è periodicamente allagata dalle forti piogge. Tanti che vi abitano sono danneggiati, ma nonostante tutto pagano le tasse come tutti gli altri”. Sul fronte del commercio quello “al dettaglio va aiutato davvero con un piano straordinario e STOP a nuovi supermercati”.

Capitolo Letrimbro: “Il sindaco dovrà provvedere perché il tratto piano venga liberato dai sedimenti, per evitare esondazioni, curando le condizioni della foce che sono critiche da tempo”.

Per Fenoglio “democrazia è partecipazione: sì quindi a commissioni consultive che funzionino, con le associazioni che si occupano di sport, cultura, storia locale, turismo, casa, ambiente, animali, commercio ed altro”. Sul fronte della zonizzazione acustica, il piano acustico è “un documento che esiste solo sulla carta, molto importante, che nessuno conosce perché i limiti delle immissioni sonore sono costantemente violati, con danni ai cittadini”.

Per il candidato esiste anche un problema di “classi pollaio a scuola: non è più possibile che i nostri ragazzi stiano in classi troppo numerose. Anche qui l’amministrazione comunale, per le sue competenze, dovrà reperire nuovi spazi creando, ove possibile, sopraelevazioni e adattamento degli edifici scolastici”. In ultimo, sul fronte di sicurezza e ordine pubblico, questi “si ottengono rimuovendo le cause che favoriscono la delinquenza, mentre l’azione poliziesca è un palliativo, che non risolve alla radice”.

“Quanto sopra va finanziato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, utilizzando correttamente i finanziamenti europei. Ma soprattutto è l’amministrazione comunale che deve attivarsi a realizzare almeno i progetti, altrimenti i finanziamenti, in mancanza dei progetti, com’è successo di recente nel comune di Savona, andranno miseramente in fumo”.

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