Oggi è la giornata internazionale della sindrome Fetoalcolica, ecco di cosa si tratta - IVG.it
Neurosviluppo

Oggi è la giornata internazionale della sindrome Fetoalcolica, ecco di cosa si tratta

Il punto di vista dei terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva della Liguria

gravidanza

Savona. Oggi si celebra la giornata internazionale della sindrome Fetoalcolica, con l’intento di rievocare il numero 9 tipico di una normale gestazione gravidica. La sindrome fa parte dei disturbi del Neurosviluppo e come tale il terapista della neuro e psicomotricità (T.N.P.E.E.) può intervenire sulla sintomatologia.

“Nel mondo, con significative varianze in base ai Paesi e le zone di benessere psicosociale, la percentuale di bambini affetti da questa sindrome corrisponde a circa l’1% della popolazione infantile – spiegano dall’ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Savona, Genova e Imperia -. La sindrome Fetoalcolica dipende dall’influenza dell’alcool sulla maturazione e sviluppo del sistema nervoso infantile nel periodo uterino, una esposizione a tale sostanza determina nel bambino una dismaturazione encefalica che può portare a significativi ritardi nello sviluppo e nella maturazione globale, che possono, a lungo termine, dare luogo a deficit intellettivi e/o adattivi e/o comportamentali se non vengono precocemente ed idoneamente intercettate e trattate”.

“Le donne che consumano alcool con regolarità, nell’Unione Europea, sono circa l’84%, il 33% delle donne italiane ne continua l’uso anche nel periodo della gravidanza, mentre il 34% delle donne consuma alcool nel periodo dell’allattamento, ovvero nel periodo successivo al parto: poche di loro sono al corrente, però, che il consumo di alcool incide in modo significativo sulla possibilità di concepire, espone a un altissimo rischio di aborti e ancor di più incide sulla maturazione ed evoluzione di un embrione, di un feto e anche di un bambino allattato. Il consumo di alcool in gravidanza deve essere completamente sospeso: non esiste, infatti, alcun dosaggio alcolico minimo consigliabile capace di proteggere o tutelare una vita embrionale o fetale in evoluzione; se il consumo di alcool di una donna in gravidanza è elevato si può venire a creare la condizione di sindrome Fetoalcolica”.

Per questa ragione, proprio in questa giornata l’ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Savona, Genova e Imperia vuole affrire alcune informazioni sulla sindrome.

Cosa comporta la Sindrome Fetoalcolica ? Come prevenirla?

La Commissione di albo dei Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) dell’Ordine TSRM e PSTRP di Genova, Imperia e Savona ci racconta come può manifestarsi a livello clinico la sindrome, in modo da poter individuare la patologia il più precocemente possibile: “La sindrome Fetoalcolica ha alcuni caratteristici tratti somatici, anche di natura facciale, oltre che con manifestazioni cliniche primigene di ritardo nella evoluzione del linguaggio, nella maturazione delle competenze neuro-psicologiche e nell’evoluzione delle competenze motorie e adatti-ve”.

Spiega la dottoressa Eugenia Dufour, presidente della Commissione di albo dei TNPEE: “Quest’ultime possono acquisire una importanza molto rilevante nella maturazione e nello sviluppo del bambino: compiti autonomici semplici, quali la cura del sé, l’alimentazione, l’igiene, possono rivelarsi difficili per bambini che mostrano difficoltà di concentrazione e gesti motori globalmente impacciati. Possono notare poi, che gli altri bimbi, in tali compiti, non mostrano difficoltà e provoca-re un forte imbarazzo e stress, soprattutto nelle fase di sviluppo in cui è tipico il confronto con i pari”. Continua la dottoressa Eugenia Dufour: “Nel tempo, se non trattate, tali difficoltà possono genera-re un fortissimo senso di frustrazione nel bambino, che può portare a comportamenti aggressivi o di isolamento dai coetanei, o persino alla fuga e al ritiro dalla relazione con gli adulti che stentano nel supportarli e comprenderli”.

Prevenire la F.A.S. è possibile al 100%, azzerando il consumo d’alcool nel periodo gravidico e controllandone il consumo durante il periodo dell’allattamento (p.e. astensione dal consumo alme-no 3 ore prima del momento dell’allattamento). In genere per le donne che consumano regolarmente e in dosi ingenti l’alcool, o per donne che vivono in contesti in cui è molto alto e consueto il consumo ingente e regolare di alcool, può non essere facile smettere, soprattutto in un momento partico-larmente critico e complesso (a livello fisico e psichico) come la gravidanza. Risulta in tal caso fon-damentale farsi sostenere e supportare in un percorso strutturato (grazie anche all’aiuto di Ostetri-che, Psicologi perinatali, Ginecologi, …), un percorso capace di travalicare la vergogna e l’imbarazzo sociale dato da una dipendenza.

Come sostenere i bambini, i ragazzi, con la sindrome Fetoalcolica?

“La diagnosi precoce è un elemento chiave fondamentale” afferma la dottoressa Francesca Frassine, vice-presidente Commissione di albo dei TNPEE, “Ogni qualvolta si presentino i sintomi clinici so-pracitati, e una storia clinica di uso o abuso di alcool occorre effettuare un percorso di inquadramen-to neuropsichiatrico e neuropsicologico che porterà all’avvio di un percorso riabilitativo precoce e, dunque, per definizione, efficace. In modo particolare risultano essenziali gli interventi riabilitativi tipici dei disturbi del Neurosviluppo tra cui quello Neuro e psicomotorio”.

“Il neuro e psicomotricista dell’età evolutiva (T.N.P.E.E.), in equipe multidisciplinare, può infatti aiutare un bambino affetto da F.A.S. nella maturazione delle competenze cognitive, neuro-psicologiche, motorie, adattive e linguistiche che potrebbero presentare deficit più o meno significa-tivi a seconda del danno cerebrale conseguente al consumo d’alcool: quanto prima verrà avviato l’intervento di supporto e monitoraggio, tanto prima si potrà intervenire sulla maturazione del bam-bino e agire sulla plasticità nervosa encefalica del piccolo. La plasticità è una caratteristica del cer-vello di ogni individuo, la quale è più forte nelle età precoci: un intervento precoce risulta fonda-mentale in un’ottica prognostica. La diagnosi e l’intervento precoce sono possibili solo quando la famiglia si sentirà pronta a riconoscere e affrontare le difficoltà del proprio bambino e ad ammettere le fragilità affrontate in epoca gestazionale”.

Cosa vuol dire consapevolezza, in materia di sindrome Fetoalcolica?

La Commissione di albo dei Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva ricorda che “il consumo di alcool in gravidanza è sempre pericoloso, e che quindi una donna in gravidanza va aiutata e supportata in un momento che può essere di forte e intensa difficoltà. E’ fondamentale rammentare che lo sviluppo di un bambino va protetto, accudito e supportato sin dal primo giorno di vita. Ogni famiglia va sempre accompagnata, ancor di più quando vi è un problema evolutivo. Bisogna comprendere che, in questi casi, insieme agli operatori sanitari di riferimento, possiamo trovare la strada da percorrere superando e accogliendo le fragilità di ciascuno”.

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