L'appello di Ciangherotti a Regione, Alisa e Asl2: "Potenziare la medicina territoriale" - IVG.it
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L’appello di Ciangherotti a Regione, Alisa e Asl2: “Potenziare la medicina territoriale”

Eraldo ciangherotti

Albenga. “L’allarme lanciato dall’amico professor Matteo Bassetti a proposito del rischio di una nuova ondata pandemica tra ottobre e dicembre mi preoccupa, soprattutto perchè Regione Liguria, Alisa, Asl 2 nulla stanno facendo per far funzionare la medicina territoriale. Dico questo perchè, pochi giorni fa, una signora di una certa età, con problemi di deambulazione, e patologie croniche di vario tipo, ha accusato qualche linea di febbre e una serie di malori. Ha chiamato il suo medico di base che l’ha ‘visitata’ telefonicamente, rifiutandosi di effettuare una visita domiciliare”. A raccontare l’episodio è il consigliere di Forza Italia di Albenga Eraldo Ciangherotti.

“Problemi simili, durante l’estate, mi sono stati segnalati più volte – prosegue -. Visto che la campagna vaccinale ha avuto un buon successo, sia tra i cittadini che tra i sanitari, per evitare effetti gravi, drammatici per la salute e per l’economia, mi chiedo perchè Regione, Alisa, Asl 2 non prendano in mano la situazione preparando dei protocolli che, in sicurezza, permettano di potenziare la medicina territoriale, vero baluardo, assieme a vaccini e tracciamento, contro il Covid”.

“Sia chiaro, non voglio assolutamente puntare il dito sui medici di base – chiarisce il consigliere comunale -, piuttosto Regione, Alisa, Asl 2 devono dire con certezza e precisione cosa si intenderebbe fare sul serio: riaprire gli ambulatori dei codici bianchi? Eliminare le norme restrittive che, per esempio, con le note Aifa impediscono ai medici di fare correttamente, in scienza e coscienza, il proprio lavoro? Incentivare l’assistenza sanitaria domiciliare agevolando l’ADP o L’ADI (assistenza domiciliare programmata o assistenza domiciliare integrata)?”

“Permettere ai medici di medicina generale di poter assistere i propri pazienti effettuando prestazioni extra? Aumentare il numero di ospedali di comunità? Migliorare la collaborazione tra medici ospedalieri e di famiglia? Diminuire i tempi di attesa per accertamenti clinici radiologici laboratoristici? Diminuire i tempi di attesa per interventi chirurgici, non solo d’urgenza, ma anche di routine? Utilizzare i centri sanitari privati in modo sinergico convenzionandoli oppure no? Stabilire con relativa precisione quali centri specialistici attivare e in quale sede (per esempio il Centro Anti Ictus)? Queste sono solo alcune delle cose che dovrebbero essere citate con chiarezza – conclude Ciangherotti -. A proposito, l’anziana paziente, vaccinata, non era stata colpita dal Covid, ma solo da un problema di raffreddamento”.

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