Imprevisto

Consenso per educazione sessuale a scuola, mozione respinta. L’assessore Cavo: “Non è nostra competenza”

Colpo di scena in Consiglio regionale, decisiva l'assenza di alcuni esponenti del centrodestra

Regione Liguria palazzo regione

Liguria. E’ stata respinta la mozione presentata da Fratelli d’Italia sul consenso informato dei genitori per fare educazione sessuale a scuola. “Spetta alla direzione scolastica regionale e all’autonomia scolastica” è il commento dell’assessore alla formazione Ilaria Cavo che aveva dato indicazione di libertà di voto asserendo che la Regione non ha competenza specifica sul tema.

A sorpresa così il Consiglio regionale della Liguria ha respinto la mozione che avrebbe impegnato la giunta Toti a far rispettare la direttiva del Miur per quanto riguarda le attività extracurriculari.

Decisiva è stata l’assenza di alcuni consiglieri di centrodestra al momento della votazione, che è finita in parità: 12 favorevoli (maggioranza) e 12 contrari (opposizione). Tutti i gruppi della maggioranza sembravano favorevoli, ma al momento di esprimere un giudizio i numeri sono venuti meno.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Balleari (FdI) aveva che la mozione avrebbe chiesto semplicemente di “far applicare la direttiva del Miur in Liguria, un semplice rafforzativo. Non sono contrario all’educazione all’affettività, sessuale o contro il bullismo. Ma per me il genere fluido non esiste, esistono il genere maschile e il genere femminile. Vorrei che i genitori siano informati su queste attività a scuola”.

“Sul tema c’è stato solo un disguido. Pur essendo l’argomento in linea con leggi nazionali, come ha ribadito l’assessore competente, ai consiglieri era stata lasciata libertà di voto, non essendo peraltro tematica di stretta competenza regionale – spiega il capogruppo degli arancioni, Angelo Vaccarezza – A un anno di distanza dalla rielezione di Giovanni Toti a presidente della Regione Liguria la maggioranza è ancora coesa e forte. Non c’è stata alcuna volontà da parte di nessuno dei nostri consiglieri di non votare la mozione presentata dai colleghi di Fratelli d’Italia, solo un disguido sui tempi della votazione. Cose che possono capitare, ma ci stiamo già dando da fare per correre ai ripari: spero che FdI ripresenti presto la mozione, in modo poter apporre anche la mia firma, a dimostrazione ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, dell’unità di intenti della nostra coalizione. Sulle polemiche delle opposizioni non vorrei dilungarmi, evidentemente non hanno altro di cui poter parlare per guadagnare il loro quarto d’ora di visibilità. Noi tiriamo dritti per la nostra strada”.

“Purtroppo per puro caso e fatalità oggi non c’è stata l’approvazione di questa importantissima mozione di Fratelli d’Italia sul consenso informato, ma alla prima occasione possibile verrà riproposta in aula ed il centrodestra so che sarà unito e compatto nel votarla – ha aggiunto poi il capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Balleari – Il centrodestra continua unito nel buongoverno della Regione Liguria e di tanti Comuni del nostro territorio, a chi vede in questi incidenti di percorso delle frizioni nella maggioranza consiglio di cambiare oculista”.

“È surreale che l’assessore Cavo sostenga che l’educazione sessuale a scuola non è di competenza della Regione – ha replicato il capogruppo Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) – penso che dovremmo rendere obbligatoria l’educazione all’affettività e alla sessualità a scuola”.

“Siamo stati fin da subito contrari alla proposta di Fratelli d’Italia di chiedere il consenso informato ai genitori per l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole – spiegano i consiglieri della Lista Sansa -. La mozione di FdI avrebbe creato un precedente pericoloso: in primo luogo, avrebbe messo in discussione l’autonomia dei docenti e delle scuole; in secondo, così come viene applicato all’educazione sessuale, il consenso informato potrebbe essere applicato anche per la visione di un film sulla Shoah, nel momento in cui un genitore non riconoscesse come evento storico accaduto realmente”.

“L’educazione sessuale nelle scuole è importante. Occorre che gli insegnanti che affronteranno la sessualità in aula siano specificamente preparati. Che siano valutati sulla loro competenza. Ma è necessario anche che si attengano a testi e programmi ben definiti (medicina, anatomia, psicologia, letteratura anche)”, spiega Ferruccio Sansa.

“È meglio che i giovani frequentino alcune ore con professionisti su determinate tematiche come l’educazione sessuale, che non farlo – ha evidenziato la consigliera Selena Candia (Lista Sansa) -. L’educazione all’affettività dovrebbe essere curriculare visto la sua importanza per la formazione dei più giovani”. “Chiedere al direttore scolastico regionale Ettore Acerra se si sta adeguando alle norme è pura propaganda, un atto inutile” commenta il capogruppo Giovanni Pastorino (Linea Condivisa).

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